Uno Scacchista

Annotazioni, Spigolature, Punti di vista e altro da un appassionato di cose scacchistiche

La forza di Erwin

Erwin l'Ami (Chessable)

Sono cresciuto nella piccola città fortificata di Woerden, dove ho vissuto tutta la mia vita.
Quando avevo cinque anni, mio padre mi insegnò il gioco e subito dopo mi portò al circolo di scacchi.
Non riesco davvero a ricordare la mia vita senza gli scacchi, mi sembra che ci siano sempre stati.
Ho incontrato mia moglie grazie agli scacchi, la mia professione sono gli scacchi.

Non gioco a scacchi per vincere, non sono così competitivo. Mi piace come muovono i pezzi, mi piace il gioco.
Mi piace come tutto intorno a me si ferma, quando sono alla scacchiera il tempo non scorre allo stesso modo, fino a che … non finisce.

Nella primavera del 2021 il tempo sembrava finito per me: mi era stato diagnosticato il linfoma di Hodgkin, che è una forma di cancro. Avevo 35 anni e all’improvviso la mia vita… è cambiata.
È stato un periodo particolare, dove gli scacchi non sembravano avere alcuna importanza, ma sono rimasto ottimista, ha avuto fiducia nel piano di cure e nei medici che mi stavano aiutando; sapevo che ormai tutto era nelle loro mani.

La chemioterapia… nei momenti peggiori non riuscivo neanche a fare il giro dell’isolato.
Questo ha messo davvero le cose in una prospettiva diversa, tipo… se ho una brutta posizione adesso, voglio dire, non è davvero un grosso problema. Forse, in un certo senso, aiuta il fatto che tu sia obbligato a cambiare atteggiamento sulla vita.

Ci sono anche aspetti positivi che posso riconoscere dal periodo in cui non stavo bene. Penso che queste cose ti obblighino a vedere diversamente la tua vita, tutto quanto in effetti. Non è stato solamente tutto negativo.
Ci vuole molto tempo per riprendersi, ma i giocatori di scacchi hanno sicuramente molta pazienza.

E’ stato pazzesco, perché un mese prima del torneo di Wijk aan Zee stavo ancora terminando la radioterapia. Era ovviamente troppo presto per ricominciare a giocare, ma io ho voluto disperatamente giocare in quel torneo. Mi sono a malapena preparato per le partite perché ero troppo stanco. Semplicemente, ho solo giocato, cenato, vissuto nella mia stanza e dormito la maggior parte del tempo. Mi ero messo quel torneo come un obiettivo: il miglior torneo che io abbia mai giocato.

Poi, a fine anno, dopo 16 tentativi falliti, sono diventato campione olandese e quella è stata davvero la ciliegina sulla torta. È stato incredibile, ero al settimo cielo, era la sensazione di “sono tornato”.
Tutti quei fallimenti, quelle sconfitte non contano più nulla adesso. Quello che è importante è che ho ancora molti scacchi nel mio futuro.

Mi aspetto sempre il momento in cui mi sveglio al mattino e mi rendo conto che, per quella giornata, non mi va di guardare gli scacchi, ma semplicemente non succede mai.

Mi chiamo Erwin l’Ami e sono un Grande Maestro olandese.


Erwin sta giocando a Wijk aan Zee in questi giorni, ma non serve parlare di come gli stia andando il torneo, perché per lui è comunque un grande successo. Molte volte abbiamo scritto di giocatori “bravi”, “geniali” o “forti”, ma in questo caso mi piace parlare di forza caratteriale. L’avversario che è stato chiamato ad affrontare Erwin è uno dei più terribili e per combatterlo ha dovuto far ricorso alle sue capacità mentali al massimo livello, assieme alla moglie Alina e ai suoi amici e familiari.

Erwin e Alina l’Ami a Reykjavik nel 2015 (Fiona Steil-Antoni)

Del Tata Steel Chess 2024 potremo parlare in seguito; oggi ho scelto di darvi un buon motivo per augurare il meglio a qualcuno che si sta decisamente dimostrando fortissimo.


Il racconto in prima persona che costituisce questo post è la mia traduzione in italiano di ciò che dice di sé Erwin l’Ami in un breve video prodotto da Chessable. E’ un contenuto ben fatto, che volentieri riporto qui sotto nella versione accorciata che è stata pubblicata su X.


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