Lasciateci sbagliare!

(Riccardo M.)
In ogni gioco si vince e si perde, in ogni gioco si può far bene o male, in ogni gioco si hanno giornate-sì e giornate-no, in ogni gioco si ha fortuna e sfortuna. “E’ un gioco”, diceva qualcuno.

I tempi moderni hanno probabilmente reso un po’ esasperata l’analisi della prestazione, e ne possono soffrire la stessa sana competizione e il divertimento: telecamere impietose, VAR, moviole e programmi di scacchi sono lì in agguato ad analizzare, vivisezionare e distruggere la nostra performance.

Non si può più neppure sbagliare in pace, perché se sbagli lo si sa subito in giro. E ci sarà sempre qualcuno a chiedersi: “ma come ha fatto a non vedere quella curva?”,ma come ha fatto a tirare alto a porta vuota, tutto solo?”,ma come ha fatto a incrociare le punte degli sci a dieci metri dalla linea del traguardo?”.

No. Sbagliare oggi è pressoché vietato. Forse il mio maestro aveva torto a dirmi che “errare humanum est”? Forse sì, perché lui apparteneva ad un’altra epoca e ad un’altra mentalità, quando sbagliare era consentito e quando bastava non sbagliare per essere felici.

Ciò che davvero ritengo sia insopportabile è però l’osservazione “a doppio senso” del tipo: “ma come ha fatto a non vedere Txb2? L’avrebbe vista persino un principiante!”. Eh, no, non ci siamo affatto. Cosa si vorrebbe dire? Che io gioco peggio di un principiante (può essere, ma è indelicato dirmelo, in faccia o nel web) oppure che io abbia fatto apposta a sbagliare e a non voler giocare Txb2?

E’ vero che un altro proverbio dice che “a pensar male si fa peccato ma a volte ci s’indovina”; però un conto è pensarlo, un conto è dirlo o scriverlo. E di solito temo che chi dica o scriva certe cose lo faccia proprio perché la sua mente è disponibile all’intrallazzo, insomma perché si ha la classica “coda di paglia”, oppure perché si è assistito personalmente o si è venuti a conoscenza di vari tipi di intrallazzo… oppure perché “così fan tutti”.

E’ così che mi è capitato di sentire frasi come: “vedi, il manager di A è stato fino all’anno scorso il manager di B e, guarda caso, oggi B ha perso con A una partita che non poteva perdere in quella posizione …” oppure: “vedi, l’allenatore di C è di nazionalità francese (o russa, o italiana, non importa) e negli ultimi tre turni C ha vinto contro tre francesi, non è un po’ strano?”.

Questa si chiama dietrologia, il cui significato (vedi Enciclopedia Treccani) è: “Nel linguaggio politico e giornalistico indica, con intonazione polemica, la tendenza, propria dei cosiddetti dietrologi, ad assegnare ai fatti della vita pubblica cause diverse da quelle dichiarate o apparenti, ipotizzando spesso motivazioni segrete, con la pretesa di conoscere ciò che effettivamente «sta dietro» a ogni singolo evento”.

E ciò che sta dietro è sempre un interesse anomalo di qualcuno, e l’interesse ha sempre un valore, una misura, è perfino monetizzabile.

Quindi, dietro certe domande tipo “come hai fatto all’ultimo turno a non vedere la 28.Txb2?” si ipotizza un mio interesse a non averla vista/giocata perché così avrei semplificato le cose a qualcun altro. Insomma, o si è corrotti o corruttori: “tertium non datur”, o forse sì, come è capitato a me quando all’ultimo turno di un torneo ho perso la partita decisiva per il primo posto, decisiva per la promozione, ho perso il premio, ho perso l’imbattibilità, ho perso punti Elo, ho perso il treno del ritorno perché si era fatto tardissimo dopo 80 mosse e ho perso pure la considerazione di qualcuno che dopo la partita mi ha lasciato capire che ero stato “un pollo a non aver portato a casa nulla”. Insomma: o inciucio o pollo, di nuovo “tertium non datur”.

Ma a nessuno passa per l’anticamera del cervello che un essere umano onesto può sbagliare? E non sbaglia solo il principiante o il “terza nazionale”, sbagliano anche fior di campioni. Forse i campioni di oggi sbagliano più raramente, ma una volta non erano troppo infrequenti le sviste madornali.

Ve ne mostro tre, clamorose ma accadute realmente.


Mason-Lasker, Londra 1890
Mason-Lasker, Londra 1890

Le truppe dell’irlandese James Mason sono preponderanti e bastevoli per vincere. Ma qui Mason riflette la bellezza di venti minuti per poi cadere in fallo ignobilmente con la 1.Af2?? Lasker ringrazia e raccoglie: 1. … Dc3+ 2.Tb3,Ta7 matto. Può essere che l’irlandese fra una mossa e l’altra si sia scolato una buona Guinness.

Chigorin-Steinitz, L’Avana 1892
Chigorin-Steinitz, L’Avana 1892

Qui nessuna attenuante, essendo il match per il Campionato del mondo. E’ la partita n. 18 e Steinitz è avanti 9 a 8. Ma dopo 32.Txb7 parrebbe che per Chigorin si prospetti il 9-pari. E invece il russo che combina? Scivola peggio dell’ultimo dei principianti: 32.Ab4??, facendosi mattare dal campione … 32.Txh2+ e poi matto.

