Uno Scacchista

Annotazioni, Spigolature, Punti di vista e altro da un appassionato di cose scacchistiche

Gli Scacchi a Frascati nei tempi andati

Villa Lancellotti 1927, oggi ingresso del Parco dell'Ombrellino

(Roberto Cassano)
Negli anni passati cercando nei mercatini di Roma e dintorni, nelle riviste e nei libri, sono riuscito a trovare alcuni ‘punti di contatto’, in pratica dei curiosi aneddoti, fra il Nobil Giuoco e Frascati, la bella cittadina dei “Castelli Romani”. Li elenco di seguito cronologicamente.


Scacchia Ludus del Vida

Marco Antonio Vida nacque nelle vicinanze di Cremona nell’ultimo ventennio del 1400 da una famiglia della nobiltà cremonese di modeste condizioni economiche ma che gli permise di studiare filosofia e teologia dai canonici regolari lateranensi di San Pietro in Po (CR) dove prese il nome di Marco Gerolamo.

Scrisse in lingua latina opere importanti come la “Cristiade” sulla vita di Cristo, il “De Bombyce”, un curioso poemetto sui bachi da seta, anch’esso, come lo “Schifanoia” (per schivar la noia) di Luca Pacioli, testo scacchistico concepito intorno all’anno 1500 e ritrovato oltre cinque secoli dopo nel 2006 a Gorizia, dedicato alla marchesa di Mantova Isabella d’Este, e lo “Scacchia Ludus”, meglio conosciuto come “Scaccheide”, un poemetto finalizzato alla spiegazione e all’insegnamento del gioco degli Scacchi, iniziato verso il 1507 e terminato intorno al 1513 dopo che il Vida si trasferì a Roma.

Marco Gerolamo Vida, frontespizio Scacchia Ludus in una traduzione in lingua italiana del 1774

Il Vida in che modo ha descritto del gioco degli Scacchi?

Con una graziosa parodia mitologica e lo ha fatto descrivendo una partita a Scacchi, fra Apollo e Mercurio ed arbitrata da Giove, giocata in occasione del banchetto nuziale di Oceano con la Terra ed alla presenza di tutti gli dei dell’Olimpo, che viene vinta dopo molte peripezie da Mercurio, il dio più astuto, con un finale di Re e Donna contro Re che termina con lo Scacco Matto.

La fortuna del Vida e del successo del suo poema scacchistico, furono principalmente l’ambiente colto che trovò a Roma e che Papa Leone X (Giovanni di Lorenzo de’ Medici, Firenze, 11 dicembre 1475 – Roma, 1º dicembre 1521), aveva già un grande interesse per il gioco degli Scacchi, il quale avuto notizia del manoscritto volle leggerlo e quella buona lettura lo portò a richiedere al Vida un intero poema sulla vita di Cristo, la Cristiade e nel 1519, per facilitargli il lavoro, lo nominò priore di San Silvestro in Monte Corno, nelle vicinanze di Frascati, nel territorio di Monte Compatri.

Alcuni studiosi del Vida scrissero che si dedicò interamente al lavoro affidatogli, “in mezzo al verde silenzio del Monte Compatri, tre le fresche selve percorse da Cicerone e rese sacre da S. Silvestro[1]… e in quell’ “… ameno ritiro in Frascati, e via via quelle elargizioni ed onori che n’ebbe. … in Monte Corno, vicino a Frascati, che poscia il Papa gli conferì titolarmente [2] e nel 1535, sotto il papato di Clemente VII (Giulio de’ Medici), venne pubblicata la Cristiade assicurandosi ulteriore benevolenza del pontefice e di tutta la curia romana. Anche alla popolarità di questo poemetto va il grande merito se il gioco degli Scacchi venne conosciuto ed apprezzato dagli uomini di cultura dei secoli XVI e XVII, ma al gioco degli Scacchi va il grande merito di aver convinto Leone X a commissionargli la Cristiade.

