Uno Scacchista

Annotazioni, Spigolature, Punti di vista e altro da un appassionato di cose scacchistiche

(Claudio Sericano)
Di lui si conoscono poche partite, ma tra queste ben due vittorie contro Botvinnik!
La sua vita fu caratterizzata da una rapida crescita scacchistica, rallentata dal lavoro a soli 25 anni, e conclusa drammaticamente a 30 da una assurda condanna a morte.

Pyotr Nikolaevich Izmailov nacque a Kazan, in Russia, il 31 maggio 1906.
Durante la sua infanzia si appassionò al gioco, e a diciassette anni vinse il suo primo torneo.
La sua prima apparizione a livello nazionale fu il campionato sovietico del 1924, dovè giocò nel torneo B, realizzando 6 punti in 13 partite.
La sua ascesa regolare lo porto a vincere  il campionato siberiano nel 1926 e nel 1928.
Nel 1928 sorprese un po tutti aggiudicandosi a soli 22 anni il primo Campionato della Repubblica Russa (da non confondere con il campionato dell’URSS, che comprendeva anche giocatori armeni, georgiani, azeri, ukraini,….).

Il torneo si svolse a Mosca e vide il suo netto successo con 10/13, un punto di vantaggio su un altro “minore”, Shebarshin, mentre i favoriti Panov e Kan subirono un distacco maggiore.

Campionato della Repubblica Russa del 1928

Il 1929 iniziò con il secondo posto di Leningrado, alle spalle di Ragozin, battuto nello scontro diretto, e terminò con il campionato sovietico tenutosi ad Odessa. Questo torneo fu di sicuro il miglior risultato ottenuto da Izmailov.
Passati faticosamente i quarti di finale (punti 5/8), sconfiggendo comunque giocatori del calibro di Makogonov e Selezniev, vinse brillantemente la semifinale insieme a Kan (punti 3,5/5), battendo nello scontro diretto il diciottenne Botvinnik, e tagliandolo fuori dalla finale.

Purtroppo Izmailov non partecipò alla finale a quattro, vinta da Verlinsky, dove avrebbe di certo avuto una buona chanche di aggiudicarsi il massimo titolo.

Odessa, Campionato U.R.S.S. del 1929: fase finale

Sul motivo di questa rinuncia aleggia il mistero, infatti esistono numerose versioni completamente differenti l’una dall’altra sul motivo per il quale Izmailov si ritirò: in “Saxmathij Listok” Duz-Khotimirsky disse che Izmailov dovette ritirarsi per motivi di studio (le vacanze scolastiche erano terminate), in “64” Kan disse che Izmailov si rifiutò di partecipare, Pravda e Izvestia citarono una malattia, mentre la “Komsomoloskaya Pravda” parlò di esaurimento.

Neanche il figlio Nikolai è stato in grado di sciogliere l’enigma, la madre gli parlò di una conversazione a metà anni trenta, durante la quale il padre disse: “ero in forma e pronto a continuare la lotta, ma fui costretto a lasciare…”. Insomma, adesso è impossibile stabilire cosa sia realmente accaduto, ma come conferma il figlio Nikolai, questo episodio doloroso lasciò un segno profondo nel morale di Izmailov.

(Odessa 1929: Botvinnik (tondo rosso) e Izmailov (tondo giallo)

Comunque tornò a casa con il titolo di maestro nazionale, non una cosa da poco.
Nel 1931 partecipò alla semifinale del campionato sovietico, tenutasi a Mosca pochi giorni prima della finale, giungendo 3°-5° con 5 su 9, e mancando la qualificazione riservata ai primi due.

Ma la sua soddisfazione fu quella di battere per la seconda volta Mikhail Botvinnik, non più un giovane inesperto ma un giocatore affermato, che infatti dominerà la finale dando ben due punti di distacco al secondo classificato Ragozin.

Semifinale campionato U.R.S.S. del 1931

 

Il 1931 segnò una svolta nella vita di Izmailov, che ottenne la laurea universitaria diventando dottore in geofisica.
Iniziò subito a lavorare per importanti progetti e venne spedito in Khakassia, per poi trasferirsi nel 1933 a Tomsk, in Siberia, dove entrò nel Comitato Geologico della Siberia Occidentale.
Passarono gli anni e Izmailov sparì dalla scena, assorbito completamente dal suo lavoro, che lo portò a partire per viaggi di esplorazione nella taiga siberiana della durata di sette mesi, e gli scacchi finirono nel cassetto.

La taiga siberiana

Nel 1934 la federazione scacchistica sovietica fece una accurata revisione dei titoli nazionali, togliendo quello magistrale ad Izmailov e ad altri 14 maestri, una vera beffa dovuta alla inattività di alcuni anni.
Come conseguenza di questo non potè partecipare ne al campionato siberiano ne a quello russo, nonostante il successo nel campionato di Tomsk del 1934.
Il ritorno sulla scena nazionale fu nel 1935, con un modesto 5,5/11 nella semifinale del campionato russo (e non sovietico), vinta da Tolush.

