Uno Scacchista

Annotazioni, Spigolature, Punti di vista e altro da un appassionato di cose scacchistiche

Scacco matto all’assassino (16)

(Fabio Lotti)

Excursus sul rapporto giallo-scacchi nella letteratura poliziesca

Questa volta troviamo già nel titolo il riferimento al nostro amato giuoco, ovvero Sherlock Holmes – Scacco mortale di Richard T. Ryan, Mondadori 2025.

Scacchi, delitti, indagini… cos’è la vita se non un gioco perverso in cui regna la follia? Qui tutte le precedenti puntate. (UnoScacchista)

[In apertura, “The Sherlock Holmes Chess Pieces“, da ChessHouse[dot]com]


Parto da una breve recensione.

1 luglio 1899. In Baker Street, dove c’è anche Watson, arriva Lestrade per una questione urgente. E’ stato trovato cadavere, dentro un muro fuori sagoma per la costruzione del Tower Bridge, un uomo elegante con la cravatta stretta alla bocca e legato mani e piedi. Nel taschino della giacca un pezzetto di carta con la scritta in stampatello proprio la via dell’abitazione di Sherlock!

Sempre nella stessa famosa dimora arriverà poi Linda Reed chiedendo aiuto perché suo fratello, venuto a Londra molto turbato “per condurre una piccola indagine”, ha smesso di scriverle. Entrambi lavorano per il barone Friedrich Leighton presso la sua dimora di Brucastle Abbey, lei come segretaria personale della sorella minore Elizabeth e suo fratello John sovrintendente alle scuderie. Si scoprirà in seguito essere proprio il morto trovato dentro il muro, riconoscibile da una voglia sul polpaccio destro.

Indagando si viene a conoscenza che già una morte ed una sparizione sembrano essere collegati al barone. Allora occorre vederci più chiaro su tale personaggio e Sherlock ha già preparato tutto per Watson che sarà ospite proprio di Friedrich Leighton. Lungo il viaggio in treno conosce Dennis Mannery frequentatore della lussuosa dimora (potrà in seguito dare una mano), avrà un colloquio con il barone stesso ma si troverà invischiato in una situazione decisamente incredibile essendo accusato addirittura da Lestrade di omicidio!…

Non posso andare oltre. Saremo di fronte ad una lotta acerrima con un avversario forse non nuovo tanto che Sherlock ad un certo punto esclama “Comincio a pensare che stiamo affrontando qualcuno che abbiamo già incrociato nelle nostre indagini, e che adesso lavora in concerto con Moriarty”. E il nemico sarà Roderick Percival Smith, ospite fisso del barone, che sfrutterà tutto il suo diabolico ingegno, come il rapimento della signora Hudson, per mettere in crisi il nostro Sherlock.

Saremo di fronte ad una vera e propria partita a scacchi fatta di mosse e contromosse, sia in senso figurato che nella realtà, tra il Nostro e il temibile giocatore Roderick attirato dalla possibilità di vincere una famosa scacchiera firmata da Staunton. Una partita dove la vera vittoria potrebbe arrivare addirittura da una studiata sconfitta…

E ora vediamo dove si trovano gli scacchi

In effetti i riferimenti al “nobil giuoco” si trovano in molte pagine per cui mi soffermerò sui punti più importanti.  Il primo spunto lo troviamo a pag. 97 quando Holmes afferma La partita in cui siamo impegnati è un’altra, e spero di poter rimuovere per primo dalla scacchiera Smith. Una mossa che dovrebbe non solo mettere fine a questa persecuzione, ma anche indebolire Moriarty, privandolo dei servigi di un fidato luogotenente e di una fonte di guadagno.

Due pagine dopo arriva Lestrade con un pacchetto che gli hanno portato in ufficio. Aprendolo con cura Holmes tira fuori un pedone bianco ed un biglietto con scritto En passant. Una espressione usata nel gioco degli scacchi. Probabilmente Smith lo considera un pedone di non grande valore e ha lasciato che restasse in gioco rendendosi conto che toglierlo di mezzo poteva avere conseguenze molto più gravi.

Watson chiede allora che cosa bisogna fare. La risposta di Holmes è semplice. Adotterà una delle tattiche difensive più usate negli scacchi: l’arrocco. Questa mossa sarà da lui spiegata a Watson a pag.103 Il re muove a destra o a sinistra, sul lato di re o sul lato di donna, e la torre si sposta nella casella compresa tra quella di partenza e quella di arrivo del re, per proteggerlo da quel fianco.

