Uno Scacchista

Annotazioni, Spigolature, Punti di vista e altro da un appassionato di cose scacchistiche

Lo strano caso di Claude Bloodgood

7 min read

Claude Frizzel Bloodgood nel settembre 2000 (Foto dalla Claude Bloodgood Chess Collection, Cleveland Public Library)

(Mario Spadaro)
Non molto tempo fa ho scritto di Norman Tweed Whitaker, un malfattore che collezionò condanne per truffa, droga, molestie sessuali ed estorsione mentre oggi scrivo di un altro personaggio forse addirittura peggiore: Claude Frizzel Bloodgood.

Claude Frizzel Bloodgood (La Paz, Baja California Sur, Messico 14 luglio 1937 – Powhatan Correctional Center Richmond, Virginia, USA 4 agosto 2001), nato Klaus Frizzel Bluttgutt III figlio di emigranti tedeschi, non è certo se sia nato in Messico o in Germania. Imparò gli scacchi da suo padre in giovane età e divenne rapidamente un fanatico di questo gioco, ottenendo molti successi: dal 1957 al 1961 partecipò ad un gran numero di tornei USCF nello stato della Virginia, vincendone più della metà.

Le sue vittorie annoverano: Virginia Open (1957, 1958); Norfolk Open (1958, 1959, 1960, 1961); Norfolk Chess Club Championship (1957, 1958, 1959, 1961); Norfolk USO Invitational (36 di 60 tornei mensili); Camp Elmore Championship (1957); Campionato FMFLant (1957); Ocean NAS Open (1959).

Fu anche un appassionato giocatore di scacchi per corrispondenza ed organizzò il torneo All Service Postal Chess Club (ASPCC) nel 1958, che continua ad essere in vita fino ai nostri giorni. La sua carriera scacchistica, purtroppo, venne spesso interrotta a causa di numerosi problemi con la giustizia: fu un delinquente violento, collerico, un assassino crudele, un mitomane contafrottole.

Fu detenuto in carcere dal 1962 al 1964 e dal 1965 al 1967 per furto con scasso; dopo essere stato rilasciato venne nuovamente imprigionato dal 1968 al 1969, denunciato dalla madre perché aveva falsificato alcuni suoi assegni; durante il processo minacciò sua madre di ucciderla, cosa che fece nel 1969, appena nove giorni dopo essere stato rilasciato dalla prigione nella quale rientrò presto.

Nel 1970 la giuria impiegò meno di un’ora per raggiungere il verdetto su un altro delitto e Bloodgood venne condannato a morte sulla sedia elettrica e trasferito nella prigione di stato; per due anni rimase nel braccio della morte e la sua esecuzione fu programmata per 6 volte ma venne sempre rinviata per motivi diversi, poi, nel 1972, la Corte Suprema sospese la pena capitale negli Stati Uniti e la condanna a morte fu commutata in ergastolo.

Nel periodo trascorso nel braccio della morte, Bloodgood trascorse praticamente tutto il suo tempo giocando a scacchi per corrispondenza e, poiché era un condannato alla pena capitale, lo Stato della Virginia gli pagò le spese postali di spedizione, che non furono certamente esigue, perché arrivò a giocare fino a 2000 partite contemporaneamente.

Quando la condanna fu convertita nel carcere a vita, venne meno il sostegno gratuito per le spese postali e conseguentemente terminò anche il suo interesse per il gioco per corrispondenza. Cominciò allora a redigere numerosi articoli per varie pubblicazioni di scacchi ed ha anche scritto il primo dei suoi tre libri di scacchi pubblicati, The Tactical Grob, che tuttora è considerato un classico dai fan delle aperture di scacchi non ortodosse.

Sullo slancio del ciclone Fischer, che proprio in quell’anno aveva conquistato il titolo di campione del mondo, Bloodgood iniziò ad organizzare tornei di scacchi all’interno delle mura della prigione con il permesso agli estranei di entrare e competere, e tenuto conto che questi tornei erano una buona fonte di pubblicità per il sistema carcerario, gli fu presto permesso di organizzare tornei di scacchi anche al di fuori dalle mura della prigione.

Durante una di queste uscite, Bloodgood ed un altro prigioniero omicida, Lewis Capleaner, furono costretti a fuggire da una guardia carceraria di nome George Winslow che li stava scortando a un torneo; fu affermato che Winslow avesse seri problemi finanziari e che tentò di costringere Bloodgood e Capleaner, mentre si trovavano in permesso fuori della prigione, a rapinare una casa da gioco locale per suo conto; sapete com’è andata a finire?

Bloodgood e Capleaner si rifiutarono, ma Winslow insistette e venne ammanettato ad un letto mentre Bloodgood e Capleaner scapparono con le sue pistole, pochi dollari in contanti e nessun posto dove andare. Ovviamente, senza un piano di fuga e senza soldi, i due fuggitivi furono presto ripresi, e Winslow arrestato per il suo coinvolgimento nella loro fuga.

Bloodgood non ha mai negato la sua intenzione di usare i permessi scacchistici della prigione come mezzo di fuga, ma ha sempre smentito che intendeva evadere in quel particolare momento, con quel particolare detenuto e con solo pochi dollari in tasca. La conseguenza di questo evento fu che il VAPEN (il Piano per gli scacchi del sistema penitenziario dello Stato del Virginia) fu smantellato e non gli fu più consentito di lasciare la prigione.

Per circa dieci anni Bloodgood continuò a giocare a scacchi all’interno della prigione, organizzando tornei dentro le mura del Powhatan Correctional Center con giocatori regolarmente iscritti alla USCF, ed a questo punto si venne a creare una strana situazione.

