Uno Scacchista

Annotazioni, Spigolature, Punti di vista e altro da un appassionato di cose scacchistiche

Bruno Bassi, un “buon compagno” della Zatrichiologia

(Roberto Cassano)
Bruno Bassi (Venezia 7 giugno 1901 – Frascati 27 febbraio 1957).
Laureato in lettere e perfetto conoscitore delle lingue francese, tedesco, inglese e svedese fu per molti anni insegnante di letteratura italiana alle Università svedesi di Stoccolma e Uppsala.

Forse è interessante apprendere che la grande passione del dottor Bassi per il gioco degli scacchi fu risvegliata più di 20 anni prima da una simultanea contro l’allora campione del mondo Alekhine e che come giocatore di scacchi attivo lo fu negli anni ’40 quando per lungo tempo partecipò ai tornei della “Società generale degli scacchi” di Uppsala.

Bassi scrisse numerosi articoli di erudizione e storia scacchistica, pubblicati su riviste nazionali ed estere e fra i tanti, di particolare interesse, una serie di sedici articoli sull’origine e gli sviluppi del gioco per corrispondenza, pubblicati tra il 1948 ed il 1952 sulla rivista “ICCA”, più tardi denominata “Mail Chess”. [1]

Nel sottolineare l’importanza dell’editoria veneziana nel campo scacchistico, lo storico degli scacchi Bruno Bassi scrisse che “… il noto libro di Domenico Ponziani “Il giuoco incomparabile degli Scacchi” dovuto alla penna del più grande forse dei teorici che costituiscono la triade modenese nella seconda metà del secolo XVIII, dopo l’apparizione dell’editio princeps a Modena nel 1769, fu per ben quattro volte ristampato a Venezia, e precisamente nel 1773, 1801, 1812 e 1861”. [2]

Chess Life, Vol. IV, N.20, 20 June 1950 (clic sull’immagine per ingrandire)

Bassi fu uno dei più eminenti esperti di zatrichiologia:

La Zatrichiologia è quel ramo di studi scacchistici ad indirizzo particolarmente letterario e storico; il vocabolo proviene dal termine greco “zatrikion”, che Anna Comnena (1083-1143) famosa scrittrice bizantina, adopera per indicare gli Scacchi nella biografia (Alexias) che ella dedicò al padre suo, l’imperatore Alessio I, che del nobile gioco era intenditore.[3]

Nel 1950 pubblicò, in lingua italiana, un lavoro di ricerca sulla diffusione del gioco degli scacchi nei paesi dell’America Latina nel XVI secolo dal titolo Ricerche zatrichiologiche sull’America centrale e meridionale.

Bassi, sollecitato dal più grande storico italiano degli scacchi Adriano Chicco, formulò una dettagliata ipotesi sul possibile autore dei famosi codici problemistici medievali Bonus Socius e Civis Bononiae indicandolo in Boncompagno da Signa (Signa 1165/75 – Firenze 1240/50), grammatico, scrittore e filosofo italiano, insegnante di retorica presso le Università di Bologna, Venezia, Reggio e Padova che trascorse nella povertà gli ultimi anni a Firenze, dove morì nel 1240/50.

Un enigma del XV secolo: chi era il Civis Bononiae ?, Pino da Imola
(IL LABIRINTO n.12 1949, p.170 – clic sull’immagine per ingrandire)
L’enigma del Civis Bononiae, Adriano Chicco. Una risoluzione convincente e forse decisiva del prof. Bassi
(IL LABIRINTO n.2 1950, p.102 – clic per sull’immagine per ingrandire)

A tale appassionante enigma, a cavallo degli anni ’50, su una delle principali riviste di enigmistica classica si interessarono, sempre invitati da Chicco, alcuni dei migliori enigmisti italiani ma, pur trovandosi in presenza di alcune coincidenze e alcuni elementi a favore, nemmeno l’ipotesi formulata da Bassi può considerarsi provata.

Negli ultimi anni della sua vita si occupò della storia del gioco per corrispondenza in Svezia a partire dal 1839, quando ci fu il primo incontro per corrispondenza tra i circoli di Göteborg e Stoccolma.

