Due posizioni che sembrano impossibili
(Daniel Perone)
Se chiudo gli occhi ricordo nitidamente quell’esperienza. Un giovedì mattina, non appena arrivato in biblioteca, cominciai a sistemare i pezzi sulla scacchiera in questa maniera:
Poi, con il piccolo gruppo di alunni già presenti, lanciai la sfida: “Questa posizione è reale o un falso? Se fosse autentica chi vincerebbe?”
Secondo la maggioranza, questa posizione non poteva verificarsi in partita.
Tuttavia, aggiungevano, se fosse stata vera, avrebbe vinto il Nero dato che, oltre lo scacco, i pezzi bianchi sono in presa.
Grande fu la loro sorpresa – e anche la loro delusione – quando ho detto: “A dire il vero la posizione è della partita tra Panchenko e Gofshtein giocata a Leningrado (oggi San Pietroburgo) nell’anno 1976.
Ecco le mosse che portarono alla posizione del diagramma:
Il test ebbe grande successo, coinvolgendo non solo gli allievi, ma anche i genitori e gli amici!
Soddisfatto del risultato, la settimana seguente decisi di ripetere l’esperimento ma, questa volta, con un gruppo di adulti, presentai sulla scacchiera la seguente posizione:
Senza dire loro che la posizione era di una partita giocata, gli ho fatto le stesse domande: “Secondo voi, questa posizione è un falso? E se invece fosse reale chi vincerebbe?”
Un’altra volta la storia si ripete: “Una posizione del genere può essere solo il frutto dell’intelligenza artificiale…”; “Il Re Bianco è troppo vicino ai pezzi nemici” furono alcuni dei commenti.
Devo ammettere che sono stato sorpreso dall’atteggiamento degli adulti. Divisi tra bianchi e neri diedero vita ad un acceso ma amichevole dibattito sulle possibili combinazioni.
Alla fine svelai la verità: questa posizione è il finale della partita tra Nakamura e Fluviá, nel torneo di Barcellona del 2007.
Ecco lo svolgimento completo:
Queste due esperienze mi hanno confermato quanto gli scacchi possano ancora stupire e quanto saggio è il proverbio “L’apparenza inganna”.