Infatti, questi tornei hanno svelato un difetto nel sistema di calcolo dell’Elo della Federazione scacchistica degli Stati Uniti (USCF). In quegli anni l’USCF aveva deciso di premiare con punti “Bonus” chi vinceva una partita per cercare di compensare l’effetto dei molti giovani giocatori che, iniziando a giocare con un Elo molto basso, drenavano punti dai giocatori più forti causando un effetto deflattivo.

Quello che successe con il gruppo chiuso dei giocatori in prigione, tra i quali non c’era ovviamente nessun giocatore sotto i 21 anni, è che i punti “Bonus” venivano applicati ugualmente seguendo le regole, ma senza il motivo che giustificava la loro esistenza: in pratica venne innescato un meccanismo di inflazione dell’Elo all’interno del gruppo.

Questo gruppo aveva membri che giocavano in totale migliaia di partite all’anno e ciò, a causa dei citati punti “Bonus”, iniettò nel gruppo molti punti Elo in più rispetto alle fisiologiche fluttuazioni tra giocatori. A ciò si aggiunse l’effetto di spostamento dei punti dai giocatori più deboli a quello più forte a causa del taglio della curva logistica usata per il calcolo dell’Elo (che per l’USCF avveniva a 800 punti di differenza), di fatto facendo salire il punteggio Elo USCF di Bloodgood in maniera esagerata (dal 1993 al 1999 Bloodgood giocò ben 3.174 partite, vincendone oltre il 91%).

Quando diventò ovvio per Bloodgood  che la formula di calcolo del rating era difettosa, lo segnalò all’USCF, che però non ebbe modo di correggere il problema rapidamente, e presto Claude Bloodgood, che aveva pressappoco la forza di un maestro, salì al secondo posto nella classifica dei giocatori degli Stati Uniti con un punteggio stratosferico di 2702, di fatto entrando nel ristretto giro della élite statunitense, tanto che avrebbe avuto il diritto di partecipare al Campionato USA. La USCF, a prescindere dalla impossibilità per Bloodgood di uscire dalla prigione per giocare, decise di non invitarlo per ovvi motivi.

La federazione USCF accusò Bloodgood di frode, gli tolse i punti Elo e la tessera, risolvendo il problema specifico ma non intervenne apportando modifiche sostanziali nel meccanismo matematico di calcolo.

Bloodgood, durante questo periodo della sua vita pubblicò altri due libri sulle aperture non ortodosse: Nimzovitch Attack: The Norfolk Gambits e Blackburne-Hartlaub Gambit, iniziando pure la stesura di ulteriori lavori che rimasero manoscritti.

In tarda età, Bloodgood fece una serie di affermazioni fantasiose che sembravano finalizzate ad ottenere un rilascio dalla prigione; diceva di essere nato nel 1924 e chiese la libertà condizionale basata sulla vecchiaia e spesso rilasciava interviste nelle quali sosteneva di essere stato una spia nazista durante la seconda guerra mondiale, raccontando visionarie storie di sommergibili fantasma e di tesori del Terzo Reich, che venivano fuori dalla sua mente maniacale.

La realtà era ben diversa ed un breve riferimento a suo padre negli archivi dell’FBI suggeriva che fosse nato nel 1910, rendendolo troppo giovane per avere un figlio nato nel 1924, ed è stato rintracciato pure il suo dossier delle elementari, che lo indica nato nel 1937; il Bundesarchiv (cioé l’Archivio federale della Germania, che inglobò il Reichsarchiv ovvero l’Archivio del Reich)  interpellato in merito, ha risposto dicendo che avevano controllato i loro file e non avevano trovato traccia di Bloodgood.

Affermò anche di aver partecipato alla guerra nel Norfolk (ma senza fornire precise indicazioni che potessero ricondurre a riscontri concreti), ma anche la ricerca di queste informazioni non ha prodotto nulla per corroborare i racconti di spionaggio di Bloodgood; presumibilmente alcuni frammenti aneddotici avrebbero potuto penetrare nella sua memoria, trasformando l’immaginazione nella sua realtà.

Si vantava inoltre di avere giocato a scacchi con delle celebrità; nei suoi documenti personali furono ritrovate 115 partite con Humphrey Bogart, Charlie Chaplin, Gary Cooper, Richard Widmark, David Niven, James Mason, James Cagney, Marlene Dietrich, Clark Gable, John Wayne, Jimmy Hoffa, Albert Einstein ed Edward R. Murrow ma, naturalmente, non esiste alcuna prova concreta e certa di queste frequentazioni.

Probabilmente, sentendo che gli restava poco da vivere dopo più di 30 anni di vita in carcere, gli piaceva immaginare che la prima parte della sua esistenza fosse stata migliore e più interessante di quella che aveva effettivamente trascorso; poi l’immaginario si innestava nella sua mente e per lui diventava reale.

Nel 1997, la salute di Bloodgood si era deteriorata così drasticamente che fu trasferito presso l’unità medica della prigione, dove avrebbe vissuto l’ultimo periodo della sua vita, durante il quale giocò circa 200 partite per corrispondenza, fino a tre mesi prima di morire.

Collage di articoli di giornale su Bloodgood (dal sito della Cleveland Public Library)

Bloodgood è morto nel Powhatan Correctional Center per cancro ai polmoni il 4 agosto 2001, lasciando un enorme archivio scacchistico, che è stato donato alla Cleveland Public Library, la biblioteca americana che ha le più grandi collezioni di scacchi di tutto il mondo.

1 thought on “Lo strano caso di Claude Bloodgood

Rispondi a danilo Annulla risposta

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: