Uno Scacchista

Annotazioni, Spigolature, Punti di vista e altro da un appassionato di cose scacchistiche

Scacco matto all’assassino (11)

Excursus sul rapporto giallo-scacchi nella letteratura poliziesca

(Fabio Lotti)

Excursus sul rapporto giallo-scacchi nella letteratura poliziesca

Scacchi, delitti, indagini… cos’è la vita se non un gioco perverso in cui regna la follia? Qui tutte le precedenti puntate. (UnoScacchista)

[In apertura, una scena de “Il Ballo in maschera” dal Bregenz Festival in Austria, 1999]


In Il giudice è accusato di John Dickson Carr, Mondadori 2022, a pag.16 “Il pomeriggio seguente il giudice Ireton si trovava seduto nel salotto della sua villetta al mare e stava giocando a scacchi con il dottor Gideon Fell.” Segue una descrizione accurata della villetta e una discussione sul modo di agire del giudice nei confronti degli imputati intercalata dalle mosse sulla scacchiera. Ad un certo punto, pag.19. “Scacco- disse il giudice Ireton, afferrando la Regina dell’avversario. – Oh? Allora state attento. Che ne dite di questa mossa?-Scacco.- Arconti di Atene! Non mi sembra che ci sia…- No- disse l’altro- Scacco matto. Con aria solenne il giudice raccolse tutte le pedine e le risistemò ai loro posti. Ma non propose di fare un’altra partita. – Siete  piuttosto scarso come giocatore di scacchi- disse- Non riuscite a concentrarvi.” Andando avanti a pag.23 il giudice dichiara a Gideon Fell che trova piuttosto giuste le sue idee sulla criminologia ma che non sa giocare a scacchi “Che ne dite del gambetto con cui vi ho dato scacco matto?- Immagino che si tratti di un colpo mancino di vostra invenzione.- Fate voi. Ma in realtà consiste nel far credere all’avversario di essere al sicuro e di poter vincere per poi cacciarlo in una situazione senza via d’uscita. Scommetto che voi lo chiamereste il gambetto del gatto con il topo.” Andando avanti a pag.94 ancora un battibecco “– Siete sempre un pessimo giocatore di scacchi- disse Ireton. –Davvero? La mia faccia è un libro stampato per voi? – Sì. – E che cosa avete scoperto? – Che continuate a essere un pessimo giocatore di scacchi.” Nella pagina successiva “ Con aria assente il dottor Fell aprì un cassetto del tavolino da gioco, tirò fuori qualche pedina e, quasi come un automa prese a giocherellarci. Prese un re, un alfiere, una torre, poi una pedina che voltò e rivoltò tra le dita. La buttò in aria, la riprese, ripeté il giochetto alcune volte. D’un tratto la lasciò andare, come folgorato da un’idea improvvisa, e tirò un profondo sospiro.”

Gli scacchi arrivano anche all’ultimo capitolo (pag.175/78) “La sera dopo l’arresto di Fred Barlow, martedì 1° maggio, il giudice Ireton sedeva nel salotto della sua villetta e giocava a scacchi con il dottor Fell.” Sarà un colloquio rivelatore, da parte del corpulento dottore, di tutto l’ambaradan della storia durante la partita che fa imbestialire il giudice “-Che Dio…vi maledica!- disse Horace Ireton con il fiato corto, vibrando un pugno così forte sul tavolo che tutte le pedine volarono via. Il dottor Fell le rimise a posto con la massima impassibilità”


In L’ultima mano di burraco di Serena Venditto, GEDI 2021, un brevissimo accenno dalla narrante italo-americana Ariel Hamilton “Dicevo, la professoressa non era affacciata alla sua solita finestrella a leggere, usare il computer o giocare a scacchi con il nipote, ma stava entrando quasi insieme a noi nel portone, con una piccola busta della spesa in una mano e un quotidiano nell’altra.”(pag.89).


