Scacco matto all’assassino (1)

(Fabio Lotti)

Excursus sul rapporto giallo-scacchi nella letteratura poliziesca.

Il giallo. La passione per il giallo l’ho avuta sin da piccolo quando, frugando per caso in una cantina di un mio cugino, mi sono ritrovato fra le mani una avventura di Perry Mason pubblicata dalla Mondadori sulla cui copertina campeggiava il volto del noto attore Raymond Burr (molti lo ricorderanno come uno dei protagonisti de “La finestra sul cortile” di Hitchcock) che è stato uno degli interpreti principali, se non l’unico, di questo popolare avvocato.

[“Chess Board”, foto scattata a Wimereux (France) nel 2000 da Michael Kenna]

Da allora ho cominciato a fare incetta di gialli appassionandomi soprattutto a quelli di scuola inglese della Christie basati più sul lavorio delle cellule grigie, come direbbe Poirot, che non sull’azione come il giallo americano di Chandler, Hammet o Spillane, tanto per intenderci. Abbarbicato soprattutto al mitico G.M., ovverosia Il Giallo Mondadori. Quello che negli anni…negli anni…(e chi se li ricorda?) mi faceva compagnia sul treno per Siena (scuole superiori) e poi sulla littorina per Firenze (Università) tra il lusco e il brusco, con l’occhio assonnato e il sorriso ebete sulle labbra. E allora mi aggiravo imbambolato tra piccoletti con la testa d’uovo, ciccioni orchideati, nobili monocolati, lungagnoni elementari, tracagnotti fumantini, omaccioni arcontoni e via e via.

Poi gli scacchi. Già, gli scacchi. Li ho conosciuti tardi durante l’epico incontro Fisher-Spassky nella gelida Islanda del 1972 e non li ho più lasciati. Mi sono buttato subito a capofitto nel giuoco per corrispondenza, quando ancora non c’era di mezzo il terribile computer a rompere le palle, mi sono fatto onore e dedicato anima e corpo allo studio della teoria collaborando a belle riviste e sfornando alcuni libri di impensabile (per me) successo. Scacchi e Giallo, o viceversa. Un binomio indissolubile che mi ha portato lungo questa ricerca per molti anni, scovando rapporti impensabili espressi, poi, in diversi articoli e in un bel libro di conosciuti e stimati autori. Scacchi e giallo. Gli scontri, le battaglie, la morte. Scacco matto, il Re è morto.

Dunque Scacchi e Giallo.


Inizio ignominiosamente dai miei parti così metto subito a nanna il mio ego strillante. Il primo è stato  Partita a scacchi con il morto, Prisma 2004. In breve: al CRAL del Monte dei Paschi di Siena, più precisamente nella piccola stanza dove si incontrano ogni sera i giocatori di scacchi, c’è scappato il morto. Tutti i frequentatori dichiarano di averlo lasciato vivo e vegeto quando sono andati via, eppure la barista al momento di chiudere il locale ha trovato il cavaliere Gino Pelosi sprofondato in un sonno dal quale non ci si sveglia più. Un bel rompicapo per il commissario Marco Tanzini che deve svolgere le indagini…Seguono altre cosette sulle quali non sto a dilungarmi.

La seconda parte del libro relativa a Meraviglie sulla scacchiera è stata scritta magistralmente dal Maestro Mario Leoncini , e non poteva essere altrimenti perché egli non ha eguali nello scovare curiosità, aneddoti, meraviglie e stranezze che ruotano attorno e si concretizzano sulla scacchiera.


Il secondo è arrivato l’anno dopo con  Chi ha ucciso il campione del mondo? Scacchi e Crimine, Prisma 2005.

