Uno Scacchista

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Carlsen: “Gukesh è ancora un mistero per me”

(Uberto Delprato)
Lo ammetto, sembra un titolo “acchiappa-click”, ma Carlsen ha detto davvero così. In una conversazione con Gotham Chess ha espresso un suo pensiero sulle capacità del diciottenne sfidante per il titolo di Campione del Mondo. Certamente una considerazione interessante, vista la statura di chi lo ha espresso, ma che richiede un po’ di contestualizzazione. Infatti Carlsen ha elaborato più in dettaglio il perché di ciò che ha affermato.

Ecco, come inizio, la mia traduzione di ciò che ha detto Carlsen.


“Gukesh è ancora una sorta di piccolo mistero per me.
E’ qualcosa di bizzarro, perché da un lato hai qualcuno che è incredibilmente migliore nel gioco a cadenza classica di quanto lo sia… (NdT: la frase rimane in sospeso)
Quando gioca Rapid e Blitz, direi che … non abbia l’intuito per giocare velocemente buone mosse. Però è in grado di calcolare eccezionalmente bene.
Discutendo con lui dopo una partita mi sono accorto di come avesse considerato varianti a cui non avevo assolutamente pensato … ma come aveva avuto il tempo per farlo?
Penso che Gukesh calcoli continuamente e ciò per lui funziona bene a cadenza classica, ma (NdT: in Rapid e Blitz) talvolta prende decisioni posizionali molto strane perché non può usare lo stesso filtro”


Che Gukesh sia bravissimo a calcolare varianti non è un mistero per nessuno, però quel che dice Carlsen suggerisce che, per quel livello di gioco, le sue capacità posizionali non siano della stessa qualità. Vista la giovane età del ragazzo indiano questo non significa che non possa migliorare in futuro (anzi, io lo do per scontato), ma cionondimeno questa osservazione può essere rilevante per il match mondiale contro Ding Liren.

Un po’ tutti si augurano che il cinese possa recuperare la sua stabilità mentale e la sua forma di qualche anno fa, anche perché, al di là delle preferenze personali tra i due contendenti, un Ding Liren come quello che ha giocato nel 2024 verrebbe battuto nettamente. Ma se il Campione del Mondo ha una chance, quello che dice Carlsen può suggerire una strada: quella di non scegliere di affrontare Gukesh in posizioni complesse, dove il calcolo è il fattore più importante. Facile a dirsi, certo, ma non si diventa Campioni del Mondo per caso e Ding Liren, assieme al suo team, starà sicuramente lavorando su qualcosa in tal senso.

Sinquefield Cup 2024 – La stretta di mano prima della partita (Lennart Ootes)

L’altra considerazione che posso fare su ciò che ha detto Carlsen è di tipo più filosofico e riguarda la contrapposizione tra pianificazione e calcolo. E’ davvero possibile considerare una partita a scacchi come una sequenza di posizioni potenzialmente svincolate l’una dall’altra e nelle quali calcolare con la massima precisione possibile la mossa migliore senza necessariamente contare su un piano di tipo generale che ci conforti nella scelta?

Se dovessi basarmi sul successo della digitalizzazione della realtà ai fini di replicare ciò che i nostri sensi sperimentano (ad esempio suoni, immagini e movimenti), dovrei dire che questa è la strada del futuro; se invece considero la limitatezza del nostro cervello in confronto a ciò che è stato necessario sviluppare in termini di hardware sul quale i programmi eseguono le operazioni necessarie affinché il discreto diventi continuo, allora dovrei dire che è una strada destinata a non avere successo (e gli effetti della limitazione del tempo a disposizione in partita non fanno che confermarlo).

Day and Night (M. C. Escher, 1938)

Forse sono andato un po’ troppo lontano ragionando su qualcosa che Carlsen ha espresso in maniera colloquiale, ma credo possa essere uno spunto interessante di discussione tra chi vede una partita di scacchi come la costruzione di una sequenza di piani strategici da realizzare e chi la vede come una serie di posizioni uniche da affrontare con la cosiddetta “beginner’s mind” per identificare la mossa in quel momento ritenuta migliore, senza rimanere influenzati da quanto si era pensato in passato o crearsi troppe aspettative rispetto al presente.

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2 pensieri su “Carlsen: “Gukesh è ancora un mistero per me”

  1. Devo dire che, se è vera l’affermazione di Carlsen riguardo a Gukesh, lo è ancora di più se pensiamo a Fabiano!

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