Uno Scacchista

Annotazioni, Spigolature, Punti di vista e altro da un appassionato di cose scacchistiche

Dal 1921 al 2021: Buon Anno !

19 min read

(Riccardo M.)
… E così eccoci a venerdì primo gennaio 2021: ancora Auguri di un Felice Anno da tutti noi di UnoScacchista!
Quali notizie arriveranno dagli scacchi nell’anno nuovo? Mah! E’ certo più facile conoscere il passato che prevedere il futuro, in specie in questi complicati mesi. Ma per muoverci meglio nel futuro e non sbagliare troppe … mosse ci può essere d’aiuto una buona conoscenza del passato.

Allora perché non dare insieme un’occhiata alle notizie, più o meno note o curiose, che il mondo degli scacchi offriva 100 anni fa, esattamente nel corso del 1921? Sì, facciamo veramente un tuffo proprio nel 1921, nei giornali specializzati dell’epoca!

Leggiamo quindi anzitutto della squisita e inimmaginabile partecipazione femminile al 3° Torneo dell’Italia Scacchistica, vinto da Stefano Rosselli Del Turco con 9,5 su 11 davanti al professore napoletano Davide Marotti:

“… Né il gentil sesso fu assente da questa manifestazione scaccofila, ché la signora Cesarina Orlandi, in unione alla signora Gina Ceola ed alla signorina Lina Ferro, squisito senso di gentilezza seppero dedicare ai partecipanti al torneo, offrendo loro fiori nelle frequenti e tanto gradite visite durante le partite; di altre gradite ospiti si ebbero la signora e signorina Lamperti di Monza, e varie signore della colonia bagnante che desiderarono farsi un miglior concetto degli Scacchi e dei suoi cultori”.

Dalla meraviglia della “colonia bagnante” passiamo alla competizione vera e propria e leggiamo quindi dei pronostici intorno all’imminente sfida mondiale di L’Avana fra il campione Lasker e lo sfidante Capablanca:

E’ difficile fare pronostici sull’esito di questo superbo incontro. Lasker nel 1914 a Pietroburgo si mostrò ancora formidabile, per quanto riuscisse solo miracolosamente a salvare il suo titolo…. E’ prevedibile quindi un gran numero di patte, e che dovranno giocarsi tutte le 24 partite perché possa delinearsi qualche vantaggio, non molto sensibile; crediamo che le maggiori probabilità militino in favore di Capablanca, perché più giovane e nel proprio ambiente, ma la lotta sarà certamente durissima”.

Interessante è ancora una relazione sul lavoro della FSI nell’anno precedente, relazione redatta dal Vice Presidente Padulli e dal Segretario Orlandi e che contiene notizie intorno ai progetti per una migliore diffusione del nostro gioco:

Noi vogliamo rendere popolare questo nobile giuoco da molti, anzi da troppi, ritenuto il giuoco aristocratico per eccellenza … ed è appunto allo scopo di volgarizzare e diffondere l’applicazione del nostro giuoco rendendolo accessibile a chi dovette finora starsene lontano per le molte difficoltà incontrate nell’istruirsene, che noi siamo venuti nella determinazione di decidere la pubblicazione di manuali elementari, di facile e attraente lettura, che possano invogliare il profano ad avvicinarsi ai sacri misteri di Caissa”.

Leggiamo quindi la notizia del nuovo record mondiale di simultanee alla cieca:

Il 30 gennaio Gyula Breyer giuoca a Kaschau 25 partite simultanee alla cieca col seguente risultato: 15 vinte, 7 patte, 3 perdute. Ha superato quindi il record di Reti ad Harlem l’anno scorso (2 vinte, 9 patte, 3 perdute)”. Il tutto -scrive L’Alfiere di Re– “nel periodo di 7 ore e senza commettere alcun errore di memoria!

Capablanca vs Lasker

Ed arrivano a marzo le prime voci dal match mondiale di L’Avana!:

La sfida procede accanitissima, con buon vantaggio di Capablanca, che, secondo le più recenti notizie, ha ottenuto tre vittorie e otto patte”.

