Uno Scacchista

Annotazioni, Spigolature, Punti di vista e altro da un appassionato di cose scacchistiche

L’Angolo del Finale/22

4 min read

(del GM Sergio Mariotti)
Iniziamo questo articolo con un finale giocato da due grandi scacchisti del passato, che dimostrano come gli scacchi non abbiano età avendo avuto il Bianco 66 anni ed il Nero 48 nel giocare questa partita! Il finale dimostra la validità di alcuni enunciati che sono tutt’oggi attuali.

AdF/SM-87

Emanuel Lasker – Aron Nimzowitsch
Zurigo, 1934

Muove il nero. Vi ricordate cosa dicono i principi generali? Il finale di cavalli è assimilabile ad un finale di pedoni, dove vince chi ha il pedone libero più lontano dai Re. Ebbene, eccone la prova!


Di seguito invece un altro finale con un enunciato, che sa più di avvertimento: Attenzione! Attenzione fino all’ultima mossa, anche quando tutto sembra facile e scontato.

AdF/SM-88

Zbigniew Doda – Hans Bouwmeester
Varna, 1962

Muove il nero, che ha un pedone di più e quindi la posizione dovrebbe essere vinta, ma si deve giocare con accortezza e non farsi prendere dalla frenesia della vittoria, come spesso accade in torneo cominciando a giocare velocemente, convinti che oramai tutto proceda per il verso giusto e spesso andando incontro ad amare sorprese, come in questo caso se non si continuasse con…


Infine, due finali nei quali si dimostra la vitalità delle figure sulla scacchiera, anche quando il materiale rimasto è veramente ridotto, con degli spunti combinativi inaspettati che nulla hanno da che invidiare a quelli del mediogioco!
Così inaspettati che a volte sfuggono all’attenzione anche di esperti giocatori, inducendoli a decisioni controverse come quella presa dal bianco nel diagramma seguente:

AdF/SM-89

Alexander Arulaid – Bukhuti Gurgenidze
Lugansk, 1955

In questa posizione il bianco ha abbandonato, mentre la storia scacchistica ci insegna che per abbandonare c’è sempre tempo, ed infatti il bianco poteva continuare con:


AdF/SM-90

Alecsandrs Koblencs – Oleg Moiseev
Riga, 1955

Penso che il bianco in questa posizione si sia stropicciato le mani dalla contentezza, perché la minaccia di Tf6+ scacco di scoperta e la cattura poi del pedone f2 sembra imparabile, ma gli scacchi spesso ci insegnano che ci sono sempre sorprese in agguato e che niente è mai certo!! Ed infatti dopo

Quest’ultimo un colpo tattico “secco” ed immediato, che lascia intuire la ricchezza ed imprevedibilità del nostro splendido gioco.


Un caro saluto a tutti coloro che ci seguono e Buon Anno da Sergio Mariotti.

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