Siamo ancora nella splendida cornice della città di Siena dove si sta svolgendo un super torneo tra i più forti Grandi Maestri del momento. Il campione del mondo ne è la punta di diamante ma già alla presentazione, nella sala del Cral del Monte dei Paschi, all’occhio esperto del commissario in pensione Marco Tanzini appare agitato e nervoso. Al primo turno il campione vince in maniera un po’ sospetta e la mattina seguente viene trovato barbaramente ucciso con i pezzi della sua scacchiera, nella suite dell’albergo dove alloggia con gli altri partecipanti. “La scena era da voltastomaco… Il volto una maschera irriconoscibile, i globi degli occhi pendevano fuori, appesi al loro fragile nervo. Nelle orbite vuote, irrorate di sangue rappreso, due Alfieri conficcati con forza. La bocca poi…”. Chi ha compiuto un delitto così efferato? Il commissario Tanzini, richiamato in fretta e furia in servizio, si ritrova con una gatta da pelare ancor più brutta della prima, e questa volta la faccenda può avere, addirittura, implicazioni internazionali…

E se Alekhine fosse stato ucciso con un colpo di pistola? Sapevate che la sconfitta subita in una partita a scacchi può esasperare a tal punto da spingere ad un raptus omicida? La vicenda di uno dei maggiori giovani talenti americani rinchiuso da quarant’anni in un manicomio criminale, il caso Bevacqua in Italia, quello dello scacchista Wallace e l’intrigo nato con una telefonata al Liverpool Chess Club. Questo e molto altro troverete nella ricerca davvero originale condotta da Mario Leoncini sui 1500 anni di vita degli scacchi, che ha investito la letteratura, il cinema e la cronaca. Qui una bella recensione per saperne di più.


Ed eccoci a  La diabolica setta di Caissa- Scacchi e Sesso, Prisma 2006.
Questa è la terza avventura del commissario Marco Tanzini di Siena. Una avventura un po’ particolare, anzi del tutto particolare in quanto ho voluto fare una specie di parodia del giallo che va tanto di moda basato su una marea di indizi, su un intervento ossessivo della scientifica, sulla presenza del sesso e delle sette più o meno sataniche. La cronaca: nella scuola media di….., un piccolo paese vicino a Siena, viene trovato barbaramente ucciso il preside nel suo ufficio durante la riunione del consiglio dei docenti. L’arma del delitto è un pesante cavallo di marmo posto sulla scrivania sbattuto più volte sul cranio del dirigente scolastico. Ma l’assassino o gli assassini si sono sbizzarriti anche a cucirgli gli occhi con un filo rosso di seta. Per quale motivo?…

Nella seconda parte Mario Leoncini affronta il tema degli scacchi al femminile e, partendo dal Medioevo e dall’Amor Cortese, attraverso i dipinti d’epoca e la cinematografia, le prestigiose protagoniste del Novecento e il fenomeno Polgar, i campionati femminili e le stravaganze del costume, approda all’insolita, stuzzicante landa di ‘scacchi ed erotismo’.
Ancora una bella recensione qui.


Concludo con una antologia, curata insieme all’amico Mario Leoncini, più precisamente Giallo Scacchi-Racconti di sangue e di mistero, Ediscere 2008 (edizioniediscere@libero.it), che raccoglie ben trenta racconti di autori come Luceri, Lupi, Marchesi, Marenzana, Saffi, Smocovich, Solito, Togneri, Vesnaver, De Judicibus, Sicuranza  tanto per citarne alcuni e gli altri non se l’abbiano a male. Un libro per tutti gli appassionati del citato connubio.

Alla prossima!


Fabio Lotti è nato a Poggibonsi (Siena) nel 1946. Laureato in Materie Letterarie, è Maestro per corrispondenza e collaboratore di riviste scacchistiche specializzate. Ha pubblicato vari testi teorici, tra i quali “Il Dragone italiano“, “Gambetti per vincere” e “Guida pratica alle aperture“.

3 thoughts on “Scacco matto all’assassino (1)

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  1. Chiedo venia ai lettori per avere incominciato in maniera egocentrica dai miei parti scritti in collaborazione con Mario Leoncini, ma lo devo anche come ringraziamento alle case editrici. Abbiate pietà…

    1. Una panoramica interessante, Fabio, nessun motivo per scusarti.
      Immagino che, come me, tutto siano curiosi di leggere le prossime uscite. Prevedi di preparare qualcosa prima delle vacanze di Natale con “suggerimenti per regali”?

  2. Sono sincero. Non so se ce la farò, essendo impegnatissimo con i miei nipotini. Vediamo…

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