#CarlsenCaruana – Impressioni dalla conferenza stampa

(Uberto D.)
Buongiorno. Con questo post inauguriamo la copertura del match che, per per i primi due turni, seguirò di persona da Londra. Ieri si è svolta la Conferenza stampa di apertura che, pur senza svelare nulla di nuovo, merita qualche annotazione sull’atteggiamento dei due giocatori. Almeno sappiamo ufficialmente che Caruana si sente ancora legato alle sue radici italiane. Il match inizia oggi e Caruana gioca con il Bianco.

[Dove non indicato, le foto sono fornite da World Chess]

Londra mi ha accolto col sole, cosa da non dare mai per scontata. L’esterno del “College” a Holborn è stato arricchito di pannelli e segnalatori del match in corso, ma senza la pacchianeria dell’allestimento di Berlino. L’ingresso per gli invitati non è direttamente su Southampton Row, ma è molto ben segnalato dalle icone dei giocatori, realizzate all’uopo da World Chess.

L’accoglienza al Mondiale 2018 (Foto di Uberto Delprato)

All’interno l’atmosfera è particolare: sempre sui toni del bianco e nero, ma qui non stonano vista l’architettura interna del complesso, ricca di stanze, corridoi, finestre ed archi. La sala con la colonna centrale che avevo mostrato nel post di anticipazione è in realtà la reception ed è molto accogliente.

La sala stampa è ben organizzata e illuminata, deciso miglioramento rispetto all’abbaino in cui ci avevano sistemato a Berlino. La sala di gioco e la sala per i commentatori si affacciano su uno dei due corridoi in cui si articola la sede di gioco. Prendendo l’altro corridoio c’è un piccolo bar ed una saletta ad uso e consumo degli ospiti e, infine, si accede alla sala dove si è svolta la conferenza stampa.

Il Media Center (Foto di Uberto Delprato)

Da puro appassionato di scacchi e non da professionista, mi ritrovo attorniato da volti noti. Primo fra tutti vedo Ian Rogers a sua moglie Cathy, sempre cordiali. Poi Jonathan Speelman, Danny King, Malcolm Pein, Nigel Short… una generazione di giocatori inglesi a raccolta! Saluto anche Bachar Kouatly, (che ricorda perfettamente il torneo del Banco di Roma!) e Nana Alexandria (qui in veste di assistente del Primo Arbitro), sempre sorridente, che in un inglese eccellente passa da un saluto all’altro. Sono vicino a Henrik Carlsen e Espen Agdestein, che però sono letteralmente fagocitati dai numerosi giornalisti norvegesi. Ci sono poi i nomi più noti del giornalismo scacchistico che, ovviamente, non sono mancati all’appello. Insomma, come prevedibile, una vera festa per UnoScacchista.

Ecco le mie rapide impressioni che ho registrato prima dell’inizio della conferenza stampa.

Daniel King, in veste di presentatore, avvia la conferenza con circa 10 minuti di ritardo, dando la parola prima al presidente della FIDE Arkady Dvorkovich, poi al CEO della Phosagro (sponsor principale) Andrey Guryev e al CEO di WorldChess, Ilya Merenzon. Nulla di memorabile, onestamente, per cui l’attenzione di sposta subito sulle domande e risposte tra giornalisti e i due giocatori.

Il video completo della conferenza stampa è qui:

Entrambi i giocatori sono stati molto ben disposti verso i giornalisti e hanno risposto alternando brevi risposte “di circostanza”, a risposte ironiche, a qualche breve spaccato di ciò che pensano il giorno prima del match: queste ultime sono state ovviamente le parti più interessanti.

Per Caruana ci sono state un paio di domande sul suo giocare “per” gli Stati Uniti e se si senta ancora legato all’Italia. Le risposte sono state sfumate, ma principalmente lui gioca per se stesso (ovviamente) e se poi la comunità scacchistica statunitense vince con lui, tanto meglio. Parole dolci però per l’Italia: se la decisione di cambiare federazione e tornare a quella statunitense è stata sua, le sue radici sono comunque italiane e fanno parte del suo essere. Gli è poi stato domandato quanto si sentisse “il nuovo Fischer” (come è stato definito oltreoceano); la sua risposta è stata articolata: pur sentendosi lusingato dal paragone e ben lontano dall’aver raggiunto i risultati di Fischer, “in quanto a stile di gioco e all’andamento delle nostre vite (spero) penso che il paragone non sia corretto“. A una domanda sul musicista a cui vorrebbe essere paragonato (in riferimento a Carlsen che fu soprannominato “il Mozart degli scacchi”), se l’è cavata dicendo che se dovesse decidere opterebbe per un artista di un’altra categoria: musica rock o hip-hop.

