L’assurdo omicidio di Abe Turner, ovvero il pazzo della porta accanto
Turner e Fischer nel Campionato degli Stati Uniti 1957/58
(Mario Spadaro)
Abraham (Abe) Turner (New York City 1924 – 25 ottobre 1962) imparò a giocare a scacchi nel 1943 in un ospedale della Marina, nel quale era ricoverato per riprendersi dalle ferite da schegge inflittegli durante la Seconda Guerra Mondiale
Successivamente frequentò il Chess and Chechers Club di New York a Times Square, accanto al New Amsterdam Theatre, conosciuto come «la casa delle pulci» dove chiunque poteva giocare a scacchi per dieci centesimi all’ora.
Come scrisse Horowitz nel necrologio pubblicato sulla rivista Chess Review, dedicò lunghe ore allo studio ed alla pratica degli scacchi con un impegno assiduo, e col tempo diventò un forte maestro.
Lui considerava la sua migliore prestazione il quarto posto negli US Open a Long Beach in California, però partecipò con successo a diverse altre competizioni.
Infatti si classificò per cinque volte al secondo posto nel campionato del Manhattan Chess Club, arrivò primo a pari merito con Bill Lombardy e James Shervin a San Diego e partecipò con discreti risultati ad alcuni campionati USA.
Fu anche invitato a partecipare a diversi tornei Rosenwald prima e dopo i Campionati statunitensi; aveva raggiunto un rating di scacchi di oltre 2400 punti ed eccelleva nel gioco blitz.
Anche Bobby Fischer frequentava «la casa delle pulci» e fece amicizia con Turner, che divenne il suo primo istruttore.
Fra tutti i giocatori di scacchi del mondo, il miglior punteggio contro Fischer in percentuale è proprio di Turner, che su tre partite ufficiali contro di lui, ha vinto due volte ed ha pareggiato una volta.
Queste le tre partite:

In questa partita giocata all’ultimo turno del torneo, Fischer accettò la patta dopo poche mosse perché col mezzo punto acquisito, vinceva matematicamente il suo primo Campionato degli Stati Uniti.
Turner che non era sposato e viveva con il padre, all’età di 38 anni era diventato corpulento (pesava circa 123 chili) a causa di un uso smodato di bevande gassate e cercò un’attività che si affiancasse a quella del giocatore di scacchi che era ormai avviata al declino.
Tentò di fare l’attore cinematografico e nel 1961 prese parte al premiato cortometraggio teatrale «A Bowl of Cherries», una commedia muta che racconta il viaggio di un artista cowboy che si avventura a New York e si imbatte nell’affascinante mondo della pittura astratta.
Fece pure piccole apparizioni in programmi televisivi e cortometraggi e partecipò a un quiz televisivo chiamato «Who Do You Trust», condotto da Johnny Carson.

Questi artistici tentativi saltuari però non ebbero un seguito ed allora cercò un posto stabile e si rivolse al Maestro Internazionale Israel Albert Horowitz, proprietario, editore e distributore della rivista Chess Review (nonché autore di numerosi libri di scacchi), da cui fu assunto come impiegato.
Da questo punto la narrazione continua con un estratto delle notizie del New York Times del 26 ottobre (pagina 24) e del 27 ottobre (pagina 51) 1962, del Daily News (New York) del 26 ottobre 1962 (pagina 7) e dell’articolo commemorativo di Horowitz su Chess Review di dicembre 1962 (pagina 356).
Dopo circa tre settimane, il 25 ottobre 1962 Abe Turner e Theodore Weldon Smith, un dipendente assunto da sei mesi, lasciarono i locali della Chess Review alle 14:50 per fine del lavoro giornaliero.
Alle 15:30, il sovrintendente dell’edificio Miguel Vasquez, seguendo una scia di sangue lungo il corridoio del seminterrato, trovò un corpo in una grande cassaforte a muro: era quello di Turner che era stato accoltellato nove volte.
Oltre all’accoltellamento, la testa di Turner era stata colpita da un oggetto pesante; la polizia della stazione di 68th Street che era stata immediatamente chiamata, ha reso noto che un martello da carpentiere con gocce di sangue era stato trovato accanto al corpo, nella cassaforte del dottor Jose Saez (un medico che aveva uno studio al primo piano ed usava il seminterrato come laboratorio).
Smith ricercato perché era l’ultima persona nota ad aver visto Turner vivo, venne arrestato la stessa sera ed ammise subito di aver commesso il crimine con un coltello che poi avrebbe gettato al Central Park; la polizia scoprì che l’arrestato presentava precedenti penali per disturbi mentali.
Durante l’interrogatorio Smith ha affermato di aver aggredito il signor Turner mentre erano in ascensore, perché i «Servizi Segreti» avevano ordinato che fosse ucciso in quanto era una spia.
In tribunale, il giudice Manuel A. Gomez ordinò il ricovero del prigioniero al Bellevue Hospital per osservazione psichiatrica.
L’identificazione ufficiale del corpo venne effettuata da un fratello della vittima, Hy, residente al 1623 di Lincon Ave., New Hyde Park, Louisiana.
Più di duecento persone parteciparono al funerale di Abe Turner.
“Le follie sono le uniche cose che non si rimpiangono mai.” (Oscar Wilde)
Poveretto! Una nota: leggendo, forse distrattamente, il titolo, ho pensato che il pazzo fosse proprio lui, Turner. Solo alla fine dell’articolo ho capito.
giusto per stare in tema con la cronaca di questi giorni dell’accoltellatore di Milano: Vincenzo Lanni, l’ex programmatore esperto di scacchi (1N elo 1852) già condannato e in cura psichiatrica