Al ‘Castellazzo’ ritrovati 6 antichi pezzi medievali

(Roberto C.)
Grazie ad una segnalazione di Adolivio Capece siamo venuti a conoscenza che recentemente sono state ritrovati in provincia di Reggio Emilia sei antichi pezzi degli scacchi: una bella e importante notizia!

[Paesaggio agrario all’ingresso del centro abitato della villa, Di Paolo Tamagnini – Opera propria, CC BY-SA 4.0]


E’ accaduto durante gli scavi effettuati in un’area rurale chiamata “Castellazzo” all’interno del podere di corte Rainusso da parte di un gruppo di archeologi diretti sul campo dal giovane studioso reggiano Paolo Storchi per conto della Sapienza di Roma in collaborazione con la Syddansk Universitet di Odense (Danimarca).
La zona prende probabilmente il nome da un castello conteso già dai signori di San Martino in Rio e Rubiera e se la fase di fondazione del fortilizio medievale, una struttura ‘dall’evoluzione complessa e dalla cronologia sorprendentemente alta nell’ambito del medioevo padano[1], risalirà davvero ‘al pieno nono secolo’ (850 d. C.) risulterà uno dei castelli più antichi d’Italia (alto-medioevo).

Come ha giustamente commentato l’archeologo Storchi sei pezzi degli scacchi sono «un ritrovamento rarissimo, erano un bene di lusso: di solito se ne trovano uno-due per sito»; questi antichi pezzi, in corno di avorio raffinatamente lavorati, si vanno ad aggiungere ai precedenti ritrovamenti italiani e che, dopo quelli di Venafro (18 pezzi) e delle Catacombe di San Sebastiano (8), formano il ritrovamento più numeroso; più di quelli di Albano (Unoscacchista: Quattro antichi pezzi in osso) (4), Lagopesole-Avigliano (3), Avella (3), Bric San Vito (1), Lucca (1), Mondovì (1), Trento (1), ecc.

Questa è l’unica immagine già resa nota; si tratta indubbiamente di un’antica Regina (l’antico Visir (Consigliere) che simboleggiava la “Tenda del comando”) stimata come risalente all’anno Mille.

L’antica Regina del gioco degli scacchi (X secolo) rinvenuta al Castellazzo

E’ un reperto dalla tozza forma cilindrica, in questo caso senza decorazioni, che ha chiaramente la  foggia dei pezzi di tipo ‘islamico’, cioè di quella tipologia degli scacchi più comuni in tutta l’Europa medioevale utilizzata per almeno cinque secoli (Unoscacchista: Scacchi islamici: forme astratte per cinque secoli) fino a quando iniziò quella trasformazione voluta dagli europei verso forme più slanciate.

Gli scacchi usati in tutta Europa nel corso del medioevo erano praticamente di tipo islamico e quindi anche gli abitanti di Venafro tra il secolo XI, quando si cominciano a moltiplicare le notizie sugli scacchi in Europa, e il XV, quando si affermano consistenti modifiche al profilo dei pezzi, avrebbero potuto usare serie di scacchi di questo tipo.[2]

Questa Regina, a vederla tra le mani che la tengono, pare un pezzo dalle ‘grandi’ dimensioni, più di quella di Albano (altezza 3,4 cm., diametro 3,3 cm.) e forse anche di quella di Venafro.

Ma la cosa più sorprendente per noi non è stato tanto il ritrovamento degli scacchi tra i tanti oggetti della vita quotidiana, un’antica strada romana sconosciuta e l’antica città di Tannetum (218 a. C.), scoperta questa della grandissima importanza, ma la nostra ‘scoperta’, fatta durante la ricerca di notizie per scriverne su questo blog, del fatto che Paolo Storchi, un archeologo precario, oltre all’aver raccolto fondi col crowdfunding su internet ha messo a disposizione per gli scavi e la realizzazione del museo buona parte (oltre 5 mila euro) della somma vinta al programma l’Eredità di Rai 1, condotto da Fabrizio Frizzi, indovinando alla “ghigliottina” finale la parola ‘pazienza’.

Non ho mai pensato davvero di poter indovinare la parola e portarmi a casa la vincita, però è successo e sull’uso che ne avrei fatto non ho mai avuto dubbi: più della metà verrà investita nel mio progetto di ricerca“.

Quando ero bambino facevo parte del gruppo archeologico di Sant’Ilario d’Enza e già allora il mio sogno era quello di scoprire questa città nascosta“.

Un sogno che a quanto pare si è avverato!

Noi, oltre a ringraziare Capece per la notizia e Storchi per la collaborazione e la documentazione inviata, concludiamo dicendovi che è la prima volta che ci capita di avere notizie a pochi giorni del ritrovamento di reperti scacchistici e che quando ne avremo altre le aggiorneremo.


La fotografia del reperto e altre notizie significative provengono dalle seguenti fonti:


[1] Paolo Storchi e Antonella Pansini, La ripresa degli scavi al Castellazzo di Taneto: note preliminari su una struttura fortificata Altomedievale nel Regno Italico, The Journal of Fasti Online,  Associazione Internazionale di Archeologia Classica, Roma 2018.

[2] Franco Pratesi, Una datazione per gli scacchi di Venafro, 1994.

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