Doha, WCC Blitz (2): Karjakin e di nuovo Muzychuk

(UnoScacchista)
Venerdì 30 Dicembre si è concluso anche il Campionato del Mondo Blitz di Doha. Mentre nel torneo femminile si è confermata campionessa Anna Myzuchuk che, dopo un avvio lento, ha progressivamente acquistato certezza e risultati, il torneo maschile è vissuto sul duello serrato tra Carlsen e Karjakin. Alla fine sono arrivati a pari merito, con il russo che ha prevalso per spareggio tecnico: grande delusione per il Campione del Mondo, che per la seconda volta è arrivato in testa ma ha ottenuto solamente un argento e un bronzo. Un grande risultato per chiunque, ma non per Magnus.

La storia del torneo Open potrebbe essere riassunta negli ultimi 4 turni. Appaiati al 17° turno con 13 punti dopo un inizio di seconda giornata in cui entrambi avevano ottenuto una vittoria, una sconfitta e due patte, i due campioni, che praticamente non possono essere più raggiunti da nessuno, iniziano la volata finale giocando contro Korobov (K.) e Jobava (C.).

Se la partita del russo con Korobov si è sempre mantenuta nei margini della patta (intendiamoci, trattandosi di un blitz, questi margini sono piuttosto “laschi”: vantaggi che ad altre cadenze possono essere netti, nel blitz non lo sono), Carlsen se l’è vista decisamente brutta con Jobava, arrivando ad un finale che (parole di Jobava): “Anche mia nonna avrebbe potuto vincere”. Invece Baadur non solo non ha vinto, ma ha anche finito per perderla quella partita, consegnando al norvegese un fortunoso vantaggio di mezzo punto in classifica generale.

Il 19° turno vede i due battistrada vincere in maniera piuttosto agevole con Leko (K. con il bianco) e Onischuk (C. con il bianco). Bella la combinazione finale di Karjakin, che lascia volontariamente in presa una torre per un attacco da matto imparabile. Potremmo dire che Leko ha ingoiato l’esca e tutto il resto senza indecisioni, ma, come detto, nel blitz ci sta.

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Karjakin-Leko dopo 22. … Db6

Il Nero sta meglio, sia per il pedone in più sia per la pressione su f2. Il Bianco però ha parecchi spunti di contrattacco e Karjakin gioca con decisione 23. Cd6!? minacciando la presa in f7. Leko “va a vedere” e prosegue catturando la Torre offerta: 23. … Txe1+ 24. Txe1 Axf2+ 25. Rh1 Axe1?? (il Nero era ancora in tempo a difendere f7 con 25. … Dc7) 26. Dxf7+ Rh8 27. Ab2 e improvvisamente non è f7 il problema, ma g7! Dopo 27. …  Tg8 28. Cf5 Leko non ha potuto far altro che abbandonare. 28. … 1-0

Eccoci quindi al 20° turno, sempre con Carlsen in vantaggio di mezzo punto su Karjakin. Gli accoppiamenti propongono come avversari Wojtaszek (K. con il nero) e Anand (C. con il bianco). Carlsen vince rapidamente in 24 mosse e con facilità con Anand, ma la partita chiave è quella di Karjakin. Il russo finisce rapidamente in posizione disperata contro il forte GM polacco, che alla 29a mossa avrebbe un sacrificio di Alfiere vincente. Pur non giocandolo, il Bianco mantiene un netto vantaggio fino alla 42a mossa, quando dopo un paio di imprecisioni, la partita si incanala verso un finale di pezzi pesanti pari. Dopo qualche cambio il finale diventa di Donne e pedoni, e Wojtaszek ha un pedone passato avanzato che obbligherebbe Karjakin ad accettare il perpetuo.

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Wojtaszek-Karjakin dopo 54. Dd7+. Spostare il Re in ottava traversa significa pattare per scacco perpetuo.

Il russo sa che la patta di fatto consegnerebbe il titolo a Carlsen e, con entrambi i giocatori che stanno giocando sul solo incremento, lo evita, infilandosi in una posizione persa. 54. … Rf6??! (il punto esclamativo è per il coraggio: sono sicuro che Karjakin era consapevole del rischio che stava prendendo) 55. Df7+ (se il bianco vuole pattare, può farlo con 55. Dd8+ Rxe6 56. De8+ Rd5 57. Da8+ Re5 58. De8+ con scacco perpetuo) 55. … Re5 56. e7. E adesso al Nero rimangono solo gli scacchi “della disperazione”, che però nel blitz sono pericolosissimi. 56. … De3+ 57. Rg2? (con la tranquillità di chi sta scrivendo davanti a un computer, posso dire che dopo 57. … Rxg4 il Nero non ha nulla) 57. … De2+? (restituendo il favore; dopo 57. … Dh3+ il perpetuo è assicurato – ma come sappiamo, Karjakin sta cercando di intorbidire le acque) 58. Rg3 De3+ 59. Rg2? (vedi sopra) 59. … De2+, rassegnandosi al perpetuo dopo 60. Rg3. Ma qui Wojtaszek decide di provare a vincere comunque e opta per 60. Df2 De4+ 61. Rg3 Rd6 A questo punto il Bianco è sull’orlo della sconfitta, ma non se ne è accorto. Invece di forzare (lui) la patta con 62. e8=D Dxe8 63. Dxd4+ Re6 (se 63. … Rc6?? 64. Da4+) 64. De3 Rf7 65. Dxa7+, il polacco decide entrare di diritto nella lista dei “nemici sportivi” di Carlsen e inventa l’orrenda sequenza 62. Df6+? Rd7 63. Dxh6?? che, dopo la semplice 63. … De3+ porta a un finale di pedoni facilmente vinto dal Nero. Infatti segue subito 64. 0-1

