1868: IL PUTTINO

(Roberto C.)
Tempo fa scrissi qualcosa della prima rivista scacchistica italiana, LA RIVISTA DEGLI SCACCHI che, pubblicata a Roma nel 1859 per iniziativa di Serafino Dubois ed Augusto Ferrante, visse un solo anno con l’uscita di 24 fascicoli quindicinali. Dopo la sua chiusura si dovettero attendere altri nove anni quando lo stesso Ferrante nel 1868, ricoprendo l’incarico di Direttore, fondò a Firenze ‘IL PUTTINO’.

Il nome della rivista si riferiva a Leonardo da Cutro detto ‘Il Puttino’ (circa 1552 – circa 1597); sul primo numero della rivista apparve una sua breve biografia a firma Guiscardo Federazzi, ma chi era Leonardo da Cutro ?

Giocatore italiano originario di Cutro in Calabria e chiamato spesso Leonardo di Bona o anche <<Il Puttino>> per la sua piccola statura. Era giovinetto quando, essendo a Roma come studente in legge, si batté con il Lopez e rimase sconfitto. Venna allora a Napoli, dove per anni si addestrò con un suo zio e divento così valente da poter battersi onorevolmente con Paolo Boi. Ritornato a Cutro, avvenne che un suo fratello fu catturato dai saraceni: ma il Puttino riuscì a liberarlo giocandone la libertà a scacchi con il capo dei pirati, cui guadagnò anche la cospicua somma di 200 ducati. passò poi a Genova, e quindi a andò a Madrid, dove si batté nuovamente col Ruy Lopez in presenza di Filippo II: e con tanto onore, che si guadagnò la benevolenza del Re, dal quale ottenne benefici e favori. Ritornato in Italia, apprese la notizia della morte della moglie, e ne rimase tanto addolorato che ripartì subito per Lisbona. Ivi, in presenza del Re del Portogallo, giocò con un Moro celebre per la sua abilità e lo vinse. Ritornato a Cutro ricco di doni, morì poi a 45 anni alla corte del Principe di Bisignano, avvelenato per invidia[1].

Quella famosa sfida col Ruy Lopez, che il Puttino vinse per 3 a 2, dopo aver appositamente perso le prime due partite, si giocò nell’agosto 1575 a Madrid alla corte del Re Filippo II di Spagna; tale evento venne successivamente immortalato dal pittore Luigi Mussini (Berlino, 19 dicembre 1813 – Siena, 18 giugno 1888): “… quante cure spese per ottenere che il suo quadro avesse il pregio del “verismo” nel buon senso di questo vocabolo. Fece venire da Madrid le fotografie dei ritratti di Filippo II, della Regina, di don Giovanni d’Austria, si procurò stoffe simili a quelle che usavano per le vesti nel 500, e mobili e ornamenti svariati ecc.; onde il suo dipinto può dirsi “storico” per eccellenza[2].

Luigi Mussini: Leonardo da Cutro e Ruy Lopez giocano a scacchi alla corte di Spagna

Nel quadro, da sinistra a destra, sono raffigurati: Ruy Lopez (seduto); il duca di Lorena; il domenicano fra Diego de Chaues, confessore di Filippo II; Leonardo da Cutro; don Cristoforo de Mora, gentiluomo di corte; Filippo II (seduto); l’infanta Isabella; damigella di corte; dama della Regina; la Regina Anna Maria, figlia dell’imperatore Massimiliano d’Austria e terza moglie di Filippo II (seduta); la duchessa di Lerma; maggiordoma di palazzo; paggio; don Giovanni d’Austria, vincitore di Lepanto (seduto)[3].

