Uno Scacchista

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FIDE, Comitato Olimpico e sanzioni…

Sede CIO a Losanna (Wikimedia)

(Uberto Delprato)
Le ultime due settimane hanno visto discussioni importanti a livello sportivo per ciò che riguarda le modalità di partecipazione degli atleti russi e bielorussi a competizioni internazionali. Prima il Comitato Olimpico Internazionale (CIO) a Losanna ha riaffermato il diritto degli atleti a competere senza interferenze politiche, poi la FIDE nella sua Assemblea Generale del 14 dicembre ha votato due mozioni riguardanti la riammissione dei giocatori russi e bielorussi alle competizioni.

Le polemiche sono roventi, sia per il risultato sia per le modalità con cui si è svolto il voto. Esattamente il giorno dopo, la Federazione Russa ha revocato i titoli di Maestro dello Sport della Russia e di Gran Maestro della Russia a suo tempo assegnati a Vladimir Fedoseev, “reo” di aver apertamente dichiarato di non voler più rappresentare la Russia e di aver cambiato federazione in favore di quella slovena.

Cosa ha detto il Comitato Olimpico Internazionale?

Durante la riunione del Summit Olimpico, che si è svolta l’11 dicembre a Losanna, è stato affrontata la questione del concetto di neutralità politica all’interno del Movimento Olimpico e dello sport, convenendo che si lavorerà ad una definizione da parte di uno specifico gruppo di lavoro. Al di là di queste dichiarazioni di principio, il summit si è però pronunciato sul diritto (definito “fondamentale”) degli atleti ad accedere allo sport in tutto il mondo e a competere liberi da interferenze politiche o pressioni da parte di organizzazioni governative.

Il Summit ha sostenuto la raccomandazione del Comitato Esecutivo del CIO secondo cui (cito con una traduzione che spero fedele) “gli atleti giovani con passaporto russo o bielorusso non dovrebbero più essere soggetti a restrizioni nell’accesso alle competizioni giovanili internazionali, sia negli sport individuali che in quelli di squadra.” La definizione di competizioni giovanili e l’applicazione delle raccomandazioni dipendono da ogni Federazione, ovviamente, ed è stato specificato che “I principi sopra indicati dovrebbero applicarsi ai Giochi Olimpici Giovanili di Dakar 2026 e se ne raccomanda l’adozione da parte di tutte le Federazioni Internazionali e degli Organizzatori di Eventi Sportivi Internazionali per i propri eventi giovanili.

Il comunicato del CIO comprende anche alcune conferme:
“… le sanzioni esistenti contro i governi russo e bielorusso dovrebbero rimanere in vigore. In particolare, le restrizioni sugli accrediti o gli inviti a eventi sportivi o riunioni internazionali per funzionari governativi di Russia e Bielorussia dovrebbero rimanere in vigore sia per gli eventi senior che per quelli giovanili.”
Le federazioni internazionali dovrebbero continuare ad astenersi dall’organizzare o sostenere eventi sportivi internazionali in Russia. Questa raccomandazione non si applica più alla Bielorussia.”

Insomma, il CIO raccomanda che gli atleti, e in particolare i giovani atleti, non debbano essere ritenuti responsabili delle azioni dei loro governi e pertanto elimina una parte della sanzioni decise durante l’11° Summit Olimpico del 9 dicembre 2022.

I giovani con passaporto russo o bielorusso potranno quindi riprendere a competere internazionalmente e, se le Federazioni interessate lo riterranno opportuno, negli eventi giovanili potranno essere permessi l’uso delle bandiere, divise e inni nazionali.

Ho messo più volte in evidenza il fatto che, nonostante il richiamo ai diritti fondamentali di tutti gli atleti, il CIO ha eliminato il bando alla partecipazione solamente dei giovani russi e bielorussi e non di tutti i giocatori, ha permesso l’utilizzo di bandiere e inni nazionale solamente negli eventi giovanili ed ha aperto alla Bielorussia la possibilità di organizzare ed ospitare manifestazioni sportive.