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I nobili Caetani e gli Scacchi

Onorato Caetani (Roma, 18 gennaio 1842 – Roma, 2 settembre 1917)

In riferimento al gioco degli Scacchi per la nobile famiglia dei Caetani non si può che iniziare da Onorato Caetani (Roma, 18 gennaio 1842 – Roma, 2 settembre 1917), mecenate del romano Serafino Dubois, il più forte giocatore italiano dell’Ottocento; ma per l’interesse specifico odierno dobbiamo citare suo padre Michelangelo (Roma, 20 marzo 1804 – 12 dicembre 1882), 13º duca di Sermoneta e 3º principe di Teano, politico e letterato, grande studioso della Divina Commedia.

Gioacchino Altobelli, “Assalto alla breccia e alle barricate di Porta Pia”, 20 settembre 1870

Michelangelo Caetani che, due giorni dopo la breccia di Porta Pia e la presa di Roma del 20 settembre 1870, presiedette la Giunta provvisoria per gestire la fase amministrativa della città per il passaggio dallo Stato pontificio alla nuova capitale del Regno d’Italia!

Margherita fu la sua seconda moglie: “La seconda Duchessa di Sermoneta, Margherita Knight, flebile personcina, appassionata giuocatrice di scacchi, che pareva, dando il braccio all’alta persona del Duca, una cannuccia che sosteneva una quercia faceva egregiamente gli onori del suo thè, discutendo in senso liberale le questioni del giorno e parlando inglese cogli inglesi, un cattivo italiano cogli italiani”. [3]

Probabilmente una sorellastra di quel Charles Allanson Knight (1814-1879), conosciuto proprio a Frascati da Serafino Dubois, e fratello di quel Frederick Knight (9 May 1812 – 3 May 1897), deputato del Parlamento inglese, “all’epoca ospite assiduo dei circoli romani, soprattutto l’estate quando veniva a passare qualche settimana in seno alla sua famiglia da vari anni stabilita a Roma, contro il quale Dubois prevalse di misura”. [4]

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I nobili Torlonia e gli Scacchi

Leopoldo Torlonia  (Roma, 25 luglio 1853 – Frascati, 23 ottobre 1918)

Nella nobile famiglia Torlonia più d’uno ha avuto a che fare con il gioco degli Scacchi.

Molto noto nella società romana fu il Duca Leopoldo III (Roma, 25 luglio 1853 – Frascati, 23 ottobre 1918), duca di Poli e di Guadagnolo che, appena laureato, entrò nel consiglio comunale di Roma per diventare prima membro della giunta e poi Sindaco di Roma nel 1887; carica che ricoprì per meno di otto mesi perché venne deposto dal primo ministro Francesco Crispi per essersi congratulato, a nome della città, con il cardinale vicario Lucido Maria Parocchi per il giubileo sacerdotale, il cinquantesimo anno di sacerdozio, di papa Leone XIII.

Di Leopoldo Torlonia se ne parla nella rubrica NOTIZIE del fascicolo del Novembre 1901 della Rivista Scacchistica Italiana, alla pagina 310:

Settembre 1901: per iniziativa del Cav. Raffaele MENCHETTI e sotto la Presidenza dell’Onorevole Duca D. Leopoldo di Torlonia ebbe luogo a Frascati un Torneo scacchistico a categoria fra giovani dilettanti con 5 premi. Vinsero: 1° Paris Raffaele, 2° BINI Eugenio, 3° BELLOTTI Antonio, 4° CALDANI Pietro, 5° CALDANI Biagio. Una menzione onorevole ebbe il Sig. SALVAGGI Pio. La premiazione ebbe luogo al caffè Lippi dove intervennero circa 40 persone, e i premi furono distribuiti dallo stesso Duca TORLONIA. Il Torneo fu diretto dal noto maestro Leopoldo BELLOTTI; le partite giuocate furono in tutto 132.”. Morì a Frascati.

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Leopoldo Bellotti, un Maestro romano dell’Ottocento

Leopoldo Bellotti, Rivista Scacchistica Italiana 1909, p.85

Leopoldo Bellotti (1830 circa – Roma 1909), Maestro elementare, figlio di Michele e Giacinta Cernitori che avevano la casa a Roma in Via Monte Giordano ed ebbero otto figli, fu uno dei più forti giocatori nella Roma dell’Ottocento; fece la sua prima apparizione all’Accademia Romana degli Scacchi intorno al 1850 quando aveva circa venti anni imparando il gioco dal Filiberti, un buon ‘giocatore da caffè’ (così venivano chiamati i giocatori di scacchi, dilettanti del tempo, perché all’interno di quei locali si poteva giocare a scacchi, al biliardo e ai giochi di carte, così come a Parigi e a Londra).