A pag. 115 troveremo Watson prigioniero di Smith che spiegherà al dottore la sua passione per gli scacchi Non bevo, non fumo, mi astengo dal consumo di droghe e aborro la compagnia delle donne. Viceversa, posso giocare a volte per ore, o giorni interi, perdendo del tutto la nozione del tempo. In effetti Smith è un giocatore esperto che si concentra sulla difesa, ma quando i suoi nemici vengono a tiro li attacca senza pietà. Ora ha catturato Watson, uno dei pezzi più preziosi di Holmes, ed è curioso di vedere come risponderà. Ciò detto si sedette davanti a una scacchiera, e io fui riportato nella stanza in fondo al corridoio e lasciato lì da solo con i miei pensieri commenta il dottore.

Dopo che Watson viene liberato riferisce quello che è successo a Holmes, cioè che Smith tiene numerose scacchiere e sembra avere una vera ossessione per gli scacchi. (pag.121). Nella successiva Holmes, riferendosi a Smith Nel gioco degli scacchi che a lui piace tanto, quando il tuo avversario commette un errore, anche minimo, devi essere pronto ad approfittarne. Andando avanti Watson trova Sherlock a parlare con un uomo dai tratti tipicamente asiatici, ovvero Michael Liu, uno dei migliori scacchisti dell’epoca, dal quale viene a sapere come nelle sue partite applichi principi di strategia codificati nel trattato L’arte della guerra, un antico testo del generale e filosofo cinese Sun Tzu.

Successivamente arriva a Sherlock un biglietto con la parola Zugzwang che spiegherà all’amico dottore. In questo caso Smith pensa di avere ottenuto un decisivo vantaggio su di lui e qualsiasi mossa servirà solamente ad indebolire la sua posizione. Arriva ancora un altro biglietto PEDONE CATTURA REGINA ad indicare la “presa”, ovvero la cattura della signora Hudson. (pag.130). Per ribattere colpo su colpo Holmes a Watson Ora, come lui ha preso la signora Hudson, noi dobbiamo fare lo stesso con lui e credo di sapere come riuscirci. L’ispirazione mi è venuta da uno stratagemma del gioco degli scacchi. (pag.121). Quello che vuole fare, però, mette un po’ in ambascia Lestrade perché fuori dalle regole (133). Due pagine più avanti Holmes e Watson si recano in un negozio per acquistare una scacchiera Staunton che attirerebbe le mire del fanatico Roderick Smith. Holmes è convinto che Con un po’ di fortuna, darò scacco matto a Smith, e questo tormento finirà una volta per tutte.

Avremo in seguito proprio lo scontro Holmes-Smith. In cambio della liberazione della signora Hudson quest’ultimo vuole la famosa scacchiera. Il match si svolge su tre partite. La prima è vinta da Smith, la seconda da Holmes che apre proprio con il gambetto Staunton, mentre nella terza Holmes perde di proposito lasciando di stucco Watson. Come spiegherà più avanti Ho usato la variante del pedone avvelenato. Insomma vincendo la famosa scacchiera Smith si è fregato con le sue stesse mani. Che cosa avrà architettato Holmes?…


Trovata citazione del “nobil giuoco” anche in La creatrice di vedove di Hannah Morrissey, Mondadori 2025, precisamente a pag. 31 quando l’autrice, riferendosi ad una protagonista Nella mente di Morgan, infuriava una battaglia. Si immaginò i Reynolds come delle pedine su una scacchiera. Christopher e Bennett facevano delle mosse strategiche, mentre Clive, il re, sedeva nell’angolo.

Poco più avanti Morgan non se ne intendeva un granché di scacchi, ma sapeva che se Clive era il re, Eleanor era la regina; e sebbene il re fosse tecnicamente la pedina più importante sulla scacchiera, la regina era la più forte.


Fabio Lotti è nato a Poggibonsi (Siena) nel 1946. Laureato in Materie Letterarie, è Maestro per corrispondenza e collaboratore di riviste scacchistiche specializzate. Ha pubblicato vari testi teorici, tra i quali “Il Dragone italiano“, “Gambetti per vincere” e “Guida pratica alle aperture“.

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2 pensieri su “Scacco matto all’assassino (16)

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