Kostic-Rubinstein, Karlsbad 1911
Kostic-Rubinstein, Karlsbad 1911

Qui invece il grande Akiba Rubinstein gioca 1. … Re6? esponendosi a 2.Cd4+ e poi insiste con la inaudita 2. … Rxe5?? Ma il pur fortissimo serbo Boris Kostic decide di imitare nelle disgrazie il rivale polacco e muove 3.Cxc2?? finendo soltanto per pattare. E’ evidente che la semplice 3.Cc6+ sarebbe stata decisiva. E’ come se i due avessero scommesso sulla patta!

A questo punto sento comunque di fare il tifo per Mason, Chigorin, Kostic …. Per gli autori di queste sviste madornali, sviste che ai miei occhi li rendono più umani e simpatici, agli occhi di altri invece qualcosa di diverso e di molto sospetto …

Conosco già l’obiezione di qualcuno, in specie di qualcuno di coloro che pensano che l’uomo non ha mai messo piede sulla luna ma che ce lo vogliono far credere per forza: “Quegli errori sono talmente impossibili da parte di maestri, e quelle partite così vecchie, che è evidente che si tratta di partite o di mosse inventate …”.

Va bene, allora aggiungo un solo esempio, che vale per tutti.

Huebner-Korchnoi, Merano 1980
Huebner-Korchnoi, Merano 1980

Questo non lo ha inventato nessuno, in quanto l’ho visto io con i miei occhi una sera a Merano, la nostra Merano, dove si affrontavano nella finale dei matches dei “Candidati” il “terribile Viktor” Korchnoi e il papirologo di Colonia Robert Huebner.

Robert Huebner, Tilburg 1978
Robert Huebner, Tilburg 1978 (Foto dall’archivio di stato olandese)

Si era nel 1980. Il GM tedesco dopo sei partite era avanti di un punto (3,5-2,5) e il fattaccio che in pratica pose fine anticipata al match accadde nella settima. Nessuno si azzardi a dire che “nemmeno a un principiante sarebbe capitato”. E’ capitato e basta: 63.Rd5?? Due punti interrogativi mi paiono anche pochi …. 63. … Ce3+ e 0-1. Huebner perse anche la successiva partita e quindi si ritirò dal match.

Concludendo: per cortesia, lasciateci sbagliare in pace! Noi non vogliamo “portare a casa” per forza qualcosa. A noi basta che a casa ci torniamo, anche a mani vuote e anche col treno del giorno successivo!

8 thoughts on “Lasciateci sbagliare!

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  1. Dear Riccardo,

    Thank you, thank you for this profound and true article that struck me like lightning. You ask: why?

    Piaget has already written: if we do not allow children to make mistakes, we are taking every chance, every opportunity to LEARN for themselves! When we say to our children, “That’s wrong, how could you”, we intervene deeply in their emotional self-portrait. And if that happens over and over again, how will this child be of character as an adult? And as a logical consequence, we all try to protect ourselves from it. Because who gives the others the right to judge us?! It is a wise statement, “Errare humanun est”, because only by this we develop further! It’s a statement that’s more accurate today than ever. Because, can we still make any mistakes today?

  2. Caro Riccardo,

    Grazie, grazie per questo articolo profondo e vero che mi ha colpito come un fulmine. Voi chiedete: perché?

    Piaget ha già scritto: se non permettiamo ai bambini di sbagliare, stiamo cogliendo ogni occasione, ogni opportunità per imparare da soli! Quando diciamo ai nostri figli: “E’ sbagliato, come potresti tu”, interveniamo profondamente nel loro autoritratto emotivo. E se questo accade più e più volte, come sarà questo bambino di carattere come un adulto? E come conseguenza logica, tutti noi cerchiamo di proteggerci da essa. Perché chi dà agli altri il diritto di giudicarci? E’ un’affermazione saggia, “Errare humanun est”, perché questo è l’unico modo per svilupparci! È un’affermazione che oggi è più precisa che mai. Perché, possiamo ancora commettere errori oggi?

    1. Infatti diceva Gandhi: “un genitore saggio lascia che i figli commettano errori”. Grazie Sabine!

      1. Yogi Bhajan once cited an old buddhistic wisdom: If you are a strict teacher of your children, this relationship ends when they enter adulthood. If you are a wise companion to your children, this relationship will always last!

        Yogi Bhajan citava una volta una vecchia saggezza buddista: Se sei un insegnante rigoroso dei tuoi figli, questo relazione termina quando entrano in età adulta. Se sei un compagno saggio per i vostri figli, questo rapporto durerà sempre!

  3. Riccardo, un altro articolo interessante, scritto benissimo, bene illustrato, eccellente.
    Ma come fai?Questo Blog è semplicemente meraviglioso, centinaia di articoli praticamente tutti eccellenti! Ci vorrebbe un modo per salvarli tutti perchè non vadano mai persi! Complimenti!

    1. Giorgio, “come faccio”?
      Il merito è tutto di Uberto Delprato (che un giorno mi ha chiesto se me la sentivo di scrivere per il suo Blog un paio di articoli a settimana) e di Roberto Cassano (che mi ha in maniera determinante incentivato in tal senso).
      Grazie dei complimenti, che sono per tutti noi.
      Fai, se puoi, un po’ di pubblicità a “UnoScacchista”, dal momento che la spinta a continuare così non può che arrivare da lettori come te.
      A risentirci, ciao.

  4. Non riesco pero’ a ritrovare un articolo su un cafe’ di Roma dove tra i pewrsonaggi si parla del Maestro Roberto Palombi, puoi aiutarmi?

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