E finalmente si legge degli inizi di attività anche nel Sud Italia, nientemeno che con una “passeggiata scacchistica” a Palermo!

“… alla sede dell’attivo e distintissimo Circolo di Cultura l’entusiasmo di quei valorosi e forti giuocatori raggiunse l’espressione più schietta e più cordiale con la “passeggiata scacchistica” organizzata per l’occasione ed alla quale parteciparono moltissimi soci convenuti espressamente”.

Non ci sono altri particolari; di che passeggiata scacchistica si sarà trattato? Non lo sapremo mai. Possiamo però immaginare gli esultanti animi e i “signorili banchetti” che sono soliti accompagnare o concludere tali entusiastiche attività.

La Sicilia comunque si sta mettendo in evidenza negli scacchi anche grazie alla rivista quindicinale “L’Alfiere di Re”, che con vivo amore e con accurato studio viene pubblicata a Palermo in Corso Tukory 198”. La rivista, di norma sulle 16 pagine a numero, si occupa in primis di studi e problemi, ma ha pure una abbastanza ricca rubrica “Nel mondo degli scacchi“, con notizie dall’Italia e dall’estero quali (nel numero di marzo) la vittoria dell’ungherese Gyula Breyer (davanti a Bogoljubov, Tartakower, Reti, Maroczy, Mieses, Tarrasch) nel “torneo di maestri tenuto dal 4 al 16 dicembre scorso a Berlino nel famoso Caffè Kerkau”, oppure la costituzione del nuovo “Circolo Scacchistico Veneziano“, con presidente Luigi Miliani, presidente onorario Carlo Salvioli e consiglieri Dal Lago, Stalda, Rottigni, segretario-cassiere Ernesto Hellmann.

Così “La Redazione” de “L’Alfiere di Re” chiudeva la presentazione del suo primo numero: “Non abbiamo preconcetti di scuola, né di regione, né di casta. Come altri disse ‘Humani nihil a me alienum puto’, così noi diciamo: tutto quanto è attività scacchistica utile e feconda, avrà il nostro incoraggiamento, il nostro plauso, il nostro vigile interesse: tutto ciò che potrà giovare all’incremento del gioco sarà da noi fatto, suggerito e incoraggiato”. 

E in maggio, in un trafiletto dall’estero, si legge della vittoria ex-aequo di J.J.O’Hanlan e Max Euwe nel Congresso della “Kent County Chess Association“: “E’ notevole la vittoria del giovane giocatore olandese Euwe, che si avvia a diventare un maestro di reputazione internazionale .…”

Da Sud a Nord sbocciano in Italia iniziative letterarie e occorre quindi citare anche l’illustre dottore Casimiro Guidelli di Laveno (Lago Maggiore), che, ottenuta la tanto desiderata colonna settimanale del grande quotidiano “Il Secolo” di Milano, vi conduce con rara competenza e con indomabile ardore una serrata e razionale propaganda fatta di notizie, di insegnamenti, di problemi, che basterebbe da sola a tener alto il prestigio e la fama della nostra passione scacchistica”.

La rubrica del “Il Secolo” -leggiamo su L’Alfiere di Re– è “stampata in foglio a parte, su due colonne racchiuse da una elegante cornice e disposte in modo da potersi, a fin d’anno, raccogliere in un unico fascicolo”. 

Accanto a questa non dimentichiamo la rubrica della “Illustrazione Italiana” (Milano, Via Borgonovo 26), di modeste proporzioni, ma assai importante per l’accurato studio posto dal suo Direttore, il giovane e forte scacchista Giuseppe Padulli, vincitore del torneo di seconda categoria della Società Scacchistica Milanese”.

