Uno Scacchista

Annotazioni, Spigolature, Punti di vista e altro da un appassionato di cose scacchistiche

Lo battezzarono “il mago di Baku”

(del GM Sergio Mariotti)
Dopo la scomparsa di Fischer il mondo scacchistico vide per anni il dominio incontrastato del sovietico Anatoly Karpov, il quale non soltanto batté per ben due volte il fortissimo ed arcigno Korchnoi, ma vinse anche quasi tutti i grandi tornei che si svolsero in quel periodo.

Sembrava dunque che il regno di Karpov non dovesse avere mai termine e che nessuno fosse in grado di strappargli il titolo di campione del mondo chissà per quanti anni ancora.

Ed invece una nuova stella cominciò a sfolgorare nel firmamento scacchistico, un nome nuovo s’impose all’attenzione di tutti, tanto da far pensare a molti che forse nemmeno lo stesso Karpov sarebbe stato in grado di riuscire a contrastarlo.

La nuova stella si chiamava Garry Kasparov, anche lui plasmato dalla fortissima scuola sovietica, quella della sua città natale Baku, oggi capitale dell’Azerbaigian.

Kasparov migliorò la qualità del suo gioco così rapidamente e così incisivamente da far entusiasmare anche famosi campioni, come Mikhail Botvinnik, che lo seguì a lungo e che fu il primo a predire che Garry sarebbe arrivato a lottare per il titolo mondiale già nel 1984, apparendo “il mago di Baku” in possesso di più grinta e determinazione del campione in carica, Karpov detto “il ghiacciolo”.

Lo stile di Kasparov veniva paragonato nientemeno che a quello del leggendario Alekhine: brillante, aggressivo, tenace, sempre alla ricerca della vittoria. In un mio articolo apparso nel dicembre 1982 sulla rivista “I due alfieri”, quando Garry aveva solo 19 anni, potei dare ai lettori questo consiglio: “seguite la carriera del giovane sovietico, gustatevi con attenzione le sue partite, il divertimento e anche l’insegnamento sono senz’altro assicurati”.

Fui buon profeta: Garry sarebbe stato Campione del mondo dal 1985 al 2000. Kasparov era reduce in quel momento da una strepitosa vittoria nel torneo Interzonale di Mosca: imbattuto e con 10 punti su 13, superò nell’ordine Beljavsky, Tal, Andersson, Guillermo Garcia, Geller, Murey, Sax, Christiansen, Velimirovic e altri 4 giocatori. A 19 anni si qualificava pertanto per i matches dei Candidati previsti per il 1983.

Ai lettori di quella rivista così presentavo una sua significativa prestazione dell’Interzonale di Mosca del 1982.

Christiansen – Kasparov
Interzonale di Mosca, 19.09.1982

Tratto al Nero. Questa è la posizione raggiunta dopo il diciottesimo tratto (♘c3-d5) dell’americano Larry Christiansen; l’astro nascente di Baku gioca qui una mossa di grande efficacia che lo porta ad un vantaggio posizionale indiscutibile e perentorio.

Concludevo quel mio articolo di 41 anni fa con queste parole: “Garry Kasparov sta dimostrando come la mente umana sia una fonte inesauribile di inventiva e di fantasia e come tali qualità non cesseranno mai di esistere, neanche nel mondo freddo, meccanico e robotico che la “civiltà” sta preparando ai nostri figli”.

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