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#DingGukesh – R10-11: Clamorosa svista di Ding; Gukesh in testa 6 a 5

DingGukesh24 - R11, Gukesh durante la conferenza stampa dopo la vittoria (Eng Chin An)

(Uberto Delprato)
Gukesh vince l’undicesima partita del match grazie a un clamoroso errore tattico di Ding Liren. Una svista che ricorda il matto in due mosse che il cinese prese da Carlsen al Norway Chess di qualche mese fa, e che arriva al termine di una partita nervosa e non giocata al meglio da parte di entrambi. A tre partite dalla fine il Campione del Mondo non può che sperare di ripetere la rimonta che gli riuscì nel match contro Nepomniachtchi, quando si portò in parità vincendo la dodicesima partita. Oggi vedremo se il cinese sarà riuscito a riprendersi dal baratro in cui è precipitato qualche ora fa.


Ovviamente la partita più importante è quella di ieri, ma la cronaca impone di riprendere il racconto del match dalla decima partita, che si è chiusa con una patta senza particolari emozioni.

Partita 10: Ding-Gukesh ½-½

Decisamente la partita più noiosa del match, fino a questo punto. Ding Liren ha giocato di nuovo il Sistema di Londra, senza ottenere nulla di speciale, oltre a un tipico leggero vantaggio grazie ad una scelta interessante nell’ordine delle mosse. La partita è velocemente proseguita verso un finale in cui il Bianco aveva una migliore struttura pedonale che, forse, Carlsen avrebbe provato a sfruttare. Non così, Ding Liren, che ha rapidamente cambiato anche i Cavalli per arrivare ad un finale di Alfieri talmente pari che i due giocatori hanno ripetuto rapidamente la posizione per siglare la patta.

DingGukesh24 – R10, Mentre riflette sulla prossima mossa, Ding Liren guarda spesso il suo avversario (Eng Chin An)

DingGukesh24 – R10, La patta siglata dalla stretta di mano (Maria Emelianova)

Nella strategia del match, una partita abbastanza incomprensibile, per me. Ding Liren è riuscito ad ottenere qualcosa di stabile e semplice dall’apertura, ma non ha neanche provato a sfruttarlo. L’unica chiave di lettura che trovo è che il cinese abbia deciso di puntare agli spareggi Rapid dove immagina di avere qualche probabilità in più di vincere. Non sono sicuro sia una decisione corretta, ma sicuramente il Campione del Mondo e il suo team sanno cosa stanno facendo.

Dal punto di vista dello sfidante, il match è diventato un incontro su 4 partite e chiunque vinca per primo metterà una seria ipoteca sulla vittoria finale. E’ lecito aspettarsi una vivace 11ª partita, la penultima in cui Gukesh avrà il Bianco.


Partita 11: Gukesh-Ding 1-0

DingGukesh24 – R11, Hou Yifan ha effettuata lo mossa cerimoniale per Ding Liren, forse anticipando un’apertura in contromossa! Sullo sfondo il mitico GM filippino Eugenio Torre, che ha giocato la mossa cerimoniale per Gukesh (Eng Chin An)

Questa è stata la partita che con molte probabilità verrà ricordata come quella che ha deciso il match. Era opinione comune che sarebbe stata una partita giocata più energeticamente delle altre perché in questa penultima partita col Bianco Gukesh avrebbe dovuto forzare anche a costo di prendersi dei rischi. E lo avrebbe dovuto fare oggi e non nell’ultimo Bianco a disposizione (nella tredicesima partita) perché a quel punto avrebbe rischiato troppo in caso di sconfitta.

Ed è effettivamente successo quello che tanti, primo fra tutti Carlsen, aveva immaginato Gukesh avrebbe fatto: un’apertura poco ortodossa, con molte possibilità tattico-strategiche, creando rischi per entrambi nella convinzione che Ding Liren sarebbe stato quello a perdere per primo l’orientamento.  Il risultato finale ha dato ragione allo sfidante, ma la la partita è stata tutt’altro che irreprensibile e sarebbe potuta finire con qualunque risultato.

La svista finale di Ding Liren è enorme e tristissima da vedere, perché chiaramente causata da una pessima gestione dei nervi e del tempo. Qualcosa che un professionista non dovrebbe mai far succedere e che ha concretizzato tutte le peggiori previsioni sulle capacità del Campione del Mondo di reggere la tensione di un match mondiale.

DingGukesh24 – R11, Ding Liren abbandona (Eng Chin An)

Ding Liren si è alzato rapidamente dalla scacchiera, ha firmato i formulari e se ne è andato subito. Uno spettacolo che posso solo definire con il termine “triste”. Si può essere sostenitori dell’uno o dell’altro giocatore, ma vedere un Campione del Mondo subire un tatticismo così elementare, a conclusione di una partita francamente non ben giocata, fa male a chiunque ama gli scacchi. Come ha commentato il GM spagnolo Illescas “Una partita in cui i due giocatori hanno dimostrato una scarsa comprensione dei temi posizionali, con Gukesh che si è fatto valere solo grazie alle sue indiscusse capacità di calcolo.

In conferenza stampa Gukesh è stato misurato nelle parole come si conviene in queste situazioni, ricordando che questa partita poteva essere vinta anche dal suo avversario e che mancano ancora 3 partite. Anche Ding Liren, pur se molto abbattuto, ha tenuto a ricordare che anche ad Astana era stato dato per spacciato e che poi riuscì a pareggiare il match contro Nepomniachtchi vincendo la 12ª partita.