Al di là del linguaggio particolarmente enfatico dell’epoca e al di là di certe usanze che traspaiono dalle parole del tempo e che oggi fanno un poco sorridere, c’è da notare positivamente che l’intera attività scacchistica nazionale si muove nel 1921 apparentemente abbastanza all’unisono e si raccoglie intorno ad alcune figure di prestigio che la indirizzano e la divulgano: il marchese Rosselli Del Turco, il direttore dell’Italia Scacchistica Alberto Batori, e poi Giuseppe Padulli, il Comitato Direttivo della FSI nelle persone (in particolare) del professor Giuseppe Orlandi e dell’avvocato Carlo Salvioli; parimenti apprezzabile è la tendenza a dare la priorità non tanto alle sfide individuali quanto a quelle fra circoli; e gare a squadre si tengono non di rado all’interno di uno stesso circolo, quale il Circolo Andrea Bettinelli di Verona. Individualmente si mettono in mostra, dopo Rosselli Del Turco, gli ingegneri Luigi Miliani (presidente della FSI) e A. Sacconi, i signori M. Romih e V.De Barbieri, e (come scriveva il Batori) si dice un gran bene di Szabados, il giovane ungherese campione del C.S. Torinese”. Senza dimenticare, infine, “il battagliero Rag. Ernesto Hellmann, colla sua inseparabile scacchiera “porte-bonheur”, un Hellmann vincitore in estate, con un netto 8 a 2 e senza patte, di un match al C.S. Venezia contro il forte  Stalda.

La rivista mensile “L’Italia Scacchistica”, organo della FSI, è diretta da Alberto Batori, coadiuvato da Rinaldo Bianchetti, Giuseppe Orlandi, Stefano Rosselli Del Turco, Alberto Rastrelli, Vittorio De Barbieri e Annibale Dolci. E’ stampata a Viareggio.

Ancora “L‘Alfiere di Re” dà notizia di un match Genova-Milano disputato su 12 scacchiere al “Luigi Centurini” di Genova il 3 aprile, match diretto dall’ingegner Luigi Padulli, svoltosi nei locali della Fiaschetteria Toscana in via Berchet e vinto dai genovesi per 7 a 5. La prima scacchiera milanese, Roberto Sani, perdeva contro un nome quasi leggendario di Genova: Annibale Dolci, del quale parleremo prossimamente sul nostro Blog.

Ai suoi lettori L’Alfiere di Re fa tirare nel numero 3 un sospiro di sollievo fornendo questa notizia: “Apprendiamo con piacere che il giovane e forte giocatore russo A.Alekhine, di cui si era diffusa la notizia della morte per mano dei bolscevichi, è invece vivo ed in perfetta salute. Egli è in atto presidente del Circolo Scacchistico di Mosca, che conta più di 150 soci…. Pare che il governo dei Soviets, piuttosto che avversare gli scacchi, li abbia presi a proteggere, avendo assegnato agli istruttori un assegno ufficiale. E’ così che in un recente torneo il fondo dei premi è salito a mezzo milione di rubli!”

Il 20 di maggio muore a Vienna, a 53 anni, il maestro austriaco di origine russa Alexander Halprin, noto soprattutto per essere stato per molti anni (insieme a Georg Marco e a Hugo Fähndrich) uno dei redattori della celebre rivista scacchistica Wiener Schachzeitung. Il 13 di giugno ci lascia anche un altro austriaco, di origine moràva, il maestro Jacques Schwarz, vincitore del torneo di Vienna nel 1893/94. Nel frattempo (il 16 di gennaio) era venuto a mancare anche un giocatore italiano meno noto, il piemontese Vittorio Torre, che fu primo a Torino nel 1895.

Aggiungo, a proposito di ricorrenze anagrafiche, che il 1921 non si distingue per aver dato la luce a troppi scacchisti divenuti famosi. Ricordo soltanto Jaroslav Sajtar (3 dicembre a Ostrava) e il campione del mondo Vasily Smyslov (24 marzo a Mosca). Nel 1921 sono nati anche Gianni Agnelli e Nino Manfredi, ma non mi pare che si siano mai cimentati negli scacchi!

M’interrompe questi pensieri la notizia tanto attesa da tutto il mondo!

Capablanca è campione mondiale! La titanica lotta si è risolta prima di quanto si prevedeva, avendo il dr. Lasker abbandonata la 15° partita ed il match. Ciò apprendemmo dall’Hull Times, cha dà il risultato finale: Capablanca 5, Lasker 0, patte 10. Il ritiro di Lasker dal match provocherà vari commenti, ma la Commissione lo concesse perché il clima aveva dato qualche disturbo all’ex Campione mondiale …. “.

