La mossa del matto – L’Iliade di Bobby Fischer
(Alessandro Colosimo [Zenone])
Il romanzo “La Mossa del Matto” di Alessandro Barbaglia (ed. Mondadori – Strade Blu) risale al 2022. Noi scacchisti siamo abituati a leggere racconti e romanzi a tema scacchistico, quindi alcuni di voi avranno già avuto modo di apprezzare le qualità scacchistiche e non solo, dell’opera e del suo autore, che ha ricevuto molti riconoscimenti vincendo, tra gli altri, il Premio per la Narrativa Sportiva al 57° Concorso Nazionale Letterario curato dal CONI nel 2023.
Come è facile intuire dal titolo, anche per chi non l’avesse ancora letto – dovete colmare subito la mancanza perché ne vale davvero la pena leggerlo –, il romanzo cerca di descrivere la figura sui generis e come tale spesso contraddittoria, del più importante scacchista dell’epoca moderna: Bobby Fischer.
La forza di questo straordinario racconto, che si allontana dagli altri già scritti su questo tema che sembra infinito, è legata al triplice piano narrativo sul quale si dipana: la cosiddetta “Sfida del Secolo” tra Spasskij e Fischer, il parallelismo con l’Iliade, con la contrapposizione tra gli eroi Achille-Fischer e Ulisse-Spasskij, ed infine la vita dell’autore e il ricordo, a tratti struggente, del padre. Grazie a questa felice ed azzeccata intuizione il percorso di quest’opera si snoda seguendo il filo conduttore della vita dell’eroe senza paura Fischer-Achille che incrocia, per volere del destino scacchistico, quella dell’eroe astuto Spasskij-Ulisse che sarà il suo avversario e salvatore.
La figura di Fischer incuriosisce l’autore bambino, che immaginiamo con le ginocchiera sbucciate dai giochi all’aria aperta, nascosto sotto il tavolo del giardino della casa delle vacanze estive, ascoltare il padre psicologo parlare con i cuoi amici e colleghi, di quello “strano” scacchista americano, a una decina di anni di distanza dalla “Sfida”. Il bimbo rimane affascinato e da grande scoprirà che molto tempo prima, un altro bambino come lui, in un posto lontano del Mondo, scopriva gli Scacchi grazie alla sorella e alla sua strana madre; Scacchi che avrebbero dato un senso alla sua vita e che nel contempo glil’avrebbero tolta. Parallelamente alla storia di Fischer, che ogni scacchista conosce, l’autore ci narra, come detto, anche quella del Fischer-Achille, ed il dualismo con un altro dei più grandi scacchisti di tutti i tempi, anch’egli leggenda degli Scacchi, quello Spasskij-Ulisse che contribuisce lui stesso al “mito” dell’amico-avversario, concedendogli prima, nel lontano 1972, la possibilità di giocare quella sfida, anche contro il volere della nomenklatura del suo Paese, che voleva mettere fine alle “bizze capitalistiche” dell’americano, e che aveva il sapore politico della “Guerra Fredda” per tutti tranne che per loro, e poi, vent’anni dopo, dando ancora l’opportunità a quell’uomo, ormai ombra di se stesso e nascosto al mondo, di giocare un’ulteriore Sfida a Belgrado.
Alla fine è sempre lui, Spasskij, che rappresenta la classe sulla scacchiera e fuori, a prendere per mano Fischer e stargli vicino anche nei momenti del massimo bisogno, fino a chiedere alle autorità statunitensi, che avevano imprigionato Fischer proprio a causa di quell’incontro di Belgrado, per l’embargo verso quel Paese, la possibilità di essere carcerato con lui con la sola condizione che venisse concessa loro una scacchiera, l’unica cosa che poteva dare valore alla vita di Fischer.
Al termine di questa bellissima lettura, l’impressione di chi sta scrivendo queste brevi righe è che questo romanzo sia stato scritto proprio per esaltare la figura dello Spasskij-Ulisse e con lui ricordare il padre dell’autore, perchè Fischer, alla fine non ne avrebbe avuto bisogno, e parafrasando le parole di Bontempelli sul gioco degli Scacchi, egli sarà sempre “…fuori dello spazio e del tempo, partecipe dell’eternità delle idee”, perché non ha mai permesso realmente ad alcuno di entrare nel suo mondo pur rimanendo un punto di riferimento imprescindibile per ogni scacchista.
Buona Lettura

Nato nel 1965, ligure di nascita e viareggino di adozione, ho conosciuto gli scacchi grazie a mio padre. 1^ categoria Nazionale (ho ripreso da poco a giocare dopo lunghissima inattività) e Istruttore di Base della FSI, ho sempre unito gli scarsi risultati agonistici al mio amore per la scrittura. Ho pubblicato alcuni miei articoli su vari siti/blog (anche non specialistici), in particolare con il blog SoloScacchi, che porterà all’inserimento di alcuni miei racconti nell’antologia “57 storie di scacchi” (ed. Messaggerie Scacchistiche) e un mio racconto è giunto secondo alla 1^ edizione del premio letterario “Ultimo Scacco” ed inserito nella raccolta omonima (ed. Le Due Torri).
Grazie Alessandro per questo bel consiglio di lettura!