Uno Scacchista

Annotazioni, Spigolature, Punti di vista e altro da un appassionato di cose scacchistiche

CIS 2024: altro giro, altra corsa (con alcune considerazioni molto personali)

(Uberto Delprato)
E’ metà marzo ed è di nuovo tempo di Campionato Italiano a Squadre. Il CIS è una manifestazione assolutamente particolare, che combina le ambizioni individuali con lo spirito di squadra, ed è anche l’occasione di incontrare amici che raramente riescono a trovarsi tutti assieme in una sala di gioco: tutti appassionati che non possono dire di no a partecipare a una competizione che coinvolge i loro circoli.

Questo breve post è la mia personale carrellata di emozioni che ho vissuto durante la manifestazione organizzata dal Comitato Regionale FSI del Lazio nello scorso fine settimana per le serie A1, A2 e B.

Prima ancora che il Presidente Domenico Zibellini rivolgesse il suo saluto ai partecipanti e che l’arbitro Giorgio Proietti desse il fatidico “Bianco in moto!“, avevo già incrociato sguardi, sorrisi, strette di mano e abbracci con molti amici di tante battaglie scacchistiche e compagni di tante risate in compagnia: che magìa lo sport! E che magìa, in particolare, gli scacchi, che portano a incontrarsi ragazzini e… ex-ragazzi, con le stesse possibilità di vittoria e di divertimento.

Il Presidente del CR Lazio Zibellini, con l’arbitro Proietti a sinistra e Massimo Carconi sulla destra

Beh a dirla tutta, per noi cresciuti a tempi lunghi e mosse in busta, la tirannia del “90 minuti a finire con incremento di 30 secondi a mossa e senza abbuono dopo la 40ª mossa”  è una cadenza difficile da gestire ma, in fin dei conti, chi non ha mai dovuto giocare posizioni intricate con pochi minuti a disposizione o decidere se cambiare o no le Torri prima di mettere in busta?

Torniamo però alla competizione. Ben 20 le squadre rappresentate nelle tre serie, per un totale di 40 scacchiere distribuite nella capiente sala dell’American Palace Hotel. Quest’anno il mio Steinitz giocava in A2, con il difficile compito di evitare la retrocessione, visto il forfait dell’ultimo minuto di Folco, la nostra prima scacchiera. Un bel rompicapo per me, capitano della squadra, chiamato a “cantare e portare la croce“, visto che oltre a scegliere i giocatori ho anche dovuto giocare quattro partite sui cinque turni previsti.

Per di più il calendario ci ha messo di fronte subito alle due favorite del girone, Quattro Torri e Scuola Popolare (che schierava anche il MI ceco Piotr Piesik, un fior di giocatore, in prima scacchiera), col risultato che dopo due turni eravamo già con le spalle al muro e l’obbligo di vincere almeno due delle tre sfide successive.

Lo Stenitz in azione in serie A2 contro Frascati (con il capitano in piedi e, da sinistra, Vladimiro, Antonio, Stefano e Francesco)

Dopo una vittoria agognata e sofferta contro Frascati, eccoci alla sfida decisiva con l’altra “contendente per la salvezza“, Viterbo. Domenica mattina, mentre sto facendo colazione, la notizia che non vorresti mai ricevere: la nostra prima scacchiera per il match mattutino, Vladimiro, ha avuto un contrattempo e potrà giocare solo il turno di pomeriggio. Ma un buon capitano non si perde d’animo e qui lo spirito indomito dello Steinitz è entrato in gioco: con un giro rapido di messaggi viene confermato in quarta scacchiera Francesco, il più giovane del gruppo, mentre Antonio si sacrifica per l’ennesima partita col nero (alla fine per lui saranno quattro su quattro partite giocate!) e Marco si adegua di buon grado ad un imprevisto nero in terza scacchiera.

Le cose però non vanno bene e perdiamo il match, rendendo l’ultimo turno quanto meno complicato, visto che siamo obbligati a vincere contro Vitinia o a sperare che Frascati batta Viterbo. Stavolta possiamo schierare la nostra migliore formazione possibile con Stefano in quarta scacchiera e, alla fine, il cuore e l’energia che ci mettiamo viene premiata: una bella vittoria che rende superfluo aspettare il risultato degli altri incontri. Salvezza doveva essere e salvezza è stata: bravi tutti!

Uberto, Antonio e Francesco: stanchi ma felici!

A completamento di un fine settimana di soddisfazione per lo Steinitz, anche la squadra di C ha confermato la sua permanenza nella serie per l’anno prossimo, arrivando quarta in un girone da 8, in cui retrocedevano ben 4 squadre.

Lo Stenitz in azione in serie C (con il capitano in piedi a destra e da sinistra Giovanni, Flavio ed Enrico; Bruno non è inquadrato)

Bravi anche a Bruno, Giovanni, Paolo, Flavio, Enrico e al loro capitano, nonché Presidente del circolo, Massimo Muru.

Anche Enrico, Flavio, Paolo e Giovanni possono festeggiare!