L’entusiasmo a Cuba suscitato dal successo di Capablanca è tale che nel Parlamento cubano viene presentata una proposta per assegnargli una pensione di Stato di 5.000 dollari l’anno.

E giungono intanto altre notizie un po’ da tutta Europa, con i giornali di Madrid che mettono in risalto la bravura del Re Alfonso, che è uno scacchista molto appassionato e forte; recentemente batté il campione spagnolo sig. Golmayo nella partita inaugurale del torneo nazionale”.

I giornali di Berlino si occupano invece di Alekhine, il quale “dopo le peripezie subite in patria (e taluni ne avevano annunciato la morte) ha lasciato la Russia per riprendere l’attività scacchistica di un tempo: in giugno ha giocato un match con Teichmann, che è risultato patto (2 a 2 e due patte) e successivamente ha battuto 2 a 0 il giovane maestro Saemisch”.

Davide Marotti, 1881-1940

Dal 25 al 28 maggio si è intanto giocato a Viareggio un match amichevole fra il maestro peruviano Esteban Canal e il rappresentante del Circolo Scacchistico Fiorentino, il marchese Stefano Rosselli del Turco, match sponsorizzato dalla FSI e organizzato “dal suo Infaticabile Segretario prof. rag. Giuseppe Orlandi” (così si legge su “L’Alfiere di Re”). “La prima partita, una difesa Olandese, fu vinta col Nero dal Canal; la seconda, in cui il peruviano aveva attaccato con una Spagnola, fu vinta dal Rosselli; la terza e la quarta (una Francese e una Spagnola) finirono patte, furono le più combattute e in esse si possono ammirare la genialità e la profondità di vedute di entrambi i giocatori“.

A Venezia, invece, in un altro match, Ernesto Hellmann batte nettamente Giuseppe Stalda per 8 vittorie a due, mentre dall’estero giunge la notizia del successo, stavolta, di Alekhine su Teichmann per 4 vittorie a zero, con due patte.

In estate si gioca, ancora a Viareggio, “nel silenzio austero della gran sala del Regio Casino Municipale”, il Torneo di Campionato italiano, e qui la cronaca di Davide Marotti, vincitore del titolo, ci consegna un campione bravo quanto modesto; avete mai sentito di un campione del suo Paese che dice di aver vinto il titolo grazie alla fortuna?

Raro, vero? Ebbene, leggiamo il Marotti: Nel penultimo turno mi tocca la fortuna di aver vinta a forfait la partita con Miliani … e all’ultimo la vittoria su Berheimer (la fortuna torna a sorridermi) mi assicura il primo posto con 9 punti su 12 … precedendo l’ingegner Leone Singer.

Troppo modesto Davide. Gli ha reso giustizia Claudio Sericano, scrivendo nel nostro  “I Luoghi degli scacchi” (vol. 1°, 1915): Brillante vincitore a Viareggio risultò il napoletano Davide Marotti, che staccò nettamente tutti e di ben tre punti il favorito Rosselli”. Il torneo sussidiario di Viareggio vede la promozione a maestro del triestino Camillo Horn (1880-1956).

Viareggio 1921

Ma dalle parole del Marotti pare quasi che le protagoniste del Campionato siano ancora una volta le Donne, anzi le donne, queste così descritte con amore in apertura dell’articolo:

“… giunga anzitutto il nostro ringraziamento profondo e devoto a Donna Cesarina Orlandi, di ogni manifestazione scacchistica auspicatrice ognora benefica e patronessa cortese e nobilissima, alla Signora Bonanno e alle signorine Lamperti, le quali con la loro presenza vollero portare, nel freddo tempio di Caissa arcigna e severa, il fascino e la grazia inobliabile dell’eterno femminino”. Perbacco! Chissà se una delle signorine Lamperti sarà stata invitata a cena dal bel Davide durante o dopo il vittorioso Campionato! Io, a mia volta, ringrazio personalmente Davide Marotti perché nel proseguimento dell’articolo spiega che “…a Batori ha nuociuto in questo Torneo la cura dell’organizzazione e quella della rivista a cui si dedica con tanto appassionato fervore” e mi svela pertanto o m’illude con queste parole (scusandomi con i lettori per l’incauto accostamento al Batori) su quale possa essere stato uno dei motivi del mio scarsissimo rendimento agonistico negli ultimi 30 anni …

