Mi chiamo Aravindh e vengo da lontano
Aravindh a Praga 2025 (Petr Vrabec)
(UnoScacchista)
Aravindh Chithambaram arrivò agli onori della cronaca più di 10 anni fa, quando a 14 anni vinse con uno strepitoso 9 su 11 il Chennai Grandmaster Open, organizzato come manifestazione di contorno al match mondiale tra l’allora campione del Mondo Anand e Magnus Carlsen. Era veramente un ragazzino e sembrava ancora più giovane, ma le sue vittorie su 4 GM e 2 IM non vennero fuori dal nulla. Allora MF, Aravindh era diventato Campione indiano Under 19 a soli 12 anni ed era vice-Campione del mondo Under 14.
All’epoca era già allenato da un paio di anni da GB Ramesh, che sarebbe diventato il trainer che tutti oggi conoscono e, da poco, anche allenatore della nostra squadra nazionale Open. Eppure la sua crescita agonistica non è stata così rapida come quei successi potevano far presumere. L’India non era ancora una nazione che investiva sui suoi giovani talenti e Aravindh, orfano di padre dall’età di tre anni e senza molte possibilità economiche, ebbe bisogno di una colletta online (un “crowdfunding“) per raccogliere i soldi sufficienti per finanziare un tour in Europa, dove avrebbe potuto giocare molti tornei e, auspicabilmente, confermare la norma di Grande Maestro ottenuta a Chennai.

La vita però non è sempre il sogno che le cronache vorrebbero raccontare e tanti fattori, tra cui la lontananza da casa e la pressione di dover ottenere risultati a tutti i costi, oppure semplicemente una crescita naturalmente non “da fenomeno”, gli fecero sì guadagnare Elo e titoli (IM nel 2014 e GM nel 2015), ma lo resero semplicemente uno dei tanti giovani GM indiani.
Il ragazzo non si è però perso d’animo e con calma e perseveranza ha continuato, sempre allenato da Ramesh, la sua scalata: 2500 nel 2015, 2600 nel 2019 e finalmente sopra i 2700 nel luglio del 2024. Questa salita lenta e faticosa può aver fatto bene ad Aravindh che ha potuto costruire il suo gioco senza dover più rincorrere obiettivi immediati, ma lavorando piuttosto sulle sue indubbie qualità di calcolo.
Gli ultimi mesi lo hanno visto vincitore in due importanti tornei: il Chennai Grand Masters di dicembre 2024 (davanti a Erigaisi, Aronian e Vachier-Lagrave) e, pochi giorni fa, il Prague Masters 2025 (davanti a Giri, Wei Yi, Pragg e Keymer). Il ragazzo, oggi venticinquenne, è al 14° posto della lista Elo live con 2743, a pari merito nientemeno che con Anand. Non avrà di certo avuto la copertura mediatica dei giovani indiani che hanno fatto scalpore negli ultimi anni, ma oggi è avanti a Vidit, Harikrishna e Sarin, tanto per dire.
Vediamo assieme la sua bella vittoria su Giri a Praga, tipica del suo stile solido e tagliente.

“Non so esattamente cosa mi sta succedendo!” ha risposto candidamente Aravindh a chi gli chiedeva per quale motivo abbia cominciato a vincere tornei, ma i risultati parlano semplicemente di un ragazzo che è maturato e ha acquisito consapevolezza dei propri mezzi. Con la saggezza di ciò che ha passato quando era una grande e inaspettata promessa, si è dato ora un obiettivo ambizioso (superare i 2800), ma senza troppa fretta: in due anni. Forse troppi per i teenager arrembanti di oggi, ma più adatti ad un equilibrato venticinquenne. Buona strada, Aravindh.