Uno Scacchista

Annotazioni, Spigolature, Punti di vista e altro da un appassionato di cose scacchistiche

In memoria del Maestro Bruno Trezza

3 min read

Finocchiaro - Trezza, Incontro a squadre Napoli-Catania del 1957 A sinistra, di tre quarti, Finocchiaro e a destra Trezza (Foto di proprietà di Fabio Finocchiaro)

(Mario Spadaro)
Bruno Trezza era nato a Napoli il 13 gennaio 1937; mi aveva parlato di lui l’amico Fabio Finocchiaro, che lo aveva avuto come avversario nell’incontro a squadre Napoli-Catania del 1957, descrivendolo come un forte ed ingegnoso giocatore, a Napoli dopo Giorgio Porreca era considerato uno dei migliori.

Ebbene, un giorno che ero andato ad assistere ad una lezione all’Università, me lo trovai in aula quale giovanissimo professore di una materia che stavo studiando!

Infatti gli era stata assegnata la cattedra di Economia politica e monetaria presso la facoltà di Scienze Politiche a Catania, dove rimase per il triennio 1968-71; successivamente venne trasferito a quella di Economia dei mercati monetari e finanziari presso la facoltà di Economia e commercio a “La Sapienza” di Roma (incarico che mantenne fino alla sua scomparsa).

Con l’aiuto di Fabio che per l’appunto lo conosceva già, lo invitai più volte a casa mia per fargli vedere la grande biblioteca scacchistica che mio padre possedeva.

Gli feci conoscere anche il circolo del Dopolavoro Dipendenti Comunali, in cui oltre agli scacchi vi era la possibilità di cimentarsi con altri giochi ricreativi, e sorprendentemente si dimostrò fortissimo a ping-pong!

Bruno Trezza (Fonte PRI)

Di grande intelligenza e cultura, nella vita civile oltre ai titoli accademici ed agli incarichi universitari conseguì molte cariche onorifico-politiche: ha fatto parte dello staff dell’Ufficio Studi della Banca d’Italia; è stato Membro del Comitato Tecnico Scientifico della Programmazione Economica (Ministero del Bilancio); é stato Consigliere economico della Vicepresidenza del Consiglio (Governo DC-PRI); é stato Consigliere economico del Presidente del Consiglio nei Governi Spadolini; é stato Consigliere di Amministrazione della Cassa per il Mezzogiorno; è stato Consigliere di Amministrazione delle Ferrovie dello Stato; all’interno del Partito Repubblicano Italiano é stato Presidente del PRI Campania, membro di Direzione Nazionale, candidato del PRI alle europee; è stato autore di una cinquantina di pubblicazioni accademiche, tra cui “Il mito dello sviluppo ambientale” per l’Enciclopedia Treccani (2000).

Come scacchista fece parte della squadra dell’Accademia Napoletana che giunse seconda, a pari punti (16,5 su 20), dietro quella romana, al campionato italiano a squadre di Lerici del 1959, ottenendo però il primo posto nel campionato del 1960, che rimase l’unico vinto dalla squadra di Napoli (Accademia Scacchistica Napoletana: Porreca, Scafarelli, Trezza, Del Vecchio, Busco).

Nel 1954 giunse 1°/3° con Bacco e Busco al torneo nazionale di promozione di Napoli; ottenne il titolo magistrale nel 1960 quando giunse 3°/4° a Napoli con Norcia, dietro Porreca e Tatai.

Fu 2°/3° a Napoli nel 1962 dopo Damianovic, ed a pari punti di Scafarelli; l’anno successivo fu 3°/4° ad Imperia con Cappello ma davanti a Mariotti, mentre nel torneo di Napoli del 1966 fu ancora secondo a pari punti con Cappello.

In rete circola su di lui un aneddoto descritto da Mario Leoncini: «Nei primi anni Sessanta, alla squadra di Napoli nell’incontro con quella di Roma, dopo Porreca, Scafarelli e Trezza, mancava la quarta scacchiera. Fu così che schierarono, pur di non presentarsi in tre, il primo spingilegno che capitò loro sottomano, tal Gomez d’Aiala. Il maestro Stefano Tatai, che se lo trovò come avversario, notò subito la bizzarria di certe mosse e chiese a Bruno Trezza di chi si trattasse. “E’ un forte maestro spagnolo” disse con enfasi Trezza. Intimorito, Tatai si rimise a sedere, e dopo un paio di mosse propose la patta che fu prontamente accettata dal principiante, per la gioia e l’incredulità della squadra napoletana».

Tornando alle vicende dei comuni mortali, poiché incontrarlo singolarmente a scacchi era fatica inutile per noi e quasi una noia per lui, una sera escogitammo una maniera per divertirci e contemporaneamente opporre una resistenza maggiore.

Nel circolo del Dopolavoro Dipendenti Comunali vi erano 4 tavoli da gioco completi di scacchiera e pezzi e 4 orologi da torneo (gli iscritti ai circoli di oggi sorrideranno nel leggere queste misere cose perché abituati ad un agio ben diverso da quello di allora!).

Organizzammo quindi una simultanea con orologio (2 ore e mezza per le prime 40 mosse ed un ora ogni 18 mosse successive) da disputarsi tra lui e 4 giocatori del circolo.

Trezza vinse 3 partite ed io ottenni una patta che conservo gelosamente.

Finisco con una notizia per i curiosi: superai brillantemente l’esame universitario nel quale lui era l’esaminatore!!

Questa fu la partita:

2 thoughts on “In memoria del Maestro Bruno Trezza

  1. L’articolo di Mario Spadaro sul maestro Bruno Trezza mi ha richiamato alla memoria gli anni ’60 quando al Circolo Artistico di Napoli si esibivano i maestri Porreca,Scafarelli,Palermo e appunto Bruno Trezza.
    Erano anni della mia gioventù e frequentavo anch’io il Circolo Artistico e assistevo con grande interesse alle partite di quei maestri.
    Ricordo che era un assiduo del circolo anche Dario Cecaro organizzatore dei torne e degli incontri tra giocatori di circoli di altre città.
    Ora quel mondo è finito per sempre, il circolo artico di Napoli non nc’è più e i grandi maestri sono scomparsi.
    Rimangono però le loro partite che si rivedono sempre con molto piacere.
    Nino Cocorullo

  2. Ricordo di averlo intravisto al torneo di Siena 2003 “Memorial Magari”, all’epoca non sapevo fosse un illustre economista. Era già non più giovanissimo e inattivo da chissà quanti anni (infatti era uno dei pochissimi casi di maestro con ELO Italia sopra i 2200 ma senza ELO FIDE), però se la cavò più che dignitosamente chiudendo il torneo A con oltre il 50% dei punti.

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