“… Dopo il felice esperimento dello scorso anno (continua il Marotti), si volle anche questa volta abbinare alla premiazione il banchetto (e ti pareva!) per concludere solennemente e cordialmente l’importante adunata scacchistica; e ciò ebbe luogo la sera del 31 Agosto al Grand Hotel Royal (hai capito, eh?, ma chi ha pagato?)”.

E sapevate della visita di Lasker a Milano? Il dott. Emanuele Lasker che nel suo viaggio di ritorno dall’Avana ha fatto una brevissima sosta a Milano nei primi del giugno scorso, ha manifestato in modo assai lusinghiero la sua soddisfazione per questa rifioritura delle nostre più belle tradizioni scacchistiche, e, benevolmente accogliendo l’invito del nostro Segretario, ha promesso di interessarsi perché i migliori scacchisti italiani abbiano a figurare nei prossimi tornei internazionali …”

Non pare che questo interessamento produca grandi risultati, se è vero che qualche tempo dopo ci si lamenta del mancato invito del nostro campione nazionale al grande torneo internazionale de L’Aja (con Alekhine, Davidson, Euwe, Kostic, Marco, Maroczy, Miese, Rubinstein, Spielmann e Yates).

Nell’estate del 1921 si giocano alcuni importanti tornei internazionali: Alfred Ehrhardt Post vince ad Amburgo davanti a Saemisch; David Janowski vince ad Atlantic City davanti a Whitaker, mentre Alekhine prevale a Budapest davanti a Grunfeld, Tartakower e Kostic e lo stesso Alekhine vince anche a Triberg precedendo nettamente Bogoljubov; intanto nel campionato olandese a Nimega si mette in luce e vince un altro giovane maestro: Max Euwe.

In Italia via via aderiscono alla Federazione Scacchistica Italiana tutte le principali associazioni e circoli, come si legge nella Relazione del Comitato Direttivo al 30 settembre firmata dal Segretario Generale prof. Giuseppe Orlandi: il Gruppo Scacchistico Lecchese presso la Società Canottieri di Lecco, il Circolo Scacchistico Livornese con sezione Dama presso il Caffè della Posta, il Circolo Scacchistico di Bologna (via Indipendenza 22), gli Amici di Caissa in Palermo (corso Scinà 180), il Circolo Scacchistico Catanese presso il Gabinetto di Lettura del Palazzo della Prefettura in via Etnea, il Circolo Scacchistico Ferrarese (presso il Caffè Folchini in Corso Giovecca) ed altre ancora di Bobbio (presso il Caffè Davico), di Busto Arsizio (Caffè Italia), di Alessandria, Oneglia, Padova, Piacenza … Questi si aggiungono a tanti altri dei quali cito solo i principali: C.S. Fiorentino, C.S. Ferrarese, A.S. Viareggio, S.S. Milanese, C.S. Veneziano, C.S. L.Centurini Genova, C.S. A.Battistelli di Verona, C.S. Bolognese, S.S. Varesina e S.S. Gallaratese.

Sul finire dell’anno giunge in FSI una lettera con cui il Maestro Stefano Rosselli Del Turco comunica il suo desiderio di misurarsi col campione nazionale Prof. Davide Marotti in un match da giocarsi nel 1922, purché al vincitore venga riconosciuto o conferito ufficialmente il titolo di Campione italiano”.

Qualche dispiacere in giro non manca, e infatti leggiamo che verso fine anno Il Secolo ha bruscamente soppressa la Rubrica Scacchistica, confermando ancora la poca considerazione che i grandi giornali hanno per gli Scacchi, anche quando il pubblico vi mostra interessamento … siamo ancor più spiacenti di questa soppressione perché la rubrica era molto ben diretta dal dr. Casimiro Guidelli ed aveva acquistato molte simpatie specie tra i problemisti e soluzionisti”.

