5° Festival Internazionale “Roma Città Aperta”
(Riccardo Moneta)
Successo ogni oltre previsione per il rientrante Festival “Roma Città Aperta” organizzato dalla “Scuola Popolare di Scacchi”, festival che era assente dai tempi del primo Covid (2020), ovvero dopo le prime 4 edizioni (2016-2019). Si è giocato dal 4 al 10 dicembre presso le sale dell’Hotel Eurostars Roma Aeterna.
E’ un ottimo segnale, che arriva sia dalla Scuola Popolare di Scacchi, sia dai partecipanti, che sono stati ben 87 nel ‘Master’, 70 nel torneo ‘A’ e 102 nel torneo ‘B’. Quest’anno le iscrizioni sono state chiuse in largo anticipo per problemi di ricettività della pur ampia sede di gioco, e sono di conseguenza dovuti restar fuori moltissimi interessati, anche maestri internazionali. Come commentare ciò?
Roma resta sempre bella e attraente, nonostante tutti i suoi guai, ed è un peccato che non ci sia stato posto per tanti altri giocatori. E’ forse giunto il momento, per il Torneo della Scuola Popolare, di fare un bel salto di qualità, così come è accaduto per altri sport (esempio il tennis) per i quali la Capitale riscuote un particolare interesse da parte dei media di tutto il mondo. Vorremmo più giocatori ancora e magari non ci dispiacerebbe vedere anche un Super-Master all’italiana con la presenza di soli G.M. “over-2600”. Ma per arrivare a ciò serve di più, serve cioè che il grande e ammirevole impegno da parte di chi organizza sia affiancato da qualche altro elemento di peso, ovvero …
Primo: una migliore attenzione da parte della F.S.I. (ed invece negli stessi giorni era in corso in contemporanea il Campionato assoluto italiano!);
Secondo: l’intervento di uno sponsor di livello internazionale che desideri mostrarsi in un settore diverso dai soliti noti e che magari sia così forte da procurarsi un adeguato passaggio su una rete televisiva: ci sono oggi centinaia e centinaia di ore dedicate a sport non di primissimo piano, e allora perché no agli scacchi ?
Terzo: la collaborazione da parte delle autorità del Comune di Roma, grazie alla quale sia possibile cercare e concordare una sede di gioco di assoluto prestigio e un po’ meno anonima della pur eccellente struttura alberghiera dove si è anche quest’anno svolta la manifestazione, ovvero una sede di gioco che torni ad avvicinare molto di più gli abitanti e l’anima storica di Roma al gioco degli scacchi (e viceversa).
Sappiamo come per il 2024 la nostra città riuscì a perdere sciaguratamente la possibilità concreta di ospitare quei Giochi Olimpici che avrebbero potuto rappresentare un’occasione per un nuovo rilancio, a distanza di 64 anni dal grande successo che ebbero gli indimenticabili Giochi del 1960. Vediamo allora di ripartire da qualcosa di meno ambizioso, ma qualcosa che davvero unisca, come soli sanno fare gli scacchi, tanti appassionati di ogni angolo della città, del Paese e del mondo! Coraggio! Non mi dica il buon sindaco Roberto Gualtieri (del quale sto apprezzando l’impegno per la ri-valorizzazione di certi spazi di verde pubblico cittadino quali Villa Doria Pamphilj) che non ci sarebbero le possibilità, economiche e logistiche, per arrivare ad avere a Roma almeno un grandissimo Torneo di scacchi. Ci sono eccome le possibilità, basterebbe impegnarsi e ottimizzare anche l’incredibile e non pagato lavoro che svolgono sempre, per gli scacchi, alcuni privati appassionati.

Non vi meravigliate, dopo di ciò, se abbiamo scelto di dedicare la copertina di questo articolo (prim’ancora che al vincitore qui sopra ritratto) a due bravissime ragazze che non erano fra le iscritte al Torneo. Vogliamo soltanto, per una volta almeno, dar risalto e la meritata considerazione a chi, con ammirevoli sacrifici del proprio tempo libero, permette che manifestazioni di questo spessore possano aver luogo con successo e senza troppe problematiche organizzative. Loro sono (nella foto sotto il titolo) Flavia Di Rocco e Ilaria Carconi, figlia del Direttore del Torneo, le due ragazze che insieme a Valerio e all’altra figlia di Massimo, Valeria, hanno costituito un efficiente e sorridente “Staff di accoglienza”.

(Flavia Di Rocco e Ilaria Carconi con Massimo Carconi)
Arbitro principale della manifestazione è stata la sempre più professionale e competente Ilaria Olivo. Di lei abbiamo già parlato in un nostro articolo di alcuni anni fa “Ilaria Olivo, una ragazza al tavolo arbitrale“. Ed eccola oggi, identica a ieri ma ancor più brava:

Ilaria è stata coadiuvata da Alessandro Brigati, Paolo Olivo, Andrea Aceto e Cristiano Ferrari. Ecco un momento dei tornei sul primo tavolo arbitrale:

E veniamo brevemente alla gara, che nelle precedenti edizioni era stata vinta dai G.M. Evgeny Romanov (2016), Emre Can (2017), Yuri Solodovnichenko (2018) e Dmitrij Kollars (2019).
Il turco Emre Can era presente, e numero uno per rating, anche in questa edizione, ma non è riuscito a risalire la china dopo due sconfitte inattese, al terzo e quarto turno, contro gli indiani Dhulipalla e Bashiq.

