“Fire on board nel finale” (3)
Alexei Shirov (Olimpiadi di Istanbul 2012, Luciana Mendoza)
(Uberto Delprato)
Ricorderete sicuramente il detto che accompagnava spesso Alexei Shirov: “Fire on board” (Fuoco sulla scacchiera), che fu usato anche dal Grande Maestro lettone come titolo per il libro con la raccolta delle sue migliori partite. Su di lui avevo pubblicato due post che mostravano due incredibili combinazioni giocate in finale. Oggi riprendo il tema, mostrandovene una terza assieme a qualche riferimento contestuale.
Nel primo ‘“Fire on board” nel finale‘ commentavo il suo indimenticabile sacrificio di Alfiere giocato contro Veselin Topalov a Linares nel 1998, mentre nel secondo ‘“Fire on board nel finale” (2)‘ vi ho mostrato un magistrale finale vinto contro Nigel Short durante le Olimpiadi di Erevan del 1996.
Oggi vi porto nel 2007 e precisamente nel torneo “Pivdenny Bank Chess Cup” giocato a Odessa nel mese di luglio. Shirov sta affrontando Boris Gelfand nel settimo turno del torneo che, specifico per sottolineare la qualità delle idee che vedremo, si giocava alla cadenza Rapid.
Una conclusione brillante che sfrutta la terribile debolezza del Re bianco e delle case nere che lo circondano. Per chi ha ottima memoria, questo tema è già stato mostrato da Topatsius nel suo “Zugzwang“, commentando la partita Jung-Szabados giocata (forse) a Venezia nel 1952.
Non ci sarebbe stato nulla di strano se Shirov avesse avuto l’ispirazione da quella partita, ma in realtà aveva già tracciato le linee di queste combinazioni il grande Kasparyan in un suo studio del 1934.
G. Kasparyan
Shakhmaty v SSSR, 1934
Il Bianco muove e vince
Quante cose possono insegnare gli studi!