‘Scacchi Armani’ al Salone del Mobile 2026
(Adolivio Capece)
Da sempre al Salone del Mobile di Milano, una delle manifestazioni più importanti a livello mondiale, gli scacchi sono stati utilizzati come ‘complemento di arredo’, ovvero come soprammobile per arricchire salotti, saloni, anche camere da letto.
Quest’anno c’è stata una interessante novità, ovvero un tavolino da gioco per scacchi (e dama) presentato nella collezione ‘Armani Casa’; tavolino chiamato ‘Borgonuovo’, come la via milanese in cui ha vissuto Giorgio Armani.
Ma non si pensi solo ad un semplice tavolino corredato da una scacchiera.
La sorpresa è che sono stati realizzati anche i pezzi, stilizzati e intagliati nel legno, realizzando quelli che credo si possano chiamare ‘Scacchi Armani’.
Pezzi eleganti, in puro ‘stile Armani’, con cui si gioca volentieri e che non fanno rimpiangere i classici Staunton cui siamo tutti abituati.
Certo, come quasi sempre accade in questi casi, sono pezzi che resteranno ad uso e consumo dei collezionisti e che presto in qualche museo si aggiungeranno ai pezzi ideati e disegnati da artisti e stilisti.
L’idea simpatica è aver dotato il tavolino di due cassetti con apposite scanalature per sistemare i pezzi a fine partita senza rischiare così di perderli.



Ecco la descrizione ‘ufficiale’ del tavolino:
Tavolo da gioco di ispirazione Déco con struttura in legno di ebano amara e top rivestito in pelle color tortora, bordo e piedini in ottone chiaro satinato. Il piano centrale girevole rivela un piano da gioco in legno in ebano e acero naturale, ideale per giocare a scacchi o a dama. Il tavolo è dotato di due cassetti con pedine, e di porta bicchieri estraibili, discretamente integrati negli angoli.
Misure: 95x95xH.75cm
Devo aggiungere che nei cassetti è previsto anche l’alloggiamento per le 24 pedine della dama, pure stilizzate ed eleganti, così che il tavolino è adatto anche per i ‘cugini’ damisti.
Attenzione però a come ci si siede: con la casella della scacchiera in basso, a destra dei giocatori, si gioca a scacchi, quando questa casella è nera si gioca a dama (e allora il tavoliere su cui si gioca è definito damiera).
Già, casella in basso a destra bianca! In realtà molto spesso, quando si usano gli scacchi come complemento di arredo, chi allestisce non fa caso a questo dettaglio e anzi appare infastidito quando si fa notare l’errore.
A questo punto dobbiamo ricordare che fino al Medio Evo la disposizione era indifferente e lo testimoniano i dipinti dell’epoca, come il più classico quadro di Sofonisba Anguissola.

Poi cominciò a consolidarsi l’abitudine di porre la scacchiera con in basso a destra la casella bianca, ma forse più per una forma di superstizione o almeno di scaramanzia, essendo il bianco ritenuto di buon auspicio.
Così nei testi di Carrera e Ponziani si legge che la disposizione dell’angolo destro bianco non era ‘dovuta al carattere intrinseco del gioco’, bensì ‘alla pratica d’uso dei giocatori’.
Ponziani però affermava che “questa legge vale ove non militi qualche particolare convenzione o legittima consuetudine in contrario.”
Particolarmente interessante quanto scritto nel 1583 da Thomas Actius nel trattato in latino “De Ludo Scachorum”:
“il bianco deve avere il posto d’onore, cioè a destra, perché denota vittoria. Anche Nostro Signore risorse in vesti bianche, come puro, innocente e vittorioso. Anzi, alcuni quando giocano vogliono assolutamente i pezzi bianchi, altrimenti non giocano.”

P.S.: L’edizione n. 64 del “Salone del Mobile” si sta svolgendo dal 21 al 26 aprile 2026 negli spazi della Fiera di Milano a Rho.