Uno Scacchista

Annotazioni, Spigolature, Punti di vista e altro da un appassionato di cose scacchistiche

Se neanche i Grandi Maestri sanno le regole dell’arrocco…

(UnoScacchista)
Chissà quante volte un giocatore arrocca nella sua “vita scacchistica”. Figuriamoci poi i Grandi Maestri! Eppure le regole di base che sono, o meglio dovrebbero essere, chiare, talvolta nascondono insidie. Durante una partita, ad esempio, può venire il dubbio se davvero quella particolare regoletta, che ci è stata insegnata quando iniziammo a giocare ma che non abbiamo mai dovuto applicare, si applica in certo modo o no. Non sto parlando del fatto che non si possa arroccare sotto scacco o quando Re o Torre sono state mosse in precedenza (c’è più di un esempio nell’era pre-computer), ma di … scopriamolo assieme.

Yuri Averbakh racconta nel suo “Lecturas de ajedrez” (Ediciones Martínez Roca, 1969), traduzione in spagnolo dell’originale “В поисках истины (Записки гроссмейстера)” del 1967:

“Nel 1960, Vladimir Bagirov ed io partecipammo, fuori concorso, al campionato australiano.”

“The Canberra Times” del 30 settembre 1960, pagina 4

“In quel torneo arrivai al primo posto con 14 punti in 15 partite e al quarto turno giocai contro Cecil Purdy, un veterano degli scacchi australiani.”

Dalle colonne della rivista australiana “Chess World”, Purdy riporta l’incidente con qualche particolare in più in una breve nota intitolata “Non conosce le regole!“, riferendosi ad Averbakh come ad uno dei migliori Grandi Maestri al mondo che però “è vissuto per 38 anni senza imparare le regole del gioco“.

Chess World, Ottobre 1960 (Da Chesshistory, CN9622)

“Ovviamente, molti principianti pensano questa sia una mossa illegale (NdA: riferendosi a 14… O-O-O), ma quale fu la mia sorpresa quando Averbakh mi fece notare che la mia Ta8 aveva attraversato la casa b8, controllata dalla Tb1! Gli mostrai semplicemente con la mano il percorso da e8 a c8 e dissi sommessamente “Il Re”. “Solo il Re?” disse Averbakh ad alta voce “Non anche la Torre?” Scossi lentamente la testa senza dire altro. Mi sembrava inappropriato spiegare a un Grande Maestro che le regole degli scacchi erano le stesse in Australia e in Russia. Questa amichevole disputa si concluse senza il bisogno di dire nulla.”


Se pensate che questo sia un caso isolato, ve ne racconto un altro molto famoso, accaduto durante il match di finale del Torneo dei Candidati del 1974 tra Karpov e Korchnoi. In una situazione nel match quasi disperata (3 a 1 per Karpov dopo 20 partite con solo 4 rimaste), Korchnoi trova alla scacchiera una mossa dall’apparenza paradossale e va in grande vantaggio in virtù del gioco abbastanza incerto di uno stanchissimo Karpov.

Qui Korchnoi scrive nella sua autobiografia “Chess is my life” del 1977: A questo punto mi sono avvicinato all’arbitro e gli ho chiesto se fosse legale per me arroccare con la mia torre attaccata. Mi è stato confermato che lo era. In seguito, questo incidente è stato citato come la dimostrazione di quanto fossero estremamente stanchi i giocatori. Ma in realtà, nelle duemilacinquecento partite che avevo giocato, non c’era mai stato un caso in cui fosse stato necessario arroccare quando la mia torre era sotto attacco, e non ero sicuro di aver capito correttamente le regole del gioco!


Ah, benedette regole…

About Author

2 pensieri su “Se neanche i Grandi Maestri sanno le regole dell’arrocco…

  1. C’è anche l’arrocco Pam-Krabbé, ovviamente una provocazione, che fu ideato nel 1972 grazie a un’imprecisione nel regolamento dell’epoca. In pratica, sarebbe stato teoricamente possibile arroccare in verticale, con il Re bianco in e1 e una Torre neo promossa in e8, spostando il Re in e3 e la Torre in e2!

  2. Ho imparato a giocare su un vecchio libro polacco degli anni 80 (della scacchista Mirosława Litmanowicz), tra l’altro per bambini. Là le regole dell’arrocco sono decine spiattellate su due pagine, mentre basterebbero una o due frasi molto chiare e che non lasciano dubbi. Secondo me i giocatori in questione hanno appreso l’arrocco in modo simile e per questo hanno dubbi.
    Su quelle due pagine c’erano tanti “si può arroccare se:”
    Se il re non ha mosso blabla…
    Se la torre non ha mosso blabla…
    Se non c’è scacco…
    Se nessuna casella tra il re e la torre è attaccata…

    Nemmeno io so come ha fatto ad arrivare a due pagine o quasi.
    Per fortuna io sapevo come si arroccava altrimenti mi sarei portato dei dubbi, perché avrei dovuto imparare decine di regole invece del:
    Si può arroccare se il re e la torre coinvolta non hanno ancora mosso, se non ci sono pezzi in mezzo e se il re non passa su una casella sotto attacco.
    È una delle poche cose che non mi piacciono di quel libro (in realtà 3 volumetti)

Rispondi a FrancescoAnnulla risposta

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Scopri di più da Uno Scacchista

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere