Uno Scacchista

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EWC 2025 – Carlsen è il primo Campione di scacchi eSports

(UnoScacchista)
Non contento di avere praticamente vinto tutto il vincibile, Carlsen si prende anche la prima edizione della Esports World Cup di scacchi, che si è chiusa ieri a Riyad. Si può proprio dire, parafrasando il calciatore Gary Lineker, che “gli scacchi sono un gioco semplice: si gioca con 16 pezzi per parte su una scacchiera di 64 caselle e alla fine vince Carlsen“. La manifestazione è sicuramente piaciuta agli appassionati del genere entertainment, ma giocare Rapid 10’+0″ è sempre stato garanzia di Zeitnot furibondi e usare il mouse non ha di certo migliorato la situazione.

Il torneo di scacchi era inserito nel quadro complessivo della Esports World Cup, che è una competizione a squadre che si svolge su 25 diverse “specialità” (leggi giochi). I giocatori appartengono quindi a diverse squadre e il loro risultato contribuisce alla classifica finale. Di fatto, i vari Carlsen, Fioruzja e Nakamura hanno giocato per i colori di un “team”, per il quali il pubblico (anche in questo caso numeroso, pagante e rumoroso) faceva il tifo.

Sicuramente una dimensione nuova per gli scacchi, anche se francamente non so quanto l’attaccamento al risultato per il “team” sia stato importante per i giocatori, al di là delle dichiarazioni per i media e gli spettatori.

Dopo il torneo di qualificazione per gli ultimi 4 posti disponibili tra i 16 giocatori del torneo (ne ho parlato nel mio post di qualche giorno fa), questi sono stati i partecipanti al torneo.

Il torneo si è svolto in due fasi: una prima a gironi e poi una fase ad eliminazione diretta. La cadenza di gioco è stata sempre Rapid 10’+0″ (niente incremento), con Armageddon deciso da un’asta per il ribasso per decidere chi avrebbe avuto il Nero.

I 16 giocatori sono stati divisi in 4 gironi che, dopo un mini-torneo con scontri diretti (tralascio il formato completo, che sarebbe lungo da spiegare), hanno prodotto gli 8 partecipanti ai quarti di finale. I più attenti noteranno che nel gruppo A è inserito Esipenko, che ha sostituito all’ultimo minuto Fedoseev.

Dai gruppi rappresentati qui sopra (potete vedere anche il “team” di appartenenza di ogni giocatore) sono usciti questi accoppiamenti per i quarti di finale.

Questi match, giocati al meglio delle 4 partite con eventuale Armageddon, hanno portato all’eliminazione di Ian Nepomniachtchi, Nodirbek Abdusattorov, Nihal Sarin e Levon Aronian.

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Semifinali

I match di semifinale si sono svolti al meglio delle 6 partite, sempre con una partita di spareggio in caso di parità sul 3 a 3. Da notare che, ai fini della classifica generale del campionato Esports, Firouzja e Nakamura rappresentavano la stessa squadra (i beniamini di casa del “Team Falcons”), mentre Carlsen giocava per il “Team Liquid” ed Erigaisi per il “Team Gen.G”.

La prima semifinale, tra Firouzja e Erigaisi, è stata inaspettatamente a senso unico, con il francese che ha vinto 4 a 1 dimostrando una chiara superiorità. Non che l’indiano non abbia avuto le sue occasioni, ma la cadenza senza incremento offre poche possibilità a chi rimane indietro con il tempo.

La seconda semifinale è stata invece appassionante come il “classico” tra Carlsen e Nakamura garantisce sempre. Nonostante Carlsen sia passato due volte in vantaggio con due vittorie frutto del suo stile pulito e tecnico, entrambe le volte Nakamura ha approfittato di altrettanti errori tattici del norvegese, riportando il match in parità proprio con la vittoria nella sesta partita.

Il tifo per Nakamura (ricordate che giocava per il “team” di casa) è stato appassionato e rumoroso, tanto che i giocatori potevano percepirlo chiaramente anche con le cuffie antirumore. L’Armageddon ha visto Nakamura vincere l’asta per giocare con il Nero, potendo quindi contare sulla patta come risultato utile per vincere il match. In una complessa Est-Indiana, lo statunitense è stato il primo a perdere la bussola, finendo per rimanere con una Torre intrappolata.

Carlsen non si è fatto scappare l’occasione per ribattere ai tifosi con un gesto non perfettamente sportivo…

Gesti a parte, la lunga frequentazione tra i due ha portato alla classica stretta di mano, anche se Nakamura, stando al gioco della competizione tra “team” si è augurato (con termini coloriti) che il compagno di squadra Firouzja lo avrebbe vendicato in finale.