Viceversa cresce l’attività e l’importanza di alcuni circoli, come quello di Gallarate: “I suoi ormai 100 soci non han voluto esplicare la loro attività soltanto nel campo, dirò così, combattivo; anche nel campo amministrativo essi han voluto svolgere loro cure, talché concedendosi il lusso di spendere qualche biglietto da mille han fatto costruire, dietro speciale disegno, scacchi e scacchiere veramente monumentali, da servire specialmente in occasione di ricevimenti e di accademie; cè chi si azzardo a denominare questo materiale “l’ottava meraviglia”. E il salone da gioco? Cinquanta coppie vi troverebbero comodissimo posto”.

Dall’estero era giunta in ottobre la notizia della conclusione del grande torneo de L’Aja: E’ terminato colla vittoria del giovane maestro russo A.Alekhine, con 8 punti su 9 senza perdere alcuna partita. La vittoria di Alekhine è tanto più significativa quando si pensi che è la terza consecutiva ottenuta da lui senza sconfitte. Buon secondo è riuscito S.Tartakower, che partecipò in sostituzione di Spielmann. Rubinstein è rimasto terzo, subendo due sconfitte che mettono in dubbio il suo diritto di contrastare a Capablanca il campionato mondiale”.

Eppure quest’ultimo incontro sembra sul punto di definirsi, tanto che da L’Avana arriva una voce secondo cui il match Capablanca-Rubinstein sarà tra poco concluso. Capablanca, raccogliendo la sfida, ha risposto a Rubinstein che sarà ben lieto di misurarsi con lui per difendere il titolo recentemente acquistato, e che tra breve gli comunicherà le condizioni del match, le quali però dovranno essere sottoposte all’approvazione della “U.S.A. Chess Association””.

Il match Capablanca-Rubinstein, come saprete, non si giocò mai. La regione più attiva nel 1921 resta tuttavia sempre la Gran Bretagna, e qui, dove si sta organizzando per le Feste di Natale il tradizionale torneo di Hastings, un giocatore tra i più attivi è sempre il grande vecchio Joseph Blackburne.

A Birmingham leggiamo che: il glorioso veterano J.H. Blackburne ha tenuto due sedute di partite simultanee in settembre; una alla Y.M.C.A. col risultato di 12 vinte, 5 patte ed una perduta, l’altra al Birmingham Ch.Cl., con 9 vinte, 9 patte ed una perduta. Ciò è meraviglioso se si pensa che Blackburne sta per compiere l’ottantesimo anno l’11 dicembre p.v.. Per tale ricorrenza gli si preparano a Londra grandi feste. Tra l’altro il City of London Chess ha rivolto un appello agli scacchisti britannici onde raccogliere una vistosa somma da offrire al glorioso Maestro, a cui fu già da alcuni anni assegnata da Sir John Thursby una pensione di 100 sterline al mese”L’altra rivista italiana, “L’Alfiere di Re“, così aggiunge sul suo n.16: “data la tenuità della somma, non certo sufficiente nei tempi presenti a provvedere alle più elementari necessità della vita, e data la difficoltà per un uomo della età di Blackburne, che deve anche mantenere la moglie invalida, di supplire con la propria attività, il ‘British Chess Magazine’ ha aperto una nuova sottoscrizione per offrire al valente campione inglese una rendita supplementare“.  Blackburne morirà a Londra il 1° settembre del 1924.

Dimostrazione della superba attività scacchistica in Gran Bretagna e a Londra in particolare è il match giocato in settembre nella capitale, al Central Hall di Westminster, tra le contee del Nord e del Sud: vi presero parte due gruppi di 400 giocatori ciascuno, e dopo tre ore e mezzo di lotta la vittoria arrise alle Contee del Nord per 217 punti e mezzo contro 182 e mezzo”.