Per quanto riguarda Carlsen, ha usato spesso l’arma dell’ironia, che è sempre un’arma a doppio taglio, specialmente quando non si è completamente padroni della lingua. Ad esempio, ad una domanda di Leontxo Garcia che gli ha chiesto se avesse lavorato sul controllo delle proprie emozioni, problema da lui stesso dichiarato dopo il match con Karjakin, ha risposto “La tua domanda mi fa molto arrabbiare, quindi si direbbe di no...” tra le risate generali. Ma poi ha elaborato una risposta molto interessante, concludendo che negli ultimi tempi ha addirittura adottato un atteggiamento fin troppo apatico, cosa che ugualmente non va bene e che la questione è trovare il giusto equilibrio.

“La tua domanda mi fa molto arrabbiare, quindi si direbbe di no…”

Un’altra domanda interessante a lui rivolta è stata se si sentisse il favorito o il più debole (“underdog”) nel match. Anche qui la prima parte della risposta è stata ironico-aggressiva (“Se sei stato numero uno della classifica per 7 anni e hai vinto 3 match per il titolo, se ti senti sfavorito allora hai qualche problema con la tua psiche.“), ma ha poi dato una risposta più elaborata, riconoscendo i grandi risultati di Caruana nell’ultimo anno, soprattutto se paragonati a quelli non esaltanti che ha ottenuto lui: la sua conclusione è che comunque si sente fiducioso nelle proprie capacità di giocare al meglio.

L’ultima domanda, abbastanza pericolosa e posta da una giornalista russa in un inglese imperfetto (“Avete un sostegno femminile per questo match?” dovrebbe essere una traduzione abbastanza fedele), è stata abilmente disinnescata dai due. Carlsen ha dichiarato con un grande sorriso “Direi di no. Le donne mi odiano e io le respingo“, mentre Caruana si è molto  italianamente rifugiato in un “il maggior sostegno femminile che ho è quello di mia madre” (aggiungendo però che ha molte amiche che tifano per lui). Immagino che la domanda si riferisse al fatto che entrambi hanno interrotto le relazioni che avevano fino ad inizio anno, quasi ad evitare distrazioni o, peggio, problemi sentimentali che potrebbero rovinare la concentrazione sportiva.

Insomma la presentazione del match è stata sotto la media (mio parere), ma le dichiarazioni dei giocatori sono state, dopo un inizio in sordina, molto oneste e interessanti. Una cosa mi sento di dire: c’è molto rispetto tra i due (non solo sportivo, credo) ma Caruana mi è sembrato dimostrare più forza, più solidità. Carlsen, scherzando, ha detto che di diverso rispetto ai match precedenti è che adesso è più vecchio (a 27 anni!) e in una intervista ad una televisione norvegese ha rimarcato il fatto che ultimamente non ha trovato la forza per mettersi alla scacchiera per ore ed ore cercando di vincere un finale con solo un piccolo vantaggio. Non so se è pretattica, ma se lo è la sta facendo molto bene, perché l’impressione che ne ho tratto è che Carlsen stia in qualche modo sulla difensiva.

Be’, lo scopriremo presto: da oggi i giochi si fanno seri e vedremo subito con quale atteggiamento i due si affronteranno. Carlsen ha detto che un vantaggio temporaneo che ha è l’esperienza nell’aver giocato altri match mondiali e che cercherà di sfruttare questo fattore (della durata di 2-4 partite) per ottenere qualche risultato immediato. Vedremo. Il match è di sicuro apertissimo e, come tutti, speriamo che sarà giocato a viso aperto senza rifugiarsi in troppe patte. 12 partite non sono abbastanza per un match in cui ci si metta troppa psicologia.

Come ultima notizia, ieri è stato anche sciolto il dubbio sui colori: nel sorteggio eseguito in serata durante la Cerimonia di apertura organizzata al Museo V&A (Victoria & Albert Museum) e non trasmessa in diretta, Carlsen ha estratto il Nero, quindi nella prima partita Fabiano Caruana avrà il Bianco. L’alternanza dei colori verrà poi invertita alla settima partita, in cui Carlsen avrà il Bianco. Il Campione del Mondo in carica avrà quindi due Bianchi di fila nel 6° e 7° turno, mentre lo sfidante potrà giocare l’ultima partita con il Bianco.

Concludo con il mio breve video registrato subito dopo la fine della conferenza stampa. A domani: non dimenticate che potrete seguire le mosse in diretta della 1ª partita dalla nostra pagina dedicata.

 

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