La sua carriera di giocatore fu molto lunga, citiamo un solo grandissimo risultato: all’inizio del 1862 al Caffè di Monte Citorio, all’epoca in Via Aquiro in Roma, giocando con le regole italiane sconfisse per 3 a 1 il francese Arnous De Rivière [5]: “risultato veramente splendido quando si pensi che questi era allora nella pienezza della sua forza” tanto più che De Rivière, fondatore della rivista La Régence, pilastro del Café de la Régence e campione di Francia per circa vent’anni.

Cartolina postale di Leopoldo Bellotti spedita da Frascati il 18 Settembre 1897

Alcuni anni fa, in un mercatino domenicale di cose vecchie a Frascati, ho trovato una sua cartolina postale (dal costo di 15 Centesimi) spedita il 18 Settembre 1897 ed indirizzata in un paese del frusinate, senza alcuna indicazione della via e della provincia, al Sig. Conte Antonio Negroni di Monte S. Giovanni Campano.

Vi sono state scritte queste poche parole:

Preg.mo S. Conte,
Frascati 18 Settembre 1897
Non avendo ricevuto riscontro sopra una
mia lettera del mese p.p. bramerei
sapere se l’abbia ricevuta, e perciò
le spedisco la risposta con l’indirizzo.
Tanti saluti e mi creda
S. D. S.
Leopoldo Bellotti

In seguito, evidentemente dopo una mancata riconsegna a mano, fu aggiunta a lapis (matita) come risposta questa annotazione per un successivo inserimento nella buca delle lettere di una quarta persona:

Antonio mi ha dato
questo biglietto affinché
si andasse dal Bellotti
Saluti Nicola (?)

Forse Leopoldo, Antonio, Nicola (?) ed un altro scacchista, si incontravano per giocare una partita in consultazione (due contro due).

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Antonio Sacconi (1895 – 1968), il conte scacchista

Antonio Sacconi (Roma 5 ottobre 1895 – 22 dicembre 1968)

Il successore di Augusto Guglielmetti, di gran lunga uno dei migliori dirigenti dell’Accademia Scacchistica Romana, fu Antonio Sacconi, conte, ingegnere. Un fanatico della Difesa Francese, problemista e studista.

Horace Ransom Bigelow, Campione di scacchi della Oxford University, raccontò il seguente aneddoto: “Ho imparato le mosse da una governante svizzera a Lucerna, in Svizzera, all’età di dieci anni. Per diversi anni non ho nemmeno guardato una scacchiera. Poi ho incontrato un ragazzo un po’ più grande di me, nel Collegio (gesuita, N.d.R.) Mondragone, a Frascati, a pochi chilometri da Roma. Abbiamo giocato insieme occasionalmente nell’anno che ho trascorso lì. La sua abilità superiore ha risvegliato da parte mia il naturale desiderio di superarlo. In seguito divenne uno dei giocatori più forti d’Italia e un membro della loro squadra nei tornei internazionali. Si chiama Conte Antonio Sacconi.

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Bibliografia

[1] PALETTO L., Marco Girolamo Vida, Alba 1961 p.14
[2] LANCETTI V., Della vita e degli scritti di Marco Girolamo Vida Cremonese, 1831
[3] CAETANI Enrichetta, Il Salone di casa Caetani in Alcuni ricordi di Michelangelo Caetani, duca di Sermoneta: raccolti dalla vedova e pubblicati pel suo centenario, Firenze: S. Landi, 1904
[4] ZAVATARELLI F., Dubois, Quarant’anni di vita scacchistica, Messaggerie Scacchistiche, Brescia 2017
[5] Jules Arnous de Rivière (Nantes, 4 maggio 1830 – Parigi, 11 settembre 1905)

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