Come la FIDE ha interpretato le raccomandazioni del CIO

La FIDE ha colto la palla al balzo e dopo solo tre giorni, durante l’Assemblea Generale, che si è svolta online il 14 dicembre, è stato affrontato il tema dell’applicazione delle raccomandazioni del CIO. Se ciò può apparire logico, il modo con il quale è stata impostata la discussione e le successive votazioni è stata però aspramente contestato da molti illustri esponenti del mondo scacchistico.

Come prima cosa, sono state presentate tre mozioni: una da parte della FIDE, una da parte della Federazione russa e una da parte della Federazione inglese. Solo le prime due sono state accettate per essere poi oggetto di votazione da parte dei vari delegati.

Già il fatto che siano state ammesse due mozioni, entrambe in favore di eliminare in toto o in parte le sanzioni nei confronti dei giocatori russi e bielorussi, ma con estensione e modalità applicative diverse, non depone a favore di un dibattito approfondito e condiviso tra i 141 delegati presenti, ma la decisione della presidenza della FIDE di procedere a votazione per scrutinio segreto è evidentemente contro lo statuto della FIDE, che prevede sempre votazioni con scrutinio palese.



Nel comunicato ufficiale della FIDE si legge che “In un esito procedurale che riflette la diversità di opinioni all’interno della comunità scacchistica, l’Assemblea generale ha votato per adottare sia la risoluzione proposta dalla Federazione scacchistica russa (61 voti a favore, 51 contrari, 14 astensioni e 15 delegati non votanti) sia la risoluzione proposta dal Consiglio della FIDE (69 voti a favore, 40 contrari, 15 astensioni e 17 delegati non votanti).

Le risoluzioni approvate differiscono sui protocolli tecnici riguardanti l’uso dei simboli nazionali (bandiere e inni) nelle competizioni a squadre per adulti:

  • La proposta della Federazione scacchistica russa prevede l’immediato ripristino dei simboli nazionali.
  • La proposta del Consiglio della FIDE impone l’uso di simboli nazionali negli eventi giovanili e juniores, ma attualmente richiede simboli neutri per gli eventi per adulti, soggetti a ulteriori consultazioni da parte del CIO.

È evidente l’inapplicabilità contemporanea di due mozioni che proponevano azioni diverse e sono entrambe approvate, ma è ancora più evidente il vulnus procedurale rappresentato dal ricorso allo scrutinio segreto. A prescindere dalle posizioni individuali, infatti, i delegati delle Federazioni non votano sulla base dei propri convincimenti, ma rappresentano una Federazione nazionale, che comporta la responsabilità di far sapere ai propri associati il voto espresso.

Volendo calare la situazione in un caso pratico, mi piacerebbe sapere come ha votato il rappresentante della FSI, non tanto per sapere se il voto della nostra Federazione è in linea con le mie preferenze (irrilevanti a livello individuale), ma per conoscere la posizione ufficiale della mia Federazione su una materia oggettivamente delicata.

Torno a quanto riportato nel comunicato ufficiale della FIDE, si è proceduto immediatamente con i punti presenti in entrambe le mozioni:

“Per rispettare la validità giuridica di entrambe le votazioni, il Consiglio della FIDE considera la delibera del Consiglio immediatamente in vigore come base operativa. Ciò significa che:

  • Le squadre provenienti da Russia e Bielorussia sono ammesse ai tornei ufficiali FIDE.
  • In linea con le raccomandazioni del CIO, nelle competizioni giovanili e juniores è consentito l’uso completo dei simboli nazionali.
  • Sono state revocate le restrizioni allo svolgimento di eventi ufficiali della FIDE in Bielorussia, in linea con le recenti linee guida del Vertice olimpico sull’accesso allo sport e sulla neutralità politica.

Per quanto riguarda la specifica divergenza sui simboli negli eventi per adulti, il Consiglio eseguirà il mandato incluso nella risoluzione del Consiglio di consultare il Comitato Olimpico Internazionale (CIO).”

È degno di nota che il CIO ha sempre fatto riferimento a tornei giovanili, mentre il primo punto della decisione della FIDE non si limita a quel tipo di tornei.


