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Shock a Saint Louis: Carlsen si ritira dal torneo

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Sinquefield Cup 2022, Magnus Carlsen durante il 3° turno (Foto ridotta dall'originale di Bryan Adams)

(UnoScacchista)
Con un breve messaggio su Twitter Carlsen ha annunciato pubblicamente che si è ritirato dalla Sinquefield Cup che si sta giocando a Saint Louis. Nello stesso tweet, il Campione del Mondo ha inserito un breve video di Josè Mourinho che, rispondendo alla domanda di un giornalista, dice (riassumendo) “Non dico nulla, perchè se parlo finisco in grossi guai e non voglio finire nei guai.” Cosa esattamente volesse intendere Carlsen non è ancora chiaro, ma in molti hanno pensato a problematiche di cheating.

Non ci sono state ulteriori dichiarazioni da parte del norvegese e le uniche comunicazioni ufficiali sono arrivate da Tony Rich, Direttore Esecutivo del Saint Louis Chess Club (che organizza il torneo): “La decisione di ritirarsi è di Magnus ed è una decisione personale, per cui non diremo nulla, rimandando a sue eventuali dichiarazioni” ha sostanzialmente detto.

Dal punto di vista pratico, ha poi puntualizzato Rich, le partite di Carlsen nei primi 3 turni del torneo sono considerate nulle e la Sinquefield Cup diventa un torneo tra 9 giocatori. Quelle partite, però, rimangono valide ai fini del calcolo del punteggio Elo.


I commenti del mondo scacchistico sono ovviamente stati immediati e molteplici, con la maggior parte dei GM che considera la decisione di Carlsen assolutamente incredibile e indipendente dalla sconfitta patita da Niemann al terzo turno. Come ha detto Nakamura durante i suoi streaming: “Magnus non farebbe mai una cosa del genere, neanche in un milione di anni… a meno che ci creda fermamente. Io penso che lui creda che Hans (NdA: Niemann) sia un cheater. Senza dubbi.

E questa è la ragione che in molti ritengono sia la causa scatenante: la convinzione di Carlsen che Hans Niemann stia barando alla scacchiera. Non ci sono assolutamente prove a tal riguardo al momento e anche Ivan Sokolov dice che “analizzando le prime tre partite di Niemann non trovo nessuna indicazione che possa aver barato“.

Da parte mia, mi limito a riportare alcune di queste dichiarazioni senza entrare nel merito, cosa per la quale non ho sufficienti informazioni e conoscenza, e senza avvalorare altre fantasiose ipotesi su capricci del norvegese.

Ma allora perché Carlsen si è deciso per un gesto così eclatante? Un gesto che, in ogni modo vada a finire, getterà una luce negativa sugli scacchi: se qualcuno proverà che Niemann ha utilizzato aiuti indebiti sarà probabilmente la fine della sua carriera e uno smacco per gli organizzatori; se ciò non sarà fatto o non sarà possibile, Carlsen resterà con una macchia difficile da cancellare per aver creato ombre su un torneo e su colleghi senza fondamenti.

Non credo minimamente a una mancanza di motivazioni o di volontà di cancellare la sconfitta subita (tantopiù che, come già detto, la perdita di punti Elo rimane confermata) e, data la sua visibilità e rilevanza anche sui media, è impossibile che non abbia considerato la risonanza che questo suo gesto avrebbe (ed ha) ottenuto.

Niemann, dal canto suo, continua a rilasciare commenti molti velenosi “Mi dispiace per Carlsen, perdere contro un idiota come me deve essere terribile” (domenica dopo la vittoria) e “Almeno prima che abbandonasse il torneo sono riuscito a batterlo” (ieri, alla fine della partita contro Firouzja, finita patta). Se il 19enne americano voleva farsi notare, sicuramente ci è riuscito.


Bisogna risalire a Fischer, che nel 1967 abbandonò il torneo interzonale di Sousse, per trovare un precedente a questo di Carlsen. Ci sono stati altri forfait famosi (lo stesso Fischer contro Spassky nella seconda partita del match mondiale del 1972, Kramnik contro Topalov nella quinta partita del match mondiale del 2006) ma forse il caso più simile è quello del 2009 di Mamedyarov che al torneo Aeroflot di Mosca abbandonò la partita contro Igor Kurnosov accusandolo di cheating.

Mai è successo, però, che un Campione del Mondo in carica abbandonasse un torneo dell’importanza della Sinquefield Cup, in un modo così clamoroso e senza motivazioni chiare.

Probabilmente quando avrete finito di leggere queste righe saranno state rese pubbliche altre dichiarazioni che ci avranno aiutato a capire meglio cosa è successo a Saint Louis, perché una cosa è certa: la questione non può rimanere avvolta nel mistero e dopo aver lanciato il sasso (gli organizzatori di Saint Louis sanno sicuramente i motivi del ritiro di Carlsen) non si può nascondere la mano e lasciare tutto come era prima.

1 thought on “Shock a Saint Louis: Carlsen si ritira dal torneo

  1. prima abdica da campione del Mondo dopo aver visto chi ha vinto il torneo dei candidati, poi non sale sul podio come terzo e bronzo in prima scacchiera alle olimpiadi, quindi abbandona un torneo dopo una sconfitta in un finale pari..cosa che se avessero fatto i suoi avversari in questi anni ci sarebbero stati centinaia di ritiri…nel gioco a me il norvegese ha sempre suscitato ammirazione, ma come uomo credo che non gli aprirei la porta di casa.

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