Francia: una medaglia Fields raccomanda gli scacchi nelle scuole

(UnoScacchista)
Se vi state chiedendo cosa è una medaglia Fields, ve lo dico subito: è il premio più importante per i giovani matematici, considerato in qualche modo equivalente a un premio Nobel per la Matematica (che non c’è). Il francese Cédric Villani l’ha vinta nel 2010 e, da innamorato della matematica e deputato francese dal 2017, lunedì 12 Febbraio ha presentato in parlamento una proposta chiamata “21 misure per l’insegnamento della matematica“. E gli scacchi ne fanno parte.

[Cédric Villani nel suo ufficio all’Istituto Henri-Poincaré, foto di Marie-Lan Nguyen / Wikimedia Commons, CC BY 3.0]

Partendo dai risultati negativi delle valutazioni in matematica degli studenti francesi nel rapporto TIMSS 2015, Villani presenta 21 misure principali e 32 raccomandazioni con l’obiettivo non tanto di riportare la matematica al centro dei programmi scolastici, quanto di renderla più interessante per i ragazzi e, allo stesso tempo, di offrire ai ragazzi stimoli e percorsi didattici che li rendano più ricettivi ad una disciplina così fondamentale.

Tra i mezzi che “contribuiscono alla formazione matematica degli allievi“, la proposta include i giochi, citando, oltre agli scacchi, anche altri giochi di carte che possono aiutare ad affrontare questioni logiche senza rimanere “troppo concettuali“. Inoltre gli scacchi vengono decisamente suggeriti come attività parascolastica, raccomandando di creare percorsi strutturati per tale attività, come tornei e circoli affiliati alla Federazione nazionale.

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Cédric Villani (a destra) durante una seduta del Parlamento francese (Foto Patrick Kovarik. AFP)

L’esempio citato esplicitamente come modello è la Russia, di cui abbiamo parlato in un precedente post. A tal proposito vogliamo citare anche un recente accordo firmato tra la Federazione Scacchistica Russa e l’Università Statale Pedagogica di Mosca per lo sviluppo dei programmi di insegnamento degli scacchi nelle scuole elementari e per la definizione dei corsi per gli insegnanti: questi corsi, che prevedono 72 ore di formazione, includeranno materiale sviluppato dalla European Chess Union (ECU) e permetteranno agli insegnati di ricevere un diploma dalla Università ed il certificato di “ECU Chess Teacher”.

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La firma dell’accordo del 31 Gennaio 2018 tra Federazione Scacchistica Russa e Universita Statale Pedagogica di Mosca (foto dal sito ECU)

Insomma, la Francia, i cui matematici hanno vinto ben 11 medaglie Fields nelle 17 aggiudicazioni del dopoguerra, si rende conto di aver bisogno di cambiare approccio all’insegnamento della matematica e si rivolge, tra molte altre possibili soluzioni, anche agli scacchi. La Russia prosegue nel suo piano di insegnamento degli scacchi nelle scuole elementari puntando come prima cosa alla formazione degli insegnanti.

L’Italia, che pur avendo vinto una sola medaglia Fields (con Enrico Bombieri nel 1974) vanta una lunga tradizione di valenti matematici, arranca nella parte bassa della graduatoria mondiale e continua a scivolare indietro. Forse gli scacchi potranno non essere la soluzione a questa lenta perdita di centralità del pensiero matematico, ma se dovessimo suggerire qualcosa, diremmo di pensarci seriamente, visto cosa stanno programmando le altre Nazioni.


NOTA ESPLICATIVA SULLO STUDIO TIMSS E QUALCHE RISULTATO

Lo studio TIMSS (Trends in International Mathematics and Science Study) valuta la preparazione degli studenti in matematica e materie scientifiche in tre fasi della carriera scolastica: per l’Italia gli anni sono la quarta elementare (4° anno), la terza media (8° anno) e l’ultimo anno delle superiori (Avanzato).

Per dare qualche esempio tratto dal report del 2015 per quanto riguarda la matematica, al 4° anno, l’Italia (507) figura poco sopra la Francia (488) e ben distante da Russia (564), Inghilterra (546), USA (539) e circa in linea con Germania (522) e Spagna (502). In testa le nazioni dell’Estremo Oriente (Singapore, Hong Kong, Corea del Sud, Taipei e Giappone).

La Francia non ha partecipato alle valutazioni per l’8° anno; la graduatoria rimane circa invariata, con l’Italia (494) appaiata a Malta all’ultimo posto delle Nazione europee partecipanti.

Per la valutazione dell’ultimo anno delle superiori, occorre tenere conto che gli studenti esaminati rappresentano un sottoassieme di tutti gli studenti della nazione di quel grado di scolarizzazione, perchè sono coloro che hanno seguito corsi avanzati di matematica (in Italia, ad esempio, sono gli studenti del Liceo Scientifico). Fatta questa premessa, l’Italia (422) è ultima tra le 11 Nazioni che hanno partecipato (la Russia ha analizzato separatamente gli studenti che hanno seguito corsi intensivi di matematica), mentre la Francia (463) è al quinto posto. Confrontando i risultati del 1995 con quelli del 2015 per le sei Nazioni che hanno partecipato a entrambe le valutazioni, si nota un generale peggioramento dei risultati, in particolare per la Francia che passa dal primo (564) al terzo (463) posto e per l’Italia che passa da (483) a (422), venendo superata dalla Slovenia e relegata all’ultimo posto.

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