Un altro storico nome iscritto quest’anno è stato quello del G.M. cubano Reynaldo Vera, un giocatore notissimo in campo mondiale per aver partecipato con la nazionale del suo Paese a ben dieci edizioni olimpiche. Ad Elista nel 1998 Vera vinse l’oro di scacchiera con 7/9 (5 vittorie e 4 patte). A Roma stavolta non è andato oltre la trentesima piazza, ma resta mirabile il suo spirito combattivo nonostante il passare degli anni.

Gli italiani avevano un paio di nomi su cui puntare per un buon piazzamento, ovvero l’esperto G.M. (ligure ma originario di Valdobbiadene) Michele Godena e poi colui che ci ha fatto illudere a lungo, ovvero il ventenne Maestro FIDE romano Emanuele Carlo, imbattuto fino all’incontro del settimo turno con il M.I. indiano Krishna. Per Emanuele resta però un buon 10° posto finale, con cospicuo guadagno di punti Elo, il che dovrebbe essergli sufficiente (ma attendiamo conferma) per conquistare la seconda norma di Maestro Internazionale. Michele è invece 18°, in linea con le attese, ma per la Redazione di UnoScacchista vince comunque l’ideale premio di maestro più simpatico e disponibile fra tutti i partecipanti.


Questa la classifica del torneo ‘Master’: 1. Visakh NR (India) p.7/9, 2.Krishna CR (India) p.7/9, 3.Tigran Harutyunyan (Armenia) p.7/9.
Sia pure solo per spareggio tecnico, la vittoria del G.M. Visakh è stata meritata in quanto l’indiano ha condotto e controllato il Torneo dall’inizio alla fine concludendo con due patte. Quarto per spareggio tecnico a 6,5 è giunto il numero due del seeding, il macedone (ex russo) Nikita Petrov, imbattuto e un po’ troppo incline alle parità.



Questa la classifica (un podio eccezionale!) del torneo ‘A’: 1. Mahati Sai (India) p. 8/9; 2.Charlene Mak Xiu Ning (Singapore) p.7; 3.Piercarlo Marincolo (ITA) p.7
Il cosentino Marincolo ha portato un meritato terzo posto ai colori italiani, ma qui sono da segnalare soprattutto il primo e il secondo posto di due giovani ragazze orientali, che hanno dimostrato di poter stare ben più che alla pari con tanti giocatori più esperti. E’ un eccellente segnale per il movimento femminile mondiale, e non solo scacchistico, un segnale che va ben oltre tante polemiche su certe presunte inferiorità delle ragazze. Vorrei in proposito ricordare un recentissimo articolo di Uberto (“Indice FIDE della Parità di Genere 2023: risultati sorprendenti su cui lavorare“) , nel quale si metteva già in bella evidenza come il cosiddetto Indice di Parità di Genere negli scacchi ponesse ai primi posti della classifiche mondiali non già nazioni occidentali, bensì (forse per qualcuno a sorpresa) Mongolia, Sri Lanka, Uganda, Vietnam, Namibia e Bolivia.


Questa infine è stata la classifica del Torneo “B”: 1.Aram Margarian (Armenia) p.8 su 9; 2.Naranbold Sodgerelt (Mongolia) p.7,5; 3.Simone Ruscitti (ITA, Roma) p.7 per spareggio tecnico su Vincenzo Fiorentino (ITA, CS) e sul neozelandese Nathan Rose.
Buona terza piazza per un altro romano, Simone Ruscitti, ma qui c’è da prender nota del prepotente 7,5 su 8 iniziale del piccolo (classe 2011) armeno Aram Margarian, vero dominatore di questo raggruppamento. Secondo posto per un’altra ragazza ‘classe 2011’, la rappresentante della Mongolia Naranbold Sodgerelt, che all’ultimo turno ha sconfitto in una partita decisiva per la classifica l’ancor più piccola greca Marianta Lampou (anni 10!). In effetti spiace un po’ per Marianta, che esattamente un anno fa si laureò ad Antalya (Turchia) campionessa europea ‘under 10’ e che qui era giunta imbattuta prima dell’ultimo turno; ma certamente sentiremo ancora parlare di questa bambina. A leggere le classifiche dei tornei ‘A’ e ‘B’ parrebbe si stia parlando di tornei giovanili, ma non è stato affatto così, ve lo assicuro …



Dal Festival “Roma Città Aperta 2023” sono insomma giunte due conferme, se mai ce ne fosse stato bisogno: la prima è l’irruzione irresistibile ai vertici dei tornei da parte dei rappresentanti dei Paesi orientali (India in primis, ma lo sapevamo bene), la seconda è che forse mai come in questo momento si sta assistendo ad un travolgente ricambio generazionale, con i giovanissimi che stanno scavalcando i … giovani un po’ meno giovani di loro! E va bene così…
Buona fortuna comunque a giovani e meno giovani e un GRAZIE a Massimo Carconi e alla Scuola Popolare di Scacchi!
(P.S.: tutte le foto sono dell’autore dell’articolo)

Un bellissimo torneo. Grazie a Massimo Carconi che è riuscito a rimetterlo in pista dopo il blocco per la pandemia!