Le finali

La finale per il terzo e quarto posto, importante sia per i premi sia per la classifica a squadre, ha visto Nakamura prevalere su Erigaisi nonostante un avvio incerto.3,5 a 2,5 il risultato finale.

Tutti gli occhi erano puntati ovviamente sulla finale tra Carlsen e Firouzja, una sorta di scontro generazionale che il norvegese sembra apprezzare molto. Ricordo che il formato delle finali è stato di nuovo diverso: due “set” giocati su quattro partite e, in caso di parità, un terzo set costituito da due sole partite più Armageddon se necessario.

La finale è stata assolutamente a senso unico, con Carlsen che, tranne una svista nella prima partita del secondo set, è stato sempre in pieno controllo. Con un doppio 3 a 1, il norvegese ha vinto il match per il trionfo del “team Liquid”.

EWC25 – Firouzja è arrivato in finale ma si è dovuto arrendere a Carlsen

La premiazione

Tutto il torneo è stato all’insegna dell'”entertainment” come più volte vi ho raccontato, tra annunciatori in stile roboante e scenografie scintillanti. La premiazione non è stata da meno, anche se ovviamente un po’ di celebrazione del vincitore ci sta.

Tenete presente che alla fine di ogni match il vincitore doveva azionare una pressa che avrebbe “distrutto” la “chiave” del perdente. Un gesto obiettivamente di dubbio gusto, che Nepomniachtchi ha evidentemente cercato di evitare quando ha vinto il match che lo ha portato nei quarti.

EWC25 – Carlsen inserisce nel trofeo la sua ‘chiave’, l’unica rimasta integra a fine torneo

Carlsen ha poi incastrato nella “parete dei vincitori” l’oggetto triangolare riservato ai vincitori delle varie specialità. Tutti gesti tra il rituale e il simbolico che indubbiamente intendono creare una sorta di “tradizione” di questi Campionati.

EWC25 – Carlsen con il simbolo del vincitore del torneo, che andrà incastonato n una parete” dedicata

Sicuramente una vittoria che ha reso felice Carlsen: oltre ai sostanziosi 250.000 dollari vinti, il norvegese aggiunge un altro titolo (del cui valore ognuno può farsi la propria idea) alla sua già nutrita collezione di successi.


Insomma, tutto bene?

Complimenti al vincitore e ai piazzati, va bene, ma cosa lascia questo torneo dietro di sé? È davvero l’Esport il futuro degli scacchi?

Onestamente non sono riuscito ad appassionarmi alla competizione, non solo perché non seguo nessuno degli altri Esports quindi i vari “team” non mi dicono nulla, ma anche e soprattutto perché vedere così tanti soldi (se non vado errato il montepremi complessivo è stato 1.760.000 dollari) assegnati per aver giocato bene partite da 10 minuti senza incremento davanti a un computer va sicuramente bene per i giocatori, dubito contribuisca agli scacchi in generale.

EWC25 – Alexander Grischuk con la sua tastiera

Vedere i migliori giocatori del mondo fare la fila portando la propria “attrezzatura” da gioco (tastiera, mouse, cuffia) mi ha messo molta tristezza. So bene che tutto si evolve, ma non riesco a convincermi che vedere Grischuk, veterano di tante battaglie, aspettare di sedersi per giocare con in mano qualcosa che nulla ha a che vedere con gli scacchi riesco solo ad associarlo ai soldi.

Assistere poi a campioni come Aronian che non riescono a dare matto con Torre e Re contro Re perché non hanno sufficienti secondi, o vedere Giri mettere in presa la Donna invece di dare matto per colpa del mouse e Duda abbandonare dopo 5 mosse perché sbagliando con il mouse il suo pedone è andato in d6 invece che in d5… no, non è neanche “spettacolo” questo. I giocatori della mia generazione conoscono bene le fasi concitate dello Zeitnot nelle partite senza incremento, ma speravo che non avrei dovuto vedere grandi giocatori muovere affannosamente un mouse sperando di riuscire a dare matto.

Spero capirete perché, nonostante le molte partite giocate e gli aggettivi roboanti sprecati dai commentatori sulle mosse giocate, non vi propongo neanche una partita in questo post.

Carlsen fa bene ad essere contento di aver vinto, ma io spero che non diventino tornei come questo il sogno dei tanti ragazzi che giocano a scacchi.

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