In Sherlock Holmes- La nazione è in pericolo di John Sutton, Mondadori 2022, a pag.14/15 “-Credo che la partita sia mia- disse Holmes quasi sottovoce. Ignorai il suo commento e guardai la scacchiera. No, la mia regina si ergeva orgogliosa e, come credevo, controllava il gioco. Il mio cavallo era in agguato per contrastare qualsiasi mossa del mio avversario. L’alfiere controllava invece ogni eventuale azione in diagonale di Holmes; inoltre, avevo due pedoni che attendevano di dare impulso a un’eventuale mossa difensiva per evitare uno scacco matto. – Mio caro Holmes- ribattei- l’ho messa nell’angolo. Scacco matto in due mosse.- Holmes alzò lo sguardo, sorrise e bevve un generoso sorso dal suo bicchiere di brandy – Ah, Watson!- disse – Si sofferma sempre troppo sull’attacco e mai sulla difesa. Guardi la scacchiera e rifletta. Facendo affidamento sulla sua regina non ha tenuto d’occhio l’altro mio alfiere e, soprattutto, la torre sull’ala di re. La sua regina, alla quale dà così importanza, le è utile solo qualora non venga catturata. E io ho una mossa in serbo per farlo; dunque, tocca a lei prendere la mia regina per evitare di perdere il pezzo che regge tutto il suo attacco. Una volta catturata la regina, infatti, non mi resterà che muovere la torre per costringerla a una situazione che mi garantirà una rapida e irreversibile vittoria.- Guardai attentamente la scacchiera e riflettei. Diavolo d’un Holmes, aveva ragione! La mia fidata regina, sulla quale avevo riposto ogni fiducia, ora mi sembrava più che mai Anna Bolena nel giorno della sua esecuzione. Sospirai, mi sedetti di nuovo sulla poltroncina e agguantai il bicchiere. – Temo che lei possa avere ragione, Holmes- sospirai. – Sono convinto che non riuscirò mai a batterla in questo gioco.- Sorrise- Si dia tempo, caro amico. Chi può prevedere cosa accadrà?-“.


In Sherlock Holmes-La casa del male di Gretchen Altabef, Mondadori 2022, brevissimo accenno quando Sherlock rimugina “Non era più un problema di logica quello che dovevo risolvere: chi era il re, chi era il pedone? Come avrei potuto distinguerli senza vederne le mosse? Occorreva un drastico cambio di strategia.” (pag.85).


Un accenno nella quarta di copertina di Nero Wolfe-Giù il sipario di Robert Goldsborough, Mondadori 2022, “Se c’è una cosa di cui Nero Wolfe farebbe volentieri a meno è lavorare. Tuttavia, quando un collezionista rivale gli offre un raro esemplare di Grammangis spectabilis perché si occupi di un caso, la sua riluttanza deve cedere il passo. E dunque entri in scena Roy Breckenridge, produttore teatrale di successo preoccupato dall’atmosfera velenosa che si respira dietro le quinte della sua commedia. Nulla di concreto e dimostrabile, beninteso; si tratta di sensazioni impalpabili, ma talmente forti da convincerlo che qualcosa di brutto debba accadere. Certo quello rutilante e spietato di Broadway è un mondo lontanissimo dagli interessi e anche dalle simpatie di Wolfe, arroccato nella sua vecchia casa di arenaria sulla Trentacinquesima Strada Ovest, a Manhattan, tra le amate orchidee e prelibati manicaretti. Interviene però il delitto a trasformare invidie e capricci, le patetiche schermaglie che agitano ogni backstage popolato di primedonne vere o presunte, nelle mosse di una partita a scacchi da ricostruire e decifrare. Allora Nero Wolfe vorrà abbassare lo sguardo sulle sventure umane e fornire il responso che tutti si aspettano da lui.”.


In La barchetta di cristallo di Augusto De Angelis, Mondadori 2022, breve cenno quando un personaggio dice all’altro “E’ presto…Andiamocene a giocare a scacchi!” – L’uomo contenne una bestemmia “Lo sapete che non so giocare!” “Ma so giocare io! E gli scacchi sono l’unico gioco che uno può fare da solo…” (pag.10).

 


In Stavros di Sophia Mavroudis, edizioni e/o 2022, Stravos, spiegando il gioco del tavli greco a suo figlio Yannis, “Insieme agli scacchi questo è il più antico gioco del mondo.“ (pag.114). Due pagine più avanti sempre Stavros “E’ il gioco più simile agli scacchi: nel tavli, bloccare l’avversario equivale a dargli scacco matto.”.

 


In Cena di classe di Perissinotto e d’Ettorre, Mondadori 2022, a pag.220/21 un riferimento agli scacchi “La partita tra accusa e difesa era ancora tutta da giocare. Si erano mangiati a vicenda qualche pedone, ma nessuno dei due aveva ancora minacciato i pezzi pesanti.”

 


Alla prossima.

 


Fabio Lotti è nato a Poggibonsi (Siena) nel 1946. Laureato in Materie Letterarie, è Maestro per corrispondenza e collaboratore di riviste scacchistiche specializzate. Ha pubblicato vari testi teorici, tra i quali “Il Dragone italiano“, “Gambetti per vincere” e “Guida pratica alle aperture“.

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