#CarlsenCaruana – R10: Partita combattuta, ma ancora una patta

(GM Sergio Mariotti)
E così siamo a 10 patte, con due sole partite rimaste, ma nessuno si può lamentare di quella di ieri: una partita difficile, con i due giocatori che attaccano a fondo sui lati opposti della scacchiera. Una Sveshnikov ancora più tagliente di quella dell’8° turno, in cui a lungo è sembrato che Carlsen avesse la meglio, ma che è finita patta con un finale di Torri in cui Caruana stava leggermente meglio. 11ª partita in programma per Sabato 24 Novembre, sul punteggio di 5 a 5.

[I due giocatori dopo una difficilissma partita (Foto di WorldChess)]

Ancora una patta, ma questa volta combattuta! Caruana ripete la stessa apertura  Sveshnikov dell’ottava partita e ad un certo punto acquista un leggero vantaggio nel finale; vantaggio non sufficiente per vincere, ma almeno ci ha provato, quindi non possiamo imputargli alcuna colpa. Evidentemente più di così non riesce a fare, e gli spareggi rapidi sono ormai alle porte: lui sostiene di non avere alcun timore di giocarli!!


Tanti anni fa facevo parte del circolo scacchistico fiorentino, dove spesso veniva a giocare, Vincenzo Castaldi, che è stato una vera icona per lo scacchismo italiano, maestro internazionale e considerato dai russi tra i primi dieci migliori giocatori di finali del mondo. Una volta mi disse che i finali di torre tre pedoni contro due tutti dalla stessa parte e in opposizione erano sempre patti, comunque li giocavi, mentre invece i finali di torre quattro pedoni contro tre, anche se dalla stessa parte, si potevano vincere giocando però con molta precisione.
Evidentemente Caruana conosceva questo fatto e nemmeno ci prova a continuare, ma devo comunque dire che questa volta ha fatto di tutto per cercare di vincere, quindi rendiamo onore a questo ragazzo che in ogni caso, e comunque vada questo match, avrà a disposizione ancora tantissimo tempo per poter assecondare i suoi sogni. Io personalmente gli faccio tantissimi auguri per il suo futuro, e tutto sommato visto che in parte è anche italiano, possiamo essere orgogliosi di lui e dire che forse è anche merito nostro se è diventato quello che è adesso!!


(Uberto D.)
Durante la partita si sono susseguiti commenti frenetici sulle mosse giocate dall’uno e dall’altro giocatore, con la mossa 21… b5 che ha letteralmente elettrizzato la sala stampa e l’audience di Judit Polgar e Anna Rudolf. Per chi commentava seguendo le valutazioni dei vari programmi, la reazione era però anche un’altra: come è possibile che i computer continuino a dare una valutazione pari (0.00) con tutte le possibilità tattiche che sarebbero potute sbocciare sulla scacchiera? La risposta è semplice e terribile allo stesso tempo: perché noi siamo uomini e giochiamo anche con le emozioni, mentre il computer non fa altro che calcolare.

Ad esempio, uno dei punti critici è stata la mossa 24 del Bianco, quando Caruana ha dovuto scegliere se prendere il pedone b5 lasciato in presa da Carlsen o arginare l’attacco del Nero. Pur non essendo sicuro che il piano di contrastare l’attacco del Nero con la spinta in g3 fosse il migliore, Fabiano ha detto che non ha mai considerato di catturare in b5, nonostante per i computer fosse una mossa che lo avrebbe portato in vantaggio, perché “non voglio mica prendere matto!“.

E, allora, perché anche questa partita, che tutto sembrava fuorché destinata alla patta, è finita senza un vincitore come tutte le altre? Perché Carlsen e Caruana sono fortissimi, abili a calcolare, ma anche perché siamo ormai arrivati alla fine del match. Entrambi hanno analizzato le posizioni critiche finendo con sottolineare che hanno preferito scegliere continuazioni meno incisive ma che mantenevano il rischio di perdere al minimo. Ecco, questo è il punto: la paura di perdere, che aumenta man mano che ci si avvicina alla 12ª e ultima partita, blocca i giocatori.

E’ chiaro che meno partite restano a disposizione, più alto è il “peso specifico” di una partita. Già partire con un match di sole 12 partite è sempre sembrato troppo breve e, probabilmente, ha rappresentato uno dei principali motivi per la apparente mancanza di coraggio dei contendenti. Non è un caso se in conferenza stampa un esausto Carlsen ha risposto che secondo lui i match dovrebbero durare almeno 16-18 partite. Staremo a vedere cosa ne penserà la nuova dirigenza FIDE. Nel frattempo, applaudiamo i due giocatori per la partita di oggi e prepariamoci alle ultime due partite, che dovrebbero essere ugualmente tese, molto tese.

Oggi non si gioca. L’undicesima partita è in programma sabato 24 Novembre e Carlsen avrà il suo ultimo Bianco.

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