Bruno Bassi possedeva un’enorme biblioteca che a volte veniva chiamata la “biblioteca centrale” della vita scacchistica svedese; sui suoi libri durante le mie ricerche ho trovato un interessante articolo del 1957 a firma di Alexander Hildebrand[4] nel quale tra l’altro riferisce che stava lavorando ad un’enorme enciclopedia (inedita) di storia e biografia degli scacchi che purtroppo non fu ritrovata e che, trenta anni dopo, quindi nel 1987, un gran numero di suoi libri furono venduti ad un antiquario.

Questo è un mio parziale e libero resoconto di quell’articolo:


Bruno Bassi – scienziato degli scacchi

 “L’annuncio della morte improvvisa del dottor Bruno Bassi, a soli 56 anni, in Italia, dove era tornato lo scorso dicembre dopo un soggiorno ventennale in Svezia, ha suscitato tristezza e presentimento in tutti coloro che lo conoscevano. Le molteplici attività del defunto e la profonda conoscenza in vari campi lo hanno portato a incontrare molte persone in paesi molto diversi. Ovunque era ugualmente apprezzato e rispettato. Per 20 anni, il Dott. Bassi ha insegnato italiano all’Università di Stoccolma e all’Università di Uppsala. Come diplomatico, addetto culturale, pedagogo, conoscitore di musica, storico, ricercatore, bibliofilo e zatricologo, il suo nome era ampiamente conosciuto, ma anche come persona e amico aveva molto da dare.

Vogliamo attirare l’attenzione sulla sua attività scientifica: lo studio della storia del gioco degli scacchi con l’accento principale sul livello storico-culturale, nonché la sua collezione di letteratura scacchistica; la sua biblioteca di scacchi era una delle più grandi al mondo e qualitativamente forse anche la migliore. Questa collezione unica di libri di scacchi è stata ospitata nella sua casa di Uppsala negli ultimi quindici anni ed ogni amante di questo gioco che ha potuto visitarla ha sicuramente avuto un’esperienza più ricca; una parte della biblioteca era costituita dai libri di storia degli scacchi, spesso tesori unici dei secoli XVI e XVII, e comprendeva anche biografie, letteratura, problemistica, ecc.

Durante la sua permanenza a Uppsala, il dottor Bassi mantenne una vivace corrispondenza con i circoli scacchistici di tutto il mondo e le sue conoscenze della storia degli scacchi sono state ampiamente utilizzate dai ricercatori e dagli scrittori di scacchi di tutto il mondo. Ad esempio, alcuni anni fa, la campionessa mondiale di scacchi russa, la signora Bykova, soggiornò in Svezia e uno degli scopi principali della sua visita era quello di parlare con lui per risolvere una serie di questioni sulla storia degli scacchi, che gli stessi russi non riuscirono a risolvere poiché il suo paese non fu in grado di produrre alcuni volumi di vecchie riviste di scacchi russe che, tuttavia, erano nella collezione del dottor Bassi!

Con la scomparsa del dottor Bassi, il mondo degli scacchi ha perso il suo scienziato più importante. Tuttavia, durante la sua permanenza in Svezia, è riuscito a rendere il nostro Paese un’istituzione culturale più ricca, in quanto il suo variegato lavoro di collezionismo e ricerca è dovuto in gran parte restare qui e sarà a disposizione di ogni ricercatore.”

(Fonte: http://www.schacksnack.se/gastbok)


Al nostro Dottor Bassi, tanto di “Chapeau” !


[1] Dizionario Enciclopedico di Chicco e Porreca, Mursia, Milano 1971
[2] Bassi B., «Venezia e la zatrichiologia», in Omaggio a Szabados, Venezia 1948, p.74 (http://www.veneziascacchi.com/index.php/storia/storia_scacchi_venezia/dal-medioevo-al-settecento)
[3] Bruno Bassi, storico degli scacchi veneziano (http://www.veneziascacchi.com/index.php/sapevate/aneddoti-antichi)
[4] Alexander Hildebrand (Tallinn 24 Dicembre 1921 – Stoccolma 3 August 2005) compositore svedese di studi e problemi e uno dei più grandi collezionisti del mondo di francobolli a tema scacchistico.

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