J.Blackburne, 1841-1924

Una spiacevolissima notizia viene intanto da Bratislava (allora Presburgo), dove l’8 di novembre, a soli 28 anni e per un attacco cardiaco, si spegne la vita di Gyula (Julius) Breyer, uno dei più forti giocatori in circolazione al mondo e detentore del record di gioco in “simultanea alla cieca”. Su Breyer, leader della “scuola ipermoderna” e trionfatore del torneo di Berlino nel 1920, trovate qui un bel post del nostro Adolivio Capece.

Per un campione che ci lascia, c’è un altro che è visto sorgere: si tratta, scrivono i giornali, del “…. fenomeno Reshevsky, il fanciullo-prodigio polacco che, a 8 anni, gira l’Europa dando sedute di partite simultanee” ….

In Italia si svolge il girone di ritorno di un’attesa e importante sfida fra le due principali realtà dello scacchismo nazionale: Genova e Milano (Roma purtroppo è piuttosto in ombra in quel periodo storico), ovvero la Società Scacchistica Genovese e la Società Scacchistica Milanese. Si gioca alle 14,30 del 27 novembre nel magnifico salone della Società di Letture e Conversazioni scientifiche,  in Piazza delle Fontane Marose a Genova, alla presenza del Segretario della FSI Giuseppe Orlandi. L’incontro suscita un grande interesse e da Viareggio era giunto per assistervi lo stesso direttore dell’Italia Scacchistica, Alberto Batori. Ambedue le squadre si presentano abbastanza incomplete. Prevale nettamente Milano per 9 a 3 (solo il geniale De Roberto riuscì a strappare l’unica vittoria per Genova) e quindi cumulando tale esito con quello del precedente girone giuocatosi a Milano, il Prof.Orlandi proclamò vincitrice della sfida la Società Scacchistica Milanese con punti 14 contro 10. Stavolta Annibale Dolci non va oltre la patta con Schenardi.

Milano e Genova, insieme a Venezia, Palermo e alla Firenze del marchese Rosselli del Turco, sono in effetti i centri scacchistici italiani principali nel 1921. Scrive L’Alfiere di Re che il Circolo Scacchistico Veneziano “sorto per iniziativa del benemerito ingegner Calzavara, festeggia il 5 dicembre il 1° anniversario della sua fondazione, affermandosi tra le più combattive società italiane: oggi conta 76 soci …“. Roma resta, come dicevamo, un pochino in disparte ed è citata nella stampa dell’anno solo in occasione di qualche passaggio in città di alcuni forti giocatori, come l’istriano Max Romih in primavera e, in autunno, dei campioni rispettivamente di Livorno ed Alessandria, Foraboschi e Jesu.

Lo stesso “L’Alfiere di Re” comunica nel suo ultimo numero dell’anno la sua trasformazione da quindicinale in mensile, con uscita al 20 di ogni mese e … “la diminuita frequenza sarà compensata d’altro canto da un aumento del numero di pagine e dall’inserimento di nuove rubrichee con la fondazione di una ‘Casa Editrice Scacchistica’ per la pubblicazione di volumetti utili e dilettevoli, intesi sempre a promuovere quello sviluppo del nostro gioco che sta in cima ad ogni nostro sforzo e ad ogni nostro pensiero”.

A proposito di Genova, nel capoluogo ligure si era giocato il mese precedente un match fra il campione triestino Massimiliano Romi (in istriano Max Romih) e quello genovese, di origine peruviana, Annibale Dolci: Un match di 4 partite. La lotta accanitissima sembrava volgere a favore del maestro genovese, ma avendo questi, dopo le prime due partite da lui vinte, adottato un giuoco eccessivamente prudente, il match finì patto, 2 a 2”.

Sul finire del 1921 giungono notizie dall’Italia di nuovi costituiti circoli e affiliati alla Federazione: a Padova (presso il Caffè Gaggian), a Pisa (Caffè Chianese), a Modena (presso la Società del Casinò), a Mantova (la “Angelo Viterbi” al Caffè del Veneziano), a Reggio Emilia (al Caffè del Teatro Comunale) e finalmente a Busto Arsizio con la Società Scacchistica Bustese. In verità quest’ultima doveva sorgere già nel corso dell’estate, ma … i calori estivi hanno fatto emigrare quel piccolo gruppo di amatori del nobile giuoco ai laghi e alle spiagge, ritardandone la formazione”.