E’ tutto vero, ma rispetto all’ultimo match mondiale a Singapore non c’è il Ding Liren di Astana e Gukesh non è Nepomniachtchi, nel senso che è un giocatore che fino ad ora si è dimostrato più solido e costante nel gestire le situazioni difficili.

Vedremo oggi stesso se Ding Liren sarà in grado di risorgere un’altra volta o se i fantasmi che lo hanno assillato nell’ultimo anno e mezzo avranno avuto il sopravvento.


Situazione del match

WCC 2024 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 TOT
Ding Liren
1 ½ 0 ½ ½ ½ ½ ½ ½ ½ 0 5
Gukesh 0 ½ 1 ½ ½ ½ ½ ½ ½ ½ 1 6

Questo il tabellino del match. Cliccando sul numero della partita si apre il nostro post relativo.

Oggi si gioca la dodicesima partita, con inizio sempre alle 10:00 italiane.


Ecco i nostri precedenti post sul match mondiale Ding Liren – Gukesh:

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4 pensieri su “#DingGukesh – R10-11: Clamorosa svista di Ding; Gukesh in testa 6 a 5

  1. ciao, prima di tutto mi viene da chiedere che livello di giocatori abbiamo, nei match precedenti (prendiamo gli ultimi 3) si facevano tutti questi errori? qui fanno un paio di errori a partita! ci vorrebbe un software che confronti la gravità e il numero degli errori perchè la mia sensazione è che il gioco dei precedenti fosse piu’ preciso, e con una migliore valutazione della posizione e del calcolo non si scivolava cosi spesso negli errori.

    1. Ciao Danilo. La questione è impossibile da risolvere, perché la qualità di gioco non è misurabile in maniera oggettiva e la tanto sbandierata “accuratezza” calcolata dai motori è spesso sinonimo di partita facile (come la 10ª di questo match, dove entrambi hanno giocato al 99% di accuratezza). Kramink si è lanciato nel confronto dei match mondiali utilizzando come criterio la CPL (Centi Pawn Loss), dalla quale risulta che Carlsen è stato il giocatore migliore, ma è un altro criterio “meccanico” calcolato a confronto con quello che avrebbe giocato il motore, ma ormai è chiaro che per cercare di sbilanciare una partita non bisogna giocare le prime mosse suggerite, quindi… per vincere bisogna essere meno “accurati” e abbassare la CPL.

      In ogni match ci sono stati errori, anche gravi (Nepo contro Carlsen si è auto imprigionato un Alfiere, Nepo e Ding ne hanno combinate di cotte e di crude) e spesso è la nostra memoria che, selezionando solo i ricordi belli, ci fa credere che i match del passato fossero migliori (non è che Spassky fu esente da gravi errori contro Fischer…). Per di più adesso i motori bollano con abbondanza di ‘?’ mosse che un paio di decenni fa sarebbero state classificate al massimo come dubbie, se non “interessanti”.

      Insomma, a parte l’evidente cappella di ieri di Ding Liren, non mi sembra che il livello di gioco sia così inferiore rispetto ad altri match (fatta eccezione, lo ammetto, per l’11ª partita)

  2. Poi c’e’ un altro punto spinoso, la qualificazione ai candidati: come sappiamo si prendono i primi classificati nei tornei designati (piu’ il primo dalla lista elo), MA (a pensar male a volte ci si azzecca, diceva andreotti) non vorrei che gli sponsor, che mettono i SOLDI, lo fanno in cambio di almeno 2 se non 3 giocatori che abbiamo il diritto di giocare i candidati. Ora dico, questo sistema premia il risultato del singolo torneo dove puo’ capitare che ti sei piazzato per una settimana di splendida forma ma poi il resto dell’anno sei ritornato al tuo solito livello, con questo sistema si rischia di escludere i piu’ forti (caruana è in bilico) che sono quelli con l’elo più alto, dato che per 2 anni hanno fatto i migliori risultati accumulando piu punti elo, conquistati, confermati e difesi. In altre parole mi sembrerebbe più corretto prendere i primi 3 o 4 della lista elo assicurandomi di prendere quelli che hanno dimostrato la loro forza nel lungo periodo, piu altri 4, i vincitori dei 4 tornei designati. cosa ne pensate? mi piacerebbe sentire il parere di voi esperti per questo spinoso dilemma, grazie

    1. Questo è un discorso ancora più complesso e, storicamente, ogni criterio scelto ha le sue controindicazioni. Un paio di cicli mondiali fa, Giri smise praticamente di giocare per preservare il suo punteggio Elo medio, nell’ultimo ciclo Firouzja ha giocato torneini pur di raggranella quella manciata di punti Elo che lo facesse qualificare (valeva non la media, ma il punteggio nella classifica di gennaio).

      Secondo me è meglio smettere di credere che il ciclo del Campionato del Mondo porti alla identificazione del giocatore migliore in senso assoluto. Ci si qualifica con la prestazione del 2023 per un torneo dei candidati che si gioca nel 2024 che nomina lo sfidante a un match che si gioca praticamente nel 2025: ha un senso? Sì, se si considera che il ciclo mondiale premia il giocatore che ha vinto una competizione strutturata in questo modo, a cui è stato dato il nome di “Campionato del Mondo”.

      Questo è vero e si applica in tutti gli sport e nessuno se ne fa un problema più di tanto. Riccardo ne ha scritto più volte sul blog e Antonio ama ricordare il caso della grande Olanda del calcio che, a conti fatti, non vinse praticamente nulla pur essendo la nazionale migliore di quegli anni. Questo è lo sport: talento, bravura ma anche la fortuna di giocare bene al momento giusto.

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