I nobili Torlonia e gli scacchi

(Roberto C.)
C’è più d’uno nella nobile famiglia Torlonia che ha avuto a che fare con il gioco degli scacchi.

[nella immagine di apertura, Eleonora Monroy di Pandolfina e Leopoldo Torlonia]

Molto noto nella società romana fu il Duca Leopoldo [1] (Roma, 25 luglio 1853 – Frascati, 23 ottobre 1918) che, appena laureato, entrò nel consiglio comunale di Roma per diventare prima membro della giunta e poi Sindaco di Roma nel 1887; carica che ricoprì per meno di otto mesi perché venne deposto dal primo ministro Francesco Crispi per essersi congratulato, a nome della città, con il cardinale vicario Lucido Maria Parocchi per il giubileo sacerdotale, il cinquantesimo anno di sacerdozio, di papa Leone XIII.

Le cronache del tempo [2] ci dicono che nel 1885, a presidente dell’Accademia Romana degli Scacchi, fu eletto il Cav. Vansittart che declinò la carica a favore del Cav. Venuti che, trasferitosi a Venezia, a sua volta la cedette al Comm. Cesare Berneri; con questi iniziò per l’Accademia un nuovo periodo di intense attività e di accresciuto splendore, essendo tra i suoi soci il Ministro Magliani, la contessa Gravina e, appunto, il duca di Torlonia. Il Bernieri, per l’organizzazione del Quinto Torneo Scacchistico Nazionale di Roma del 1885 [3], formò le due sotto-Commissioni tecnica e finanziaria: la prima con ‘sigg. generale Seismit Doda, cav. Forlico, prof. Dubois, cav. Guasco, ing. Giobbe’, la seconda ‘dal duca Torlonia, insieme all’ammiraglio De Saint Bon (Pacoret), cav. Tonetti, cav. Arbib e l’ing. Giobbe’, che era presente in entrambe. Un ruolo particolarmente importante l’ebbe proprio il Magliani che “col piacere di recare lustro al paese con la diffusione di un passatempo che si allinea nel campo della scienza”, accolse l’idea della Commissione di ‘invocare a beneficio del Torneo assistenza sovrana e quella del Municipio locale’, in pratica di richiedere aiuti economici direttamente a Sua Maestà il Re Umberto I che al Municipio di Roma. Positive entrambe le lettere di risposta:


COMUNE DI ROMA
SEGRETERIA GENERALE
V TORNEO NAZIONALE DI SCACCHI
Roma, 15 Febbraio 1886

Stando a cuore di questa Giunta Municipale ogni lodevole manifestazione di studio e volendosi incoraggiare cotesto scientifico e nobilissimo esercizio degli Scacchi sono lieto di poterle partecipare che la domanda avanzata dalla S. V. Onor.le a nome dell’Accademia Romana Scacchistica è stata accolta col massimo favore dall’Amministrazione la quale ha deliberato di concorrere alle spese del V Torneo nazionale annunciato pel 15 venturo Marzo — con la somma di L. Mille che sarà posta a disposizione di cotesta Presidenza.


MINISTERO DELLA CASA DI S.M.
CONCESSIONE DI PREMIO PER LE GARE DEL 5° TORNEO SCACCHISTICO in Roma
Roma, 20 Febbraio 1886

Mi è assai gradito ufficio di portare a conoscenza di V. S, III.ma che l’Augusto Sovrano apprezzando quanto giovino ad acuire gli ingegni questi scientifici esercizi, e volendo favorire le solenni Gare indette in Roma al V Torneo Nazionale Scacchistico pel prossimo mese, ebbe a concedere la somma di Lire Milleduecento equivalente al primo premio.


E così il Comm. Bernieri Cesare, presidente dell’Accademia Romana degli Scacchi dal 1885 al 1890, ricevette quale sovvenzione la cospicua somma di L. 1000 dal Municipio di Roma e una elargizione da S. M. il Re d’Italia di L. 1200 da assegnare al primo premio, oltre ad altre sovvenzioni di minor importo dal Ministero dell’Interno e da quello della Pubblica Istruzione, l’elargizione di S. E. Ismail Pascià e la somma derivante da ben 422 Azioni esitate a L 5 ciascuna.

Sempre di Leopoldo se ne parla nella rubrica NOTIZIE del fascicolo del Novembre 1901 della Rivista Scacchistica Italiana, a pagina 310:

Settembre 1901: per iniziativa del Cav. Raffaele MENCHETTI e sotto la Presidenza dell’Onorevole Duca D. Leopoldo di Torlonia ebbe luogo a Frascati un Torneo scacchistico a categoria fra giovani dilettanti con 5 premi. Vinsero: 1° Paris Raffaele, 2° BINI Eugenio, 3° BELLOTTI Antonio, 4° CALDANI Pietro, 5° CALDANI Biagio. Una menzione onorevole ebbe il Sig. SALVAGGI Pio. La premiazione ebbe luogo al caffè Lippi dove intervennero circa 40 persone, e i premi furono distribuiti dallo stesso Duca TORLONIA. Il Torneo fu diretto dal noto maestro Leopoldo BELLOTTI; le partite giuocate furono in tutto 132.” Morì a Frascati.