Tuttavia, nonostante questa crescita dell’interesse verso “il nobil giuoco”, l’Italia non sarebbe l’Italia senza qualche frizione, divisione e discussione, anche negli scacchi. Così accadde nel 1921 come nel 1971, ma forse i tempi paiono concretamente cambiati perché accada la stessa cosa anche nel 2021. Concludo pertanto questo excursus rivelando lo stupore e la reazione della F.S.I. allorquando su  “L’Alfiere di Re” appare l’annuncio di un prossimo Torneo di Campionato Italiano per Corrispondenza tra Circoli che lascia libera l’iscrizione a circoli federati o non federati alla FSI.

La FSI reagisce con un pronto comunicato, datato 20 dicembre 1921, firmato dal suo Segretario Generale, il professor Giuseppe Orlandi e apparso (come larga parte di quanto in questo articolo vedete in corsivo) sulle pagine de “L’Italia Scacchistica”:

Permetta la tanto apprezzata rivista di Palermo … Tale annuncio ha sorpreso e addolorato non solo i dirigenti della Federazione, ma anche tutti gli amici sinceri della nostra istituzione, che intuirono immediatamente la gravità e le conseguenze della disposizione che lede il principio di autorità della nostra Federazione…. Uno dei Redattori del giornale di Palermo fa anche parte del nostro Consiglio Direttivo, ed era ragionevole presumere che egli sentisse di conciliare la sua attività di Redattore con l’Ufficio di Consigliere in FSI… (ritenevamo) si trattasse di equivoco o inavvertenza da parte dell’amico e collega Lanza … ma questi ci telegrafava e, pur rinnovando il suo attaccamento alla Federazione, alla quale anzi chiedeva appoggio per detta manifestazione, confermava il mantenimento del suo punto di vista ossia che il progettato Torneo sarebbe stato libero a tutti i Circoli Scacchistici Italiani anche se non federati… Nel commentare l’atteggiamento assunto dall’Alfiere di Re nei confronti della nostra Federazione, non voglio per nessun motivo dimenticare o tacere le sue molte benemerenze nel campo scacchistico … Direi che i suoi Redattori non si siano resi sufficiente conto della necessità, per il buon avvenire della FSI, che tutti i nostri sforzi siano coordinati e si svolgano in perfetto affiatamento seguendo anche nel nostro campo quelle consuetudini sportive che subordinano la partecipazione a gare individuali o collettive di una certa importanza alla formale ed esplicita omologazione delle singole Federazioni alle quali i concorrenti appartengono… Con l’augurio che la precisa e sincera esposizione dei fatti valga a dissipare ogni precedente equivoco o malinteso, io penso che ora sia possibile, con piena soddisfazione dei nostri amici di Palermo e con sollievo di tutti i colleghi federati, considerare l’incidente come veramente e definitivamente chiuso”.

Chiudo anch’io, con questa diatriba, la finestra sul 1921 e v’invito a provare ad immaginare qualcos’altro, ovvero, al contrario, un viaggio nel tempo, in avanti di 100 anni, e provare ad immaginare cosa potranno pensare gli scacchisti del 2121 quando leggeranno i post del nostro tempo e queste storie e avvenimenti del 1921. Non crederanno, forse, alle nostre parole!

Terminiamo questo articolo restando con i piedi per terra, ovvero col calendario dell’anno giusto, ed entrando fiduciosi nel nuovo anno, semplicemente augurandoci che questo 2021 oggi iniziato sia di gran lunga migliore di quel descritto 1921, del quale forse abbiamo volutamente dimenticato qualche particolare. Che sarà migliore è certamente prevedibile, non ci vorrà molto.

E il 2021 dev’essere per forza migliore anche del turbolento e, per molte persone in tutto il mondo, travagliato e disgraziato 2020. Ma molto dipenderà da noi stessi e dalle scelte che abbiamo fatto e che faremo.

Buon Anno!

P.S.: dove non è diversamente indicato, le parti in corsivo evidenziate in blu sono tratte dai fascicoli de “L’Italia Scacchistica”, annata 1921. 

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