Uno Scacchista

Annotazioni, Spigolature, Punti di vista e altro da un appassionato di cose scacchistiche

Da Mihai Suba un’incredibile sorpresa

5 min read

(Riccardo M.)
Josè Saramago scriveva che “la vita è fatta tutta di coincidenze”. Aveva ragione. Ma quando certe coincidenze si concatenano in maniera inaudita, toccando più volte lo stesso oggetto o soggetto, da decenni ingiustamente dimenticato, possiamo dire che il loro valore assume un particolare rilievo in quanto il loro grado di improbabilità è estremo.

Vi riferisco quanto mi è accaduto lo scorso 5 aprile, lunedì dell’Angelo, alias Pasquetta, ovvero con qualche giorno di ritardo per pensare ad un “pesce d’aprile”.

Il lockdown forzato ha suggerito a mia moglie e a me una giornata casalinga. Giornata ideale, dopo il pranzo, per sistemare vecchie carte e vecchi libri di casa. Tra questi ultimi un piccolo testo in lingua inglese datato 1981, dalle pagine ruvide e ingiallite ben più del pelo del nostro gatto. Spunta da un lato un segnalino rosso ed io automaticamente apro alla pagina 112. E’ evidenziata con una “X” una partita del G.M. rumeno Mihai Suba. Ricordo che allora mettevo quelle evidenze a matita e inserivo quel segnalino per delle partite che in quegli anni ritenevo interessanti ed utili per una citazione sulla nostra rivistina bimestrale “Zeitnot”, che uscì fra il 1981 e il 1984: di quella partita lì non parlammo però mai, come oggi ho verificato.

Riposto il libro, mi dedico ad alcune riviste, in particolare all’annata 1982 di “Magyar Sakkélet”, pubblicata a Budapest e diretta allora dal G.M. Lajos Portisch. Sfoglio casualmente il numero di aprile e alla pagina 78 mi appare (guarda un po’ che coincidenza!) proprio una fotografia di Mihai Suba (autrice tal Zsuzsa Makai), all’interno di un ponderoso articolo sul torneo zonale di Baile Herculane (Romania) che l’ungherese Zoltan Ribli vinse con p. 15,5/22, due punti in più del connazionale Sax e di -appunto- Suba, il quale terminò imbattuto come il vincitore.

E l’immagine che vedete in apertura di post.

Bene. Non mi ricordavo del suo volto. Pertanto scatto una foto col cellulare e la invio al gruppo degli amici del Blog: “Lo riconoscete questo?”. Uberto: “No, potrebbe essere chiunque”. Ed io: “E’ il G.M. Suba. Tosto pure per gli addetti ai lavori, vero?”. Ed Uberto, di rimando: “Che coincidenza! Pensa che adesso sto appunto leggendo un suo libro.”

Ora ditemi: quante persone nel mondo in quella particolare giornata stavano leggendo un libro di Suba e a quante di loro sarà arrivata a sorpresa sul cellulare proprio un’immagine di Suba? A nessun altro, quasi certamente. Una coincidenza sorprendente. Ma “non c’è due senza tre” e la più grossa sorpresa doveva ancora arrivare.

Ci mettiamo a parlare della foto in questione, perché Uberto ricorda delle immagini completamente diverse da quella (“ne ho tutte in cui lui è più anziano, con occhiali e capelli arruffati bianchi”) e Antonio, che interviene nel discorso, ne trova un paio su Google con qualche somiglianza “beh … naso e labbro inferiore ci sono”, al che Uberto commenta che ci vorrebbe un esperto della trasmissione televisiva “I soliti ignoti”.

Ma si cambia di aspetto così tanto nella vita? Possibile che il tempo possa renderci tanto irriconoscibili (ma non necessariamente più brutti, eh?)? Davvero il Suba del 1982 pare un’altra persona rispetto a quello di oggi …. Il Suba. E noi?

Chiedo a Uberto se sta leggendo, di Mihai Suba, il noto “Dynamic Chess Strategy” (che la Federazione britannica premiò nel 1991 come “miglior libro dell’anno”), e lui: “No”, ribatte, “E’ il ‘Positional Chess Sacrifices’, sono delle partite commentate, a volte persino con analisi troppo approfondite -non importanti per il tipo di lavoro- delle quali ogni volta l’autore si scusa immediatamente; un libro comunque interessante e scritto in maniera vivace: una bella penna di certo”.  

Poi dimentichiamo Suba ed il nostro discorso scivola sul programma di pubblicazione della settimana. Al mattino successivo, incuriosito, vado in rete a cercare qualcosa di più su Suba, anche nella speranza di trovare qualche spunto per un nuovo post. E lo trovo al primo colpo, incredibilmente! Si tratta di un’intervista al Grande Maestro realizzata nel dicembre del 2014 dalla giornalista rumena Ella Calancea. E un piccolo brivido lo provo leggendo queste sue parole: “voi, quando incontrate una persona a distanza di decenni, la riconoscete anche se la sua fisionomia è cambiata in maniera significativa? ….

Ma come … Mihai!! Hai forse ascoltato ieri sera i nostri discorsi? Una catena di coincidenze, indubbiamente! O forse le coincidenze sono “le sole cose sicure in questo mondo”, come diceva Leonardo Sciascia.

E allora è il caso di svelare il vero significato di questa frase di Suba, che in detta intervista rivela una personalità eclettica ed estroversa, dichiarando di amare la poesia (e lui stesso ne scrisse di poesie), il bridge, il canottaggio, l’orzata alle mandorle e le lingue (“la lingua rumena ha il lirismo delle lingue slave e l’eleganza delle lingue latine, e questo è molto difficile da ritrovare in qualsiasi altra lingua del mondo”).

Suba, che è vissuto anche in Inghilterra ed ora risiede (salvo errore) in Spagna, ad Alicante, in quell’intervista cita Einstein e il poeta rumeno Mihai Eminescu, sostiene che gli scacchi “sono un gioco di riconoscimento di modelli” e ricorda un documentario realizzato da Susanna Polgar in cui si afferma, appunto, che l’area del cervello adibita alla comprensione del gioco degli scacchi è la stessa che è utilizzata per il ricordo e riconoscimento dei volti umani.  

Mihai Suba, nato a Bucarest il 1° giugno del 1947, è stato fra i più forti scacchisti rumeni dello scorso secolo. All’Interzonale di Las Palmas del 1982 giunse terzo, dietro Ribli e Smyslov, sfiorando la qualificazione al Torneo dei Candidati. Nel 2008 vinse il titolo europeo seniores.

A questo punto credo che sia inevitabile mostrare la partita “miniatura” (con i commenti originari di Kevin Wicker) della quale abbiamo parlato all’inizio e che esattamente 40 anni fa rischiò di essere pubblicata su Zeitnot. Oggi non si può più fare a meno di pubblicarla, viste le tante coincidenze! Si tratta della

Mihai Suba – Louis Roos
Olimpiadi di Buenos Aires 1978

Dopotutto, forse non gioco così male ed è stato bello condividere i segreti della mia tecnica con tutti gli amanti degli scacchi in tutto il mondo” (G.M. Mihai Suba).

3 thoughts on “Da Mihai Suba un’incredibile sorpresa

  1. Hola, buenos días:

    Como siemore, otro nuevo excelente artículo!

    Saludos cordiales.

    José María Gutiérrez Dopino

  2. Hola , buenos días:

    Como siempre, otro nuevo excelente artículo !

    Saludos cordiales.

    José María Gutiérrez Dopino

Rispondi a José María Gutiérrez Dopino Annulla risposta

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: