Luca Shytaj Grande Maestro

(Ivano Pedrinzani)
Domenica 14 luglio, nel torneo chiuso di Mulhouse, Luca Shytaj ha raggiunto la sua terza norma e quindi il titolo di GM, 14° italiano di tutti i tempi a raggiungere il massimo livello scacchistico. Questo doveva e voleva essere un articolo di felicitazioni e sono stato a lungo indeciso se parlare del Luca scacchista o del Luca ricercatore.

[Foto di apertura elaborata dal sito del Festival Internazionale Philidor di Mulhouse]

Parlare del Luca scacchistico era quasi scontato: nato nel 1986 ha imparato a giocare a 4 anni, nel 2002 ottiene il titolo di Maestro, nel 2005 quello di Maestro Internazionale, nel 2009 in Norvegia nel torneo di Tromso la prima norma da Grande Maestro, nel 2017 nella Bundesliga la seconda norma, nel torneo chiuso di Mulhouse, pochi giorni fa -come detto- la terza e definitiva norma. E’ stato inoltre numerose volte titolare della nazionale italiana di scacchi, fra l’altro alle Olimpiadi di Dresda del 2008 e agli Europei in Serbia del 2009 oltre che recente (2017) vincitore de titolo assoluto a squadre con Chieti (sua la vittoria decisiva contro Rambaldi, l’astro nascente dello scacchismo italiano).

Ma anche parlare del Luca ricercatore aveva un suo senso. E si perché in un mondo degli scacchi sempre più professionistico, dove i risultati ad un certo livello sono possibili solo dedicandosi a tempo pieno a questo gioco, Luca rappresenta un po’ un caso anomalo: diventare GM a 32 anni, vedendo gli scacchi solo come un passatempo negli intervalli di una intensa attività professionale, non è cosa semplice, anzi per chi conosce questo gioco capirà che, negli scacchi di oggi, è fatto eccezionale. Luca è stato nel team di ricercatori italiani che in collaborazione con numerosi centri di ricerca americani (NIH, Duke University, Case Western University, ecc) ha ottenuto alcuni tra i risultati più interessanti a livello mondiale nello studio di una cura contro l’AIDS, è stato prima firma in numerosi articoli sull’argomento e ha rappresentato il team di ricerca a varie conferenze internazionali sull’argomento, tra cui conferenze a Washington DC, Parigi e Miami. Oggi continua il suo lavoro in Germania presso l’università di Heidelberg.

Insomma parlare dello scacchista o del ricercatore in ogni caso avrebbe dato modo di trovare ampie e numerose motivazioni per celebrare il personaggio. Troppo facile! Allora ho pensato di parlare del Luca uomo e amico. L’ho conosciuto ormai più di dieci anni fa, quasi per caso, ad un seminario di scacchi che teneva non mi ricordo nemmeno dove. Considerata la serietà e leggerezza (binomio che per chi non lo conosce apparirà un ossimoro) che quel giovane poco più che ventenne esternava con naturalezza, lo avvicinai sia per proporgli corsi individuali (per inciso mai scelta fu più corretta visto che all’epoca in breve guadagnai circa 200 punti Elo) sia per proporgli corsi presso la nostra Scuola (la Scuola Popolare di Scacchi che appunto può vantare di averlo avuto tra i propri istruttori per numerosi seminari).

Novembre 2009 – Luca all’inaugurazione della Scuola Popolare di Scacchi

Ma come detto non voglio parlare di scacchi, bensì dell’amico: delle tante cene parlando di mille argomenti felice di trovare tanta maturità in poco più di un ventenne, delle birre in una polverosa birreria di San Lorenzo a Roma, di quel torneo partiti insieme per andare fino in Salento (a proposito, lo vinse lui battendo nell’ultimo turno Brunello). E poi il suo percorso di vita: la laurea, il dottorato di ricerca, il matrimonio con Elisabeth (la Paethz, WGM n.1 in Germania), tante tappe che ho potuto vivere in posizione privilegiata grazie alla fortuna di frequentarlo.

Agosto 2013 – A casa mia Luca, la moglie WGM Paethz, il Maestro Della Corte e il sottoscritto in piena analisi… o meglio loro analizzano io osservo

Assistendo ai suoi successi era nato fra noi un modo dire: “Stasera la birra la pago io ma quando arriverai a Stoccolma a ritirare il premio sarò io tuo ospite”.  Ho conosciuto anche i genitori che vivono in Puglia e che una volta, in visita a Roma, potei invitare a pranzo a casa: due persone meravigliose….e non poteva essere altrimenti. In tutte queste occasioni sempre la persona gentile dai modi eleganti, sia nei momenti ufficiali sia in quelli più amichevoli come il ns “Torneo del Colesterolo” (vincitore in 5 edizioni malgrado l’acerrimo ostacolo dell’altro MI, Piscopo) che ogni anno organizzavo nella mia baita in montagna tra scacchi, vino e sbraciate.

Novembre 2011 – 2° Torneo del Colesterolo: Luca, il sottoscritto, Carconi, Andreozzi, Piscopo, Blonna per il brindisi di avvio torneo

Alcuni anni fa mi confessò: la ricerca è ormai coinvolgente e non lascia altri spazi, dovrò abbandonare gli scacchi anche se rimane un mio obiettivo prima o poi diventare GM e entrare in quella elite. Lì per lì ero quasi dispiaciuto, capivo che c’erano cose più importanti nella vita, ma mi sembrava che lasciasse interrotto un sogno sul più bello; detto fra noi poi per la prima volta non gli credevo, l’idea di poter diventare GM solo a tempo perso mi sembrava francamente irrealistica. Ricordavo è vero, durante un Torneo del Colesterolo, Piscopo che mi diceva: la domanda non è se Luca diventerà GM, ma solo quando lo diventerà; in un mondo dove tanti GM sono di fatto costruiti solo sul computer e contando su una dedizione allo studio e una volontà ferrea, Luca è un talento assoluto e ci arriverà con leggerezza. Scossi la testa di fronte a questa affermazione che mi pareva più da epoca romantica degli scacchi, quando si faceva esperienza girando per il mondo e si raggiungeva la maturità scacchistica in età avanzata. Conscio della difficoltà di questo gioco che non fa sconti, mi sembravano più le parole di un estimatore che un serio vaticinio

Beh, Piscopo aveva ragione e Luca ha mantenuto (come al solito) la sua promessa: ha smesso di giocare, si è dedicato solo al lavoro e alla ricerca, ma non ha dimenticato il suo obiettivo (che tanto quelli che si pone li raggiunge sempre) e giocando si e no un torneo all’anno ha ottenuto la seconda e la terza norma in due anni consecutivi. Domenica scorsa mi ha mandato un messaggio dalla Francia pochi minuti dopo aver chiuso il torneo della definitiva consacrazione, beh non ho la certezza, ma forse ero più contento io di lui. Complimenti Luca e che la vita ti riservi ancora tante altre soddisfazioni che ti meriti.


PS: Siccome noi scacchisti so benissimo che alla fine vogliamo vedere il gioco giocato, ecco il finale della Shytaj – Sokolov, una vittoria decisiva per ottenere la terza norma:


La redazione di UnoScacchista si complimenta con il neo GM Luca Shytaj e ringrazia per l’articolo e per l’autorizzazione alla sua pubblicazione Ivano Pedrinzani e Massimo Carconi della Scuola Popolare di Scacchi. In settembre riparleremo con loro e dei loro attesi programmi per l’autunno. 

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