Luigi Mussini, autoritratto

Mussini, buon giocatore di scacchi e problemista, compose più di 100 problemi e si classificò 1° degli italiani nel concorso 1875 della Nuova Rivista degli Scacchi che, nel primo fascicolo della direzione romana di C. Bexley Vansittart, quello del Gennaio-Febbraio 1884, regalò ai lettori la riproduzione fotografica del quadro, in precedenza inviata all’esposizione di Monaco 1883, con la didascalia “UNA SFIDA SCACCHISTICA ALLA CORTE DEL RE DI SPAGNA Quadro del Prof. L. Mussini di Siena”.

Quell’evento scacchistico viene ricordato anche perché il Puttino rifiutando la grossa ricompensa messa in palio dal re [4] riuscì ad ottenere in cambio che Cutro, il suo paese natìo, fosse proclamato ‘Città’ ed i suoi abitanti esentati dal pagamento delle tasse per venti anni. Alla fine degli anni ’90 al grande giocatore calabrese, campione di scacchi “d’Europa e del Nuovo Mondo”, in sua memoria gli fu intitolata prima una piazza e poi eretta una colonna con sopra una statua.

Il Puttino giocò parecchie volte anche contro Paolo Boi detto ‘il Siracusano” (1528 – 1598), i due “restarono di pari onore” e considerati di uguale forza scacchistica. Negli anni 1566-1572 giocò ancora molto a scacchi, viaggiando a Roma, Genova, Marsiglia e Barcellona, ed Alessandro Salvio, in pratica il suo biografo, nel libro “Il Puttino altramente detto Il Cavaliero Errante”, stampato a Napoli nel 1634 da Giovanni Domenico Montanaro, scrisse che era capace di vincere “ciascheduno giocatore”.

In un interessante articolo di Walker (The Chess Player’s Chronicle, Volume IV, Londra 1844) sullo scontro tra Leonardo e Ruy Lopez vi è riportato: “è un duello all’ultimo sangue… con la spada e la lancia più affilata. Come due cavalieri della tavola rotonda, che si contendono in una giostra[5].

IL PUTTINO: N° 1 – 31 Maggio 1868 (cortesia della Cleveland Public Library Digital Gallery)

Il fascicolo N° 1 del secondo periodico italiano sugli scacchi uscì il 31 maggio del 1868 ma, purtroppo, questa iniziativa ebbe vita ancor più breve della precedente: dopo soltanto due mesi e due soli fascicoli mensili (32 pagine del formato di circa 16 x 24 cm., oltre la copertina di colore verde), cessò le pubblicazioni col N° 2 del 30 giugno 1868.

Un problema in cinque mosse composto dalla Contessina Edvige Volponi di Montefano, in provincia di Macerata, apparve sulla copertina del primo fascicolo de ‘IL PUTTINO’ con un grande diagramma posizionato al centro e la dicitura PROBLEMA (e non più PARTITO), rivelatosi poi insolubile, ed il tre mosse seguente composto da suo fratello, il Contino Pierino, venne pubblicato a pagina 64, come ultima composizione del secondo fascicolo: in buona sostanza si può dire che Edvige aprì la rivista e quello di Pierino la chiuse.

Il Bianco giuoca e dà scaccomatto in tre tratti

L’abbonamento annuale con pagamento anticipato era per Firenze di L. 20 (per sei mesi L. 12, per tre mesi L. 6; per un numero separato L. 2), PER TUTTE LE PROVINCIE ‘Franco di posta’ 30 centesimi in più e PER LO STATO ROMANO 60 centesimi in più; per gli abbonamenti all’estero invece: Svizzera L. 21, Francia, Germania, Austria e Olanda 50 c. in più, Inghilterra, Russia e Belgio L. 22 e 50 c. e L. 24 e 50 c. per Stati Uniti d’America. Con le precisazioni “Non accettando associazioni per il lasso minore di un anno per l’estero, né minore di sei mesi per le provincie e lo Stato Romano” e “Gli abbuonamenti si ricevevano a Firenze presso Ferrante (Via S. Zanobi, n.26) e in Via Panicale, n.39 presso lo stabilimento Civelli, non Crivelli, né Cirelli[6].