Vince meritatamente il girone la Scuola Popolare che corona un lungo inseguimento alla serie A1 iniziato qualche anno fa dalla Promozione: quanta strada per Massimo Carconi e il suo gruppo! Manca la promozione per un soffio Quattro Torri, perdendo solo l’ultimo, tesissimo match contro i vincitori.

La Scuola Popolare premiata per vittoria in A2

Nelle altre serie, vince il raggruppamento di A1 e accede alle serie Master il Circolo “1874 Le Due Torri” di Bologna che supera per solo mezzo punto individuale il “Dragone” di Latina.

Dalla Serie B salgono in A2 gli “Alfieri della Tuscia” di Nepi, che battono all’ultimo turno in una sorta di spareggio “Lazio Scacchi”.

Gli Alfieri della Tuscia premiati per la vittoria nella serie B

Alla fine dei tornei si va via salutandosi come reduci da una battaglia, qualcuno felice, qualcuno un po’ meno, qualcuno ancora rimuginando e snocciolando varianti, qualcuno semplicemente contento per aver partecipato a un bellissimo momento di scacchi. Perché alla fine sono queste competizioni di squadra che creano le amicizie, fanno condividere emozioni e rendono più esaltante la vittoria e meno amara la sconfitta.

Grazie a tutti, a chi ha organizzato, a chi ha arbitrato, a chi ha giocato e anche a chi, non pochi, è venuto per guardare e fare il tifo per i propri amici di circolo. Alla prossima!


Qualcosa di personale

Come anticipato nel titolo, voglio però aggiungere una nota assolutamente personale a quest post di “cronaca partecipata”.

Come forse sapete per aver letto la mia breve biografia alla fine dei miei post o nella sezione “Io” del blog, sono Candidato Maestro, titolo conquistato nel marzo 1984 realizzando la famosa “percentuale“.

Dopo un’assenza lunga 32 anni (dal 1987 al 2019) ho ripreso a giocare trovando un mondo agonistico completamente diverso: cadenze veloci, incremento e doppi turni per citare i cambiamenti organizzativi che più mi hanno creato difficoltà di adattamento. Per di più l’Elo esteso a tutte le categorie e criteri di passaggio di categorie basati sull’Elo e non sui risultati in un singolo torneo. Per farla breve, dopo un disastroso primo torneo nel quale ho realizzato la famosa “tranche” (altra cosa di cui non avevo mai sentito parlare) sono entrato in lista Elo con 1910 (avevo un Elo FSI di 2136), punteggio ben al di sotto della soglia di 2000 punti necessari oggi per diventare Candidato Maestro. Complice un secondo disastro nel mio primo torneo weekend con doppi turni (un vero incubo), sono poi sceso a 1880. Per di più, ci si è messo anche il COVID a interrompere il processo di rimozione della montagna di ruggine accumulata, quindi… ulteriore pausa forzata.

Ebbene, sono veramente contento di condividere con voi la notizia che con il mio risultato al CIS (e con un contributo irrilevante dal recente “bonus FIDE“) sono riuscito a realizzare un obiettivo che mi ero posto: ho superato i 2000 punti Elo e quindi, a 40 anni esatti di distanza dalla conquista del titolo a 23 anni, ho in un certo senso “riconquistato” il titolo di Candidato Maestro.

Premiato a Siena 2023!

So bene che è un risultato puramente simbolico e che il suo significato è assolutamente personale, però credo possa dare fiducia a tutti i giocatori che, come me, riprendono a giocare dopo tanti anni. In aggiunta alle sfide puramente scacchistiche, ho dovuto imparare a convivere con una mente e un fisico che sono diversi da quelli che erano. Non smetterò mai di ringraziare l’amico Renato Tribuiani per i preziosi consigli che mi ha dato sull’alimentazione prima e durante le partite e su come gestire il poco tempo tra i doppi turni.

Tristano, Giovanni, Luca, Massimo e Uberto a Siena, 2023

E, soprattutto, è per me stato fondamentale vivere gli scacchi con gli amici, con i quali ho passato il tempo dopo le partite, che sono stati in grado di distrarmi dopo una sconfitta e che hanno gioito con me dopo una vittoria, sapendo che ho fatto e farò altrettanto per loro.

Un ringraziamento va anche a voi che leggete questo blog con regolarità: parlare e scrivere di scacchi, seguire l’attualità e analizzare per voi le partite dei principali tornei mi ha fatto un gran bene e spero lo faccia anche a voi.

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6 pensieri su “CIS 2024: altro giro, altra corsa (con alcune considerazioni molto personali)

  1. Bravissimo Uberto! Io sono del 1957, sono diventato cm nel 2014, a 58 anni, poi ho giocato poco, complici anche i miei impegni di medico e la mia preferenza per il ruolo di istruttore… mi fai venire voglia di riprendere a studiare e giocare sul serio! Anche se, come succede a te, odio un pochino le attuali cadenze di gioco, e anche il gioco on line mi si addice poco…

    1. Grazie Piercarlo. Ho dovuto veramente vincere le mie ritrosie per cominciare a giocare i weekend con doppio turno, ma l’alternativa era … smettere di nuovo di giocare e la passione ha avuto il sopravvento.

Rispondi a Piercarlo BarocelliAnnulla risposta

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