Scaccobollo – DDR 1960: XIV OLIMPIADE

(Roberto C.)
La XIV Olimpiade scacchistica si è svolta dal 16 ottobre al 9 novembre 1960 a Lipsia, all’epoca nella Repubblica Democratica Tedesca (in tedesco:Deutsche Demokratische Republik, abbreviato in DDR) e che, a causa della Rivoluzione Pacifica nell’autunno 1989, venne chiamata “Città eroina della Repubblica Democratica Tedesca“; questa nazione, per più di quaranta anni, a partire dalla fine del secondo conflitto mondiale e fino al 1990, è stata comunemente indicata come la Germania dell’Est mentre l’altra, quella dove oggi governa la Merkel, per lo stesso periodo è stata indicata come la Germania dell’Ovest…

– divaghiamo per qualche riga – la Germania Ovest è quella della ‘Partita del secolo’ (in tedesco: Jahrhundertspiel), cioè la semifinale del Mondiale di calcio di Messico 1970 Italia – Germania Ovest terminata 4-3 per noi; qualcuno, un po’ dantan come me, sicuramente la ricorderà molto bene e probabilmente ricorderà anche la famosa canzone ‘Messico e nuvole’, scritta da Vito Pallavicini con le musiche di Michele Virano e Paolo Conte, interpretata da vari artisti a partire dal grande, grandissimo Enzo Jannacci… il tutto accadde soltanto due anni prima del nostro, intendo scacchisticamente, ‘Match del secolo’, quello tra Fischer e Spasskij… per chi c’era, bei tempi! ma torniamo all’oggi o, meglio, al 1960.

La manifestazione scacchistica fu vinta da una squadra praticamente imbattibile formata da Tal, Botvinnik, Keres, Korchnoj, Smyslov e Petrosjan! Ben quattro ‘Campioni del Mondo’ (Petrosjan, che lo sarebbe diventato a breve, pensate un po’, giocò in ultima scacchiera!) che, insieme a Spasskij, coprirono un periodo di circa 25 anni fino all’arrivo di Fischer (1972) e poi, i due eterni secondi, l’estone Keres e il ‘ribelle’ Korchnoj, detto ‘il terribile Viktor’, quello che nel 1976, cogliendo l’occasione di una trasferta per un torneo internazionale ad Amsterdam, non rientrò in URSS e venne privato della cittadinanza sovietica.

L’URSS vinse per la quinta volta consecutiva, questa volta con ben 5 punti di vantaggio sugli USA (che schierava un giovane Fischer) e 7 sulla Jugoslavia nella Finale A. L’Italia (Contedini, Tamburini, Palmioo, Magrin e Mercuri) invece, arrivò al 32° posto (8° nella finale C) su 40 squadre partecipanti; un risultato veramente deludente perché finì dietro paesi che non avevano una consolidata tradizione scacchistica (Albania, Mongolia, Ecuador e Indonesia).

Per l’occasione furono emessi tre scaccobolli (ormai lo sapete, noi chiamiamo così i francobolli della tematica scacchi) che raffigurano tre antichi pezzi degli scacchi posizionati davanti a 4 caselle della scacchiera (due bianche e due nere) che, a loro volta, sono davanti al mondo.

DDR 1960_3

Nel valore da 10 + 5 Pf (Pfennig, la centesima parte del Mark der Deutschen Demokratischen Republik, localmente chiamato Ostmark, ‘Marco dell’est’) c’è una torre d’avorio del 18° secolo su fondo verde, in quello da 20 + 10 Pf un cavallo d’avorio del 19° secolo, pezzo realizzato magnificamente del maestro intagliatore Edel di Monaco, su sfondo rosso; il valore più alto, quello da 25 + 10 Pf, un alfiere medievale del 14° secolo su fondo di colore blu.

(Qui la rubrica precedente)


[Per questo argomento seguiremo quanto già scritto sulle maggiori riviste scacchistiche italiane da vari autori (Ariodante Agostinucci, Oscar Bonivento, Giuseppe Scoleri Cardelli, ecc.) nonché i vari cataloghi italiani ed esteri presenti anche sul web.]

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