Il “più matto della settimana”

(Topatsius)
Das in indiano significa “devoto”, dal sanscrito “dasa”, ovvero “servo di Dio”. E Das deve veramente ringraziare il suo Dio protettore, che lo ha tirato fuori ad Hastings da una situazione infernale, in un attimo proiettandolo in Paradiso e cacciando nella evidente “das…perazione” l’atea e incomprensibile decisione del conduttore dei bei pezzi bianchi.

Wass heisst Das?”, qui direbbe la mia amica Rosamunde.

Mi riferisco alla posizione del diagramma, appunto presa dalla partita Kjartansson-Das, 9° ed ultimo turno del torneo di Hastings 2016/17.

L’islandese Gudmundur Kjartansson (IM, 2468) metterebbe il suo avversario, l’indiano Das Arghyadip (IM, 2399), molto molto alle corde, se non proprio KO, con 29. f7. Ad esempio: 29. … Dd7 30. fxg8=D+ Rxg8 31. De5  Rf8  32. Ad5.

Invece, forse vittima di una Immagine residua (“la prima traversa è ben difesa, no?”), tira fuori dal mazzo l’inopinata 29. Ac1??, che, invece di avere come seguito lo scacco vincente in h6, permette al Nero di chiudere rapidamente con 29. … De1+ (naturalmente!) 30. Rh2 Th8+. Cala il sipario e il risultato è banalmente rovesciato in un momento: 0-1.

Das ad Hastings chiude 5° a 6,5 su 9, Kjartansson 15° a 5,5, ma quinti o quindicesimi può però essere la stessa cosa, quando sai accettare la sconfitta: “Wo liegt Das Problem?”

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