Scorrettezze e spine di pesce a Sousse ‘67
(Riccardo Moneta)
Per certe scorrettezze scacchistiche dovrebbe esserci, come accade nel calcio e in altri sport, direttamente il cartellino rosso. Invece …
(il canadese Duncan Suttles fissa, attento e sospettoso, Milan Matulovic: Sousse 1967)
…. mi raccontò un giorno il maestro Enrico Paoli quanto accadde nel Torneo Interzonale (quindi non l’ultimo dei torneini locali!) di Sousse 1967, in Tunisia, nella partita Bilek-Matulovic, un torneo che nella storia è più che altro rimasto famoso per le bizze di Bobby Fischer intorno agli orari delle partite e per il suo successivo e clamoroso ritiro.
Insomma, il serbo Milan Matulovic (1935-2013), che negli scacchi si fece fama di giocatore scarsamente corretto, effettuò una mossa, poi la ritirò e ne effettuò una diversa. L’ungherese Istvan Bilek (1932-2010) protestò ma poi, trovandosi in grande vantaggio, decise di lasciar stare. Tanto la partita era vinta.
Forse innervosito dall’episodio, Bilek iniziò però da quel momento a giocare piuttosto male e a non ottenere più della patta. Che fare a quel punto?

L’ungherese andò, finita la partita, dagli arbitri giustamente infuriato, ma gli dissero che ormai era troppo tardi per protestare. Il bello è -mi raccontò Paoli- che anche un arbitro aveva assistito di persona alla irregolarità di Matulovic, ma senza minimamente ritenere di dover intervenire!
Forse il cartellino rosso doveva essere sventolato per entrambi: all’arbitro e al Milan! Che ne pensate? O soltanto al Milan?
Comunque, se volete gettare un’occhiata a quella partita, sappiate che la mossa incriminata è la n.38 del Bianco (Rg1), al posto della quale Matulovic aveva in un primo tempo giocato 38.Af3?, con un provvidenziale “j’adoube” subito dopo aver lasciato l’alfiere. Pensate che qualcuno, da quel giorno, iniziò scherzosamente a chiamarlo Jadubovic!
Matulovic affermò che lui “J’adoube” l’aveva detto prima di muovere l’Alfiere ma che, a causa dell’agitazione provocatagli dallo zeitnot in cui si trovava, la parola gli rimase strozzata in gola, e proprio per quel motivo Bilek non l’aveva sentita. Pare che un paio di giorni dopo Matulovic ebbe un problema a cena con una spina di pesce, tanto che dovette essere portato al Pronto Soccorso. Quello spiritoso del G.M. Gufeld disse che i medici non trovarono nessuna spina di pesce nella gola dello slavo, ma furono costretti a rimuovere il “J’adoube” che gli era rimasto incastrato dal giorno della partita con Bilek!
Caro Riccardo, per due volte hai sventolato un cartellino rosso al Milan. Interista?
Ciao Salvatore. Scusami, ma ti leggo solo adesso. No, no, né interista né milanista, non seguo più il campionato di calcio da almeno 25 anni.