Il commento di Carlsen è traducibile più o meno con “disgustoso”. Il fatto che entrando nell’ultimo turno abbia mantenuto comunque mezzo punto di vantaggio non è infatti tranquillizzante, perchè, visti gli accoppiamenti, in caso di arrivo a pari merito lo spareggio tecnico avrebbe di nuovo penalizzato il norvegese. E, inoltre, giocare per vincere con il Nero contro il solidissimo (ehm, tranne nella partita vista prima…) Leko è per Carlsen molto più difficile che per Karjakin giocare per vincere contro un giocatore estroso come Jobava. Che sia per motivi tecnici o per motivi psicologici (“autoprofezia che si avvera”) Carlsen patta con Leko e Karjakin batte Jobava, laureandosi quindi Campione del mondo Blitz.

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Bellissima foto di Lennart Ootes, che cattura la frustrazione di Carlsen e la concentrazione di Karjakin all’ultimo turno. Divertente l’atteggiamento disinteressato (o meglio, assorto in altro) di Ivanchuk e significativo l’interesse assoluto di Ilyumzhinov per la partita di Jobava (o forse di Karjakin?)

Molto si può dire sulla validità degli spareggi tecnici (e ho intenzione di farlo in un prossimo post), ma anche per il torneo Blitz il risultato mi sembra sostanzialmente corretto, avendo Karjakin battuto Carlsen nello scontro diretto. Distanziati di ben due punti dai primi, arrivano terzi a pari merito Dubov, Nakamura e Grischuk, con il ventenne russo, avvantaggiato dallo spareggio tecnico, a vincere una bella medaglia di bronzo.

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Volendo fare un’analisi più dinamica dell’andamento del torneo, ho preparato due altre visualizzazioni, che spero vi interesseranno.

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Per ogni turno, in verde i leader, in giallo i più vicini inseguitori e in rosso il terso gruppo in classifica. Si vede chiaramente come Karjakin sia sempre stato primo o secondo e come la battuta d’arresto di Carlsen al quinto turno (sconfitta con Karjakin) abbia causato quel piccolo “gap” che probabilmente gli è costato il titolo allo spareggio tecnico.

Questa grafica ci permette di apprezzare il torneo di Dubov e le belle prestazioni di Morozevich e del croato Bosiocic, entrambi crollati solo nel finale. Nakamura e Grischuk hanno iniziato e finito bene, senza la continuità che è indispensabile per vincere questi tornei con molti turni.

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Per ogni turno, le vittorie sono rappresentate in verde, i pareggi in giallo e le sconfitte in rosso. Sono messe in evidenza le “strisce”, che mostrano come nessuno degli specialisti (Nakamura, Grischuk, Vachier-Lagrave, Dominguez, Ivanchuk, Anand e Nepomniachtchi) sia mai entrato veramente “in palla”

Durante la premiazione finale Carlsen non ha trattenuto espressioni e atteggiamenti di insofferenza per la mancata vittoria nei due tornei: per chiunque arrivare due volte primo a pari merito sarebbe stato un successo, ma non per lui. E il fatto che abbia riconquistato il primo posto in tutte le classifiche Elo non lo può soddisfare. Sono sicuro che il 2017 sarà un anno difficile per Carlsen: Caruana vicinissimo in graduatoria Elo e i due titoli persi nel Rapid e nel Blitz saranno un pensiero costante, che dovrà gestire per migliorarsi e non per innervosirsi (come talvolta ha dimostrato recentemente).

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Carlsen abbandonerà il podio appena possibile (foto di Maria Emelianova)

Karjakin finisce bene un 2016 che è stato intenso e di successo: la mancata vittoria a New York non può eclissare la vittoria nel torneo dei Candidati e il Mondiale Blitz. Ora deve affrontare la sfida più difficile: riprendere a imporre il proprio gioco e non limitarsi a giocare in difesa.

Il torneo femminile ha visto di nuovo il trionfo di Anna Muzychuk, dominatrice incontrastata a Doha.

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La seconda giornata è iniziata con il crollo di Alexandra Kosteniuk e la risalita di Valentina Gunina e Zhongyi Tan: la Muzychuk ha dovuto mantenere la concentrazione fino in fondo, con una striscia conclusiva di 5 vittorie che è stata sufficiente solo a mantenere le distanze dalla coppia di russe all’inseguimento. Ciò testimonia della combattività del lotto e della tensione che le giocatrici hanno mantenuto per tutta la durata del torneo.

Complimenti vivissimi alla ucraina che adesso, assieme alla sorella, ha portato alla famiglia Muzychuk tutti i titoli mondiali: Hou Yifan è sicuramente la giocatrice più forte al momento, ma alle sue spalle ci sono fior di giocatrici in grado di giocare in tornei interessanti e di competere nei tornei Open, come ha dimostrato la Gunina a Londra e sono sicuro qualcun’altra farà a Gibilterra.

Adesso una galleria di immagini dalla premiazione finale, dove Ivanchuk si è esibito con un ingresso sul podio “con saltello”, riuscendo a strappare un sorriso addirittura al nerissimo Carlsen.

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Bene, adesso tutti a casa, a preparare i prossimi tornei, primo fra tutti il Tata Steel Masters dal 13 al 29 Gennaio a Wijk aan Zee (Olanda), dove si incontreranno di nuovo Carlsen e Karjakin.

(dove non indicato espressamente, le foto sono  tratte dal sito ufficiale del torneo e da #dohachess2016)

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