I ‘cinghialotti’ salvati ringraziano i soccorritori (e gli scacchi)

(Gregorio G.)

Dimessi dall’ospedale i ragazzini thailandesi bloccati nella grotta: “I soccorsi, un miracolo”.

Rimasti intrappolati dalle piogge nel fondo di una grotta, i membri della squadra di calcio giovanile dei «cinghiali» hanno incontrato i giornalisti. Sono apparsi in buona salute e sorridenti.” (da “La Stampa“, 18 Luglio 2018)

[Foto con licenza Creative Commons CC BY-NC-ND 4.0]

Leggo con gioia la notizia che, oggi, i 12 “cinghialotti” della squadra di calcio “Wild Boar” e del loro allenatore, salvati nella grotta di Tham Luang dove erano rimasti intrappolati per diciotto giorni, sono stati dimessi in anticipo rispetto al previsto, grazie alle loro buone condizioni. [1]

Non poteva mancare un incontro con la stampa che è stato organizzato «perché i giornalisti possano fare loro tutte le domande che vogliono – ha spiegato un portavoce del governo del Regno di Thailandia – e poi, una volta a casa con i loro genitori, li lascino in pace».

Un appuntamento importante che è stato gestito dalle autorità con l’identica attenzione e bravura dimostrate nelle tempestive ricerche e nel loro difficile salvataggio. Una vicenda drammatica che ha richiesto il sacrificio della vita di un elemento dei soccorritori volontari. Saman Kunan, ex sommozzatore delle squadre speciali della Marina thailandese, di anni 38, è deceduto, infatti, mentre stava riemergendo, per aver perso conoscenza per la mancanza di ossigeno all’interno della grotta.

I “cinghialotti” al completo (Foto con Licenza Creative Commons CC BY-NC-ND 4.0)

Per tutelare i ragazzi, racconta il corrispondente del quotidiano, l’incontro con i giornalisti è avvenuto con alcune precauzioni. Le domande sono state presentate in anticipo e vagliate da uno psicologo, poste poi da un moderatore.

I ragazzi hanno raccontato, in particolare, di come cercavano di sostenersi e darsi coraggio a vicenda e di come abbiano “ammazzato il tempo”.

E qui, alla mia contentezza e alla mia preghiera per l’eroico sommozzatore che ha perso la vita durante le operazioni di soccorso, si è unita la meraviglia di come il nostro antico gioco, come la letteratura ci ha spesso ricordato, è capace di aiutare a superare pure i momenti più difficili. Rispondendo alla domanda di come erano riusciti a rimanere lucidi e a non perdersi d’animo, uno di loro, difatti, mentre era sorridente insieme a tutti gli altri e con la maglia della loro squadra, ha detto: «giocando a scacchi e con giochi da tavolo. Ho cercato di sostenere un po’ il gruppo e trovare soluzioni».

Buone partite, quindi, carissimi “cinghialotti”, non solo a calcio ma anche a scacchi!


[1] La notizia è apparsa, Mercoledì 18 Luglio, con grande evidenza, su numerosi quotidiani. Il titolo, sopra riportato, è sulla pagina web del quotidiano “La Stampa”

 

 

 

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