Poi l’ultima fatale apparizione, a Leningrado nel 1936, dopo un viaggio di oltre 5.000 chilometri, quando partecipò al campionato nazionale di prima categoria (come sappiamo aveva perso il titolo di maestro), un torneo comunque molto forte. Vi totalizzò punti 7,5/14, un risultato non disprezzabile. Ma qualcosa di ben più grave degli scacchi accadde (anzi, non accadde) in quei giorni.

Sempre il figlio Nikolai racconta che Izmailov, rientrato a Tomsk, un giorno da lavoro telefonò alla moglie  per avvisarla che avrebbe tardato per cena, essendo stato invitato negli uffici della NKVD (il famigerato “Commissariato del Popolo per gli Affari interni”, quello che poi diventerà nel 1954 il KGB). Disse che era stato chiamato per dare alcune risposte su di una questione non molto importante, di non preoccuparsi.

Stemma dell‘ NKVD

Fatto sta che da quella sera non tornò mai più a casa, e non ebbe mai più occasione di parlare con la moglie…..
Nikolai ebbe la possibilità, dopo moltissimi anni, di consultare le carte del processo al padre Peter, e si rese conto che tuttò era assolutamente assurdo.

Suo  padre era stato accusato di cospirazione con la organizzazione “controrivoluzionaria-trotzkysta-fascista” di Galakhov, professore dell’istituto industriale di Tomsk. Secondo le carte del processo, detta organizzazione aveva in mente di prendere il potere in Russia e di stabilirvi una dittatura fascista (primo passo l’uccisione di Stalin e dei suoi più stretti collaboratori, naturalmente), che sarebbe stata diretta da Alfred Rosenberg, personaggio tedesco vicino ad Hitler e condannato a morte durante il processo di Norimberga.

Alfred Rosenberg

Sempre secondo la NKVD, il viaggio di Izmailov a Leningrado, dietro la facciata di un torneo di scacchi, avrebbe avuto lo scopo di stabilire relazioni con gruppi sovversivi locali, ed Izmailov avrebbe partecipato ad una riunione segreta nella quale era stato deciso di uccidere il famoso politico sovietico Andrei Aleksandrovich Zhdanov.

Il processo si tenne il 27 aprile del 1937 davanti alla Suprema Corte del Collegio Militare di Novosibirsk, e durò solamente venti minuti, non avendo avuto Izmailov la possibilità di difendersi. La sentenza fu condanna a morte e confisca di tutti i suoi beni.
Il giorno dopo, il 28, venne fucilato, mentre la moglie fu spedita per dieci anni in un campo di prigionia (si chiamavano “campi per le mogli dei traditori”).

Un campo per le mogli dei traditori

Così finì tragicamente la vita e la carriera scacchistica di Peter Izmailov, assolutamente innocente ed estraneo ai fatti, come successivamente stabilito sempre dalla Suprema Corte del Collegio Militare, che il 2 luglio 1957 lo riabilitò definitivamente.

La riabilitazione giunta nel 1957

Oggi il circolo scacchistico di Tomsk porta il suo nome, ed organizza un torneo di alto livello, il Memorial Izmailov.
Pyotr Izmailov non sarebbe diventato un grande campione, ma la sua triste vicenda umana merita di essere conosciuta dai cultori della nostra arte.

Quando iniziai a fare ricerche su di lui, e scrissi la bozza di questo articolo, due sole sue partite erano pubbicate, le due vittorie contro Botvinnik.

Le notizie sulla sua tragica fine erano presenti solamente in un sito russo di storia locale. Nel 2021, finalmente, venne dato alle stampe il libro scritto dal figlio Nikolai, con partite analizzate dal GM Mihail Marin, e il nome di Izmailov pian piano divenne più noto tra gli scacchisti.

Ed ora vediamo le sue due vittorie contro Botvinnik, la seconda commentata da Yuri Averbakh.
Botvinnik non doveva avere troppa simpatia per un giocatore che lo aveva battuto due volte, tanto è vero che un anno prima di morire, alla domanda “chi era Izmailov?”, rispose “una guardia forestale in Siberia”, ignaro del fatto che fosse un geofisico e anche della sua tragica fine.


Izmailov Petr – Botvinnik Mikhail
Odessa (URSS ch) 1929


Probabilmente Botvinnik non abbandonò subito, ma proseguì per altre mosse. Questa partita ci è giunta attraverso il figlio Nikolai, forse con tramite la madre, e quindi non ci dobbiamo stupire se si limiti all’essenziale.


Izmailov Petr – Botvinnik Mikhail
Mosca (semifinale URSS ch) 1931

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