Giovanni Torlonia                               Logo da Facebook

Un altro, anche lui molto noto, è Giovanni [4] (Roma, 10 ottobre 1873 – Roma, 8 aprile 1938) da non confondere col nonno omonimo. E’ stato un politico imprenditore italiano; deputato per il collegio di Avezzano per tre legislature consecutive, a partire dal 1904, fu nominato senatore del Regno d’Italia nel 1920 e ministro nel 1937. Ricoprì anche la carica di presidente del Nuovo Circolo degli Scacchi dal 1918 al 1938 che, nonostante il nome, aveva poco a che fare col Nobil Giuoco. Ha come stemma una scacchiera dalle caselle d’argento e di verde circondata da una cintura ben chiusa sulla sua fibbia e l’anno 1872 (logo tratto da Facebook). Non è da escludere vi si giocasse a scacchi ma i loro interessi erano altri: nacque come ritrovo dei nobili fedeli al pontefice Pio IX in conseguenza della grande frattura tra Stato e Chiesa creatasi dopo la ‘Breccia di Porta Pia’ del 20 Settembre 1870 (per approfondimenti); oggi è un club per gentiluomini dell’aristocrazia romana e non solo che dall’ottobre 1990 ha sede a Palazzo Rondinini in Via del Corso 518 a Roma ( http://www.circolodegliscacchi.it/ ). Da presidente di questo antico sodalizio firmò questa comunicazione datata 15 Marzo 1923:

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Roma – Collezione privata

Si ringrazia un collezionista romano per la gentilezza dimostrata nell’inviarci la fotografia della lettera con la firma in originale del Duca Giovanni Torlonia. Giovanni morì celibe a Roma l’8 aprile 1938; il suo funerale fu celebrato il 13 aprile a Roma in forma solenne (qui sotto il breve video di 40 secondi dell’Archivio storico Luce).

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Alessandro Raffaele Torlonia

E su Alessandro Raffaele [5] (Roma, 1 gennaio 1800 – Roma, 7 febbraio 1886) c’è l’aneddoto del 1884 descritto da Serafino Dubois che, sponsorizzato dal duca di Sermoneta Don Onorato Caetani, venne introdotto nella casa degli Orsini per dare delle lezioni alla principessa ‘che si dilettava del giuoco’ e di quando ‘una sera proprio mentre si giuocava comparve l’arciricchissimo [6] Don Alessandro Torlonia, il fratello della principessa, che vedendo sopra un magnifico tavoliere dei pezzi di legno osservò che non erano adatti alla bellezza della scacchiera ed aggiunse che avrebbe donato volentieri alla sorella un suo giuoco di scacchi d’avorio ed ebano di una forma bellissima se non fosse che alcuni pezzi mancavano ed altri erano rotti; poi chiese al Caetani se conosceva qualche tornitore in grado di riprodurli’ [7] ottenendone la conferma di uno abilissimo. Per ora con questa famiglia ci fermiamo qui. Noblesse oblige.


[1] Leopoldo Torlonia, III duca di Poli e di Guadagnolo.
[2] Salvioli Carlo, Il Quinto Torneo Scacchistico Nazionale di Roma, Venezia, 1887.
[3] Il Torneo, svoltosi nel 1886 fu vinto da Fermo Zannoni, già vincitore del Terzo Torneo Nazionale (Venezia, 1883).
[4] Giovanni Torlonia, III Principe del Fucino.
[5] Alessandro Raffaele Torlonia, ricordato per aver trascorso gran parte della sua vita ad Avezzano, in Abruzzo, e anche perché bonificò il territorio della Marsica prosciugando il Fucino, attuando l’idea dell’imperatore Claudio del 41 d.C.
[6] La famiglia Torlonia, mercanti di tessuti in piazza di Spagna a Roma, forti delle relazioni sociali create dall’attività commerciale, avevano fondato anche una piccola banca; nel lessico popolare romano il nome Torlonia divenne sinonimo di ricchezza smisurata e “imbarazzante”.
[7] Zavatarelli Fabrizio (a cura di), SERAFINO DUBOIS – Quarant’anni di scacchi da campione – L’autobiografia, La corrispondenza, Le partite, Messaggerie Scacchistiche, Brescia, 2017

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