La prime reazioni

Mentre fin dai Campionati Mondiali FIDE Rapid & Blitz U9-U17 in corso di svolgimento ad Antalya (Turchia) sono ricomparse subito le bandiere russe e bielorusse, non si sono fatte attendere le reazioni delle federazioni inglese e norvegese.



In un comunicato di condanna pubblicato il 17 dicembre, la ECF denuncia le forzature procedurali attuate durante la discussione e le votazioni, e fa anche osservare che:

  • Nessuna delle due mozioni a favore del ripristino delle squadre russe nelle competizioni FIDE ha ricevuto la maggioranza dei 141 delegati registrati per votare alla riunione.
  • Le due mozioni votate erano contraddittorie.
  • Entrambe le mozioni contraddicevano la politica del CIO, come ribadito dal CIO stesso giovedì scorso (NdA: vedi paragrafo “Cosa ha detto il Comitato Olimpico Internazionale?”)

La Federazione Norvegese ha dichiarato in maniera esplicita che “… condanna il processo svoltosi durante e prima dell’Assemblea Generale della FIDE e ritiene che non sia stato in linea con i principi fondamentali di trasparenza, fiducia e buona governance organizzativa. Il Consiglio Centrale ritiene che le decisioni prese dal Consiglio della FIDE non siano valide.” È anche allo studio la possibilità di presentare un reclamo al CAS (Tribunale Arbitrale dello Sport) e al Comitato Etico della FIDE.


Nel frattempo, la Federazione russa…

… ha deciso, il 15 dicembre (quindi un giorno dopo la votazione in FIDE) di revocare al GM Vladimir Fedoseev i titoli di Maestro dello Sport della Russia e di Gran Maestro della Russia. Fedoseev si era dissociato subito delle azioni di guerra della Russia in Ucraina e aveva apertamente dichiarato di non voler più rappresentare la Russia, tanto che ha cambiato da anni federazione in favore di quella slovena.

Vladimir Fedoseev (David Llada)

Come chiarito alla TASS da Alexander Tkachev, Direttore Esecutivo della Federazione Scacchistica Russa “Non puoi denigrare i tuoi insegnanti o la tua patria, grazie alla quale sei diventato un grande maestro e hai raggiunto tutto. Se fai dichiarazioni pubbliche come ha fatto Vladimir, che screditano completamente il tuo Paese, allora perché hai bisogno dei massimi titoli sportivi? Dopo simili dichiarazioni, semplicemente non ne sei degno.

Come si capisce, il motivo è squisitamente politico (ma gli atleti non dovevano essere immuni dalle pressioni politiche?). Mi auguro che Fedoseev continui a ricevere molti inviti a tornei e ad ottenere buoni successi come nella prima metà del 2025.

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1 ha pensato a “FIDE, Comitato Olimpico e sanzioni…

  1. Buongiorno,
    Anche io sono curioso di conoscere il voto espresso dalla nostra federazione .
    Rimango convinto che lo stato Russo sia colpevole di stragi ingiustificate e inaccettabili, responsabile di migliaia e migliaia di morti civili ( quotidiane e piovute dall’alto) e che lo sport ed il gioco non abbiamo bisogno di un confronto internazionale per vivere e prosperare nei loro aspetti più intimi come la socialità , la ricerca , il mettersi alla prova e tante tante altre sue caratteristiche.
    Come federazione internazionale io non mi permetterei di fare un esame della guerra, semplicemente la respingerei in toto, quindi gli atleti russi di ogni sport possono continuare a fare ciò che piace loro ma solo tra di loro , perché non si può dividere il governo dai governati senza creare storture e piegamenti sempre differenti e dettati da ragioni personali .
    No guerra senza ma.
    Così si fa il male degli atleti che non hanno più possibilità di confrontarsi con il resto del mondo?
    Questo é un problema ben più piccolo rispetto ad aspettare la morte che arriva dal cielo perché è o propri cari, ogni giorno, ogni ora , ovunque .
    La dignità, l’umiltà e la vita devono essere preservate, non la possibilità di gareggiare

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