Particolare della quarta pagina di copertina

Questa rivista, dal contenuto vario e interessante (Partite all’italiana e alla francese, Finali, Problemi, Notizie, Corrispondenza con i lettori, annunci per la vendita di libri, ecc.), ebbe anche la particolarità, una vera e propria stranezza, di rappresentare l’Alfiere nei diagrammi con il simbolo dell’Aquila romana [7].

IL PUTTINO N. 2, ritaglio da pagina 63

Come poi fece anche L’Emporio Pittoresco che, nella sua rubrica scacchistica settimanale a cura del conte Augusto Eccheli del Dosso di Milano, iniziata il 4 Febbraio 1872, nell’agosto 1873 ne diede l’annunciò con queste parole: “Con oggi presentiamo ai nostri lettori una innovazione nella figurazione dell’Alfiere su diagrammi. I francesi hanno il fou raffigurato da una testa di buffone. Gli inglesi chiamano questo pezzo bishop (vescovo) e lo raffigurano con una mitria. Gli spagnoli pure hanno un nome ed una figura speciale, il delfino, ecc. Per essere coerenti, come italiani non dobbiamo rinunciare così facilmente al nostro antico Alfiere e prendendo esempio dal giornale <<Il Puttino>> e da qualche altro lo rappresenteremo d’ora in avanti con la figura dell’<<Aquila romana>>, aderendo così anche al desiderio di molti nostri corrispondenti, fra i quali dobbiamo notare come primi i signori F.R. da Casale, G.B.V. da Spezia (Giovanni Battista Valle), L.R. da Milano”.

Questi due fascicoli, purtroppo, non sono presenti nelle biblioteche italiane (Catalogo SBN http://www.sbn.it/) mentre lo sono, ad esempio, sia in Olanda (Koninklijke Bibliotheek a L’Aja) che negli USA (Cleveland Public Library).

Chissà se nella biblioteca di tutti gli scacchisti italiani, cioè quella della Federazione Scacchistica Italiana intitolata a Giovanni Tonetti, c’è ancora questa antica rivista? Con l’occasione ci chiediamo se sarà mai disponibile on line l’elenco completo del materiale presente e se nel regolamento sarà prevista anche la possibilità della richiesta di consultazione presso il proprio domicilio come accadeva quasi settanta anni fa…


[1] Chicco A. – Porreca G., Dizionario Enciclopedico degli scacchi, Mursia Milano 1971, p.310
[2] Nuova Rivista degli Scacchi, 1889, p.263
[3] CASSANO R., LEONCINI M.: L’ITALIA a SCACCHI – Guida turistica ai luoghi degli scacchi, Le Due Torri, Bologna, 2014, p.172
[4] 50 ducati d’argento per ogni partita vinta e 1000 scudi per il vincitore della sfida ai quali il re aggiunse in dono anche un prezioso oggetto a forma di salamandra, rifinita con grande cura ed ornata di gioielli, e una pelliccia di zibellino.
[5] Carmelo Coco, San Gregorio, 20/08/2007 http://www.cci-italia.it/me/vwalk.htm, visitato 14/08/2018
[6] Chicco A. – Rosino A., Storia degli Scacchi in Italia edito dalla Marsilio, Venezia 1990, riporta erroneamente prima Crivelli a p.201 e poi Cirelli a p.222.
[7] Nella storia romana antica l’aquila rappresenta il simbolo del potere di Roma, dell’imperatore e dell’impero.

2 thoughts on “1868: IL PUTTINO

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  1. Roberto: Che dire? Un tema appassionante, un racconto minuzioso, datti preziosi. Insomma hai fatto un “laburo grosso!” (come diciamo noi).

  2. Ciao Daniel, ti ringrazio per questo tuo bel commento: E continua a leggerci che abbiamo altri argomenti che potrebbero interessarti.

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