Scacchi: perché saperci giocare, quando basta saperne parlare?
(UnoScacchista)
“Gli Scacchi fatti a pezzi“, già il titolo cattura l’attenzione. Certo, per giocare a scacchi servono i pezzi, ma… perché farli a pezzi? Il sottotitolo ci viene forse in aiuto: “Saperne abbastanza per non sfigurare a cena“. Ok, quindi si parla di “fatti” nel senso di informazioni, ma perché dovrebbe interessare a qualcuno un libro con un titolo così strano?
Be’, che ci crediate o no, il libro scritto da Giorgio Ricca (Edizioni Dedalo) mantiene esattamente le promesse: non è un libro “di scacchi”, ma è un libro “sugli scacchi”, che li racconta non tanto per insegnare a giocare a scacchi, ma per fornire argomenti a chi ne voglia parlare senza esserne necessariamente un esperto.
Messa così può sembrare un presupposto abbastanza labile, ma vi assicuro che il modo con cui Giorgio Ricca, che di scacchi in realtà è esperto, affronta l’apparente superficiale sfida è affascinante e coinvolgente. Lo fa con un testo leggero ma organizzato analiticamente come un trattato serio. Già la classificazione dei protagonisti delle future conversazioni “a cena” è intrigante:
- SNIB: Scacchista Novizio Inconsapevole e Borioso
- SUCS: Scaltro Utilizzatore di Cultura Scacchistica
- VASP: Vero Appassionato Stoico e Perdente
Insomma, figuratevi la scena: uno SNIB inizia a parlare di scacchi con l’entusiasmo di chi si è appassionato a qualcosa di nuovo, ma lo fa in maniera scoordinata e a volte saccente, pur sapendone in realtà poco e in maniera superficiale. A questo punto, se voi siete un VASP potreste ribattere sulle questioni tecniche e magari anche su regole e aneddoti vari, ma potreste correre il rischio di rimanere ammutoliti di fronte alle affermazioni sicure e categoriche del novizio. Quello che serve in questi casi è essere un SUCS: sapere non solo qualcosa di tecnico, ma soprattutto storie, aneddoti e fatterelli che vanno usati in una certa maniera per prendere il controllo della conversazione e mettere al suo posto lo SNIB.

Se avete chiaro a cosa mi riferisco, allora apprezzerete molto il libro di Giorgio Ricca che, senza pretendere di essere un trattato scacchistico, affronta in realtà molti argomenti di cultura scacchistica in maniera divertita e divertente, sottolineando gli argomenti che sono più efficaci di altri in una conversazione a cena (o ovunque vi potrà capitare di parlare di scacchi con neofiti e appassionati dell’ultima ora).
I pensieri di un VASP: “Cogito ergo Zeitnot”
C’è ovviamente una sezione sufficiente tecnica da fornire le basi del gioco, di come si può parlare di partite e tornei, di come disquisire di strategia e tattica pur non sapendo nulla della loro complessità, della differenza tra sacrifici e gambetti o di cosa succede nelle aperture, nei finali e di come si dà scacco matto. Soprattutto, però, c’è abbondanza di informazioni puntuali, divertenti, aneddotiche e biografiche che, con pochi tocchi, possono far intendere che ciò che sapete dell’argomento non è solo quello che raccontate ma molto di più, che ovviamente non sapete in quanto siete solo un SUCS.
So bene che questo potrebbe far inorridire tutti i VASP che costituiscono la grande maggioranza degli appassionati veri di scacchi, ma vi assicuro che questo cambio di prospettiva è divertente e accattivante, tanto che il libro si legge, come si dice, tutto d’un fiato.
Alla fine, si arriva anche ad argomenti abbastanza ostici, dalla problemistica ai rapporti con la matematica, dai computer e alla filosofia, ma… chi può prevedere dove uno SNIB può arrivare con la sua voglia di impressionare i commensali?
I pensieri di un VASP: “La vita è come la Caro-Kann: oggi ci sei, domani … d5”
Anche questa mia breve recensione, come avrete notato, ha preso un tono scherzoso, che deriva da una lettura piacevole e divertente, ma che non vuole sminuire il valore anche informativo del libro. Sono sicuro che molti VASP potranno trovare storie, informazioni e punti di vista interessanti e non conosciuti, magari andando a leggere quelli che Giorgio Ricca, da buon matematico, descrive con altri acronimi: i DIP (Dovesse Interessarvi Particolarmente) e i SUS (Servisse Ulteriormente una Specificazione).

Se volete passare qualche ora divertendovi a immaginare una cena ad argomento scacchistico oppure solamente a leggere qualcosa che in parte conoscete ma scritto da un punto di vista assolutamente originale, allora regalatevi “Gli scacchi fatti a pezzi” di Giorgio Ricca (Edizioni Dedalo). Fate però attenzione a non regalarlo a uno SNIB: potrebbe poi rivelarsi un interlocutore difficile da zittire!
Mi hai convinto l’ho acquistato
L’avevo già letto! Decisamente originale.
So già a chi regalarlo 🙂
Era dai tempi di “scacchi matti” di Bagnoli che un libro di scacchi non mi prendeva così. Incredibilmente un libro che prende sia gli scacchisti che i non scacchisti. Grazie della segnalazione!