L’incredibile aprile di Ivanchuk
Ivanchuk a Reykjavik 2025 (Þorsteinn Magnússon)
(Uberto Delprato)
Dovremo cominciare ad occuparci più da vicino di questo Vasyl Ivanchuk, un giovanotto in rapida crescita. A 56 anni appena compiuti, “Chucky” si è regalato un mese assolutamente incredibile: in 3 tornei Open giocati uno dopo l’altro ha ottenuto 18 vittorie e 9 patte, rimamendo imbattuto per 27 partite, arrivando 2° a Reykjavik dietro Maghsoodloo, 3° ad Alicante dietro Murzin e Lu Shanglei per spareggio tecnico e vincendo da solo a Minorca davanti a Lu Shanglei e Karthikeyan, staccando, tra gli altri, Sarin e Shankland. Con i 40 punti Elo guadagnati, Ivanchuk è anche rientrato tra i primo 100 al mondo. Semplicimente magnifico!
Ivanchuk è uno dei giocatori più amati di tutto il circuito: sempre disponibile ad analizzare, a sperimentare, a concedere molta della sua sapienza scacchistica in lectio magistralis quasi sempre organizzate nei tornei a cui partecipa. La sua passione e i suoi atteggiamenti quasi fanciulleschi nella loro disarmante trasparenza conquistano semplicemente tutti, e quando i risultati arrivano tutti gli appassionati sorridono con lui.

Sto esagerando? Forse un po’, ma davvero “Chucky” incarna il piacere di giocare come pochi altri. Le sue stranezze sono oggetto di molti racconti, come quella volta che a Linares scese a colazione e si sedette dove Kasparov era uso fare colazione assieme alla madre. Quando Garry arrivò si rischiò una furibonda litigata, ma fu proprio Klara Kasparov a rabbonire il figlio e concedere ad Ivanchuk qualche minuto a quel tavolo “per assorbire l’energia che Kasparov aveva lasciato a quel tavolo nei giorni precedenti“, come l’ucraino aveva chiesto di poter fare.
Il suo sguardo perso apparentemente nel vuoto, lasciando che la mente si inerpichi per sentieri che solo lui vede, è un’immagine a cui siamo ormai abituati, ma all’inizio della carriera si diceva che in quei monenti lui stesse nel “pianeta Chucky“, dove spesso trovava piani e combinazion in grado di battere chiunque, Kasparov incluso.
E quando, a marzo del 2005, Garry annunciò il suo ritiro dagli scacchi agonistici dopo il torneo di Linares, Ivanchuk disse di non riuscire proprio a capire perché si ritirasse: se era per noia, sarebbe bastato cambiare apertura e cominciare a giocare la Francese, disse, tanto era lontana da lui l’idea che Kasparov avesse deciso di fare altro della sua vita dopo aver vinto tutto negli scacchi.

Potrei aggiungere qui decine di episodi e aneddoti sul personaggio, ma torniamo al presente. Con l’inevitabile declino dovuto all’età, Ivanchuk non ha di certo smesso di giocare ed è un partecipante fisso di molti tornei Open in giro per l’Europa. Si tratta di tornei dove non sempre (o, meglio, quasi mai) giocano i migliori del mondo, ma dove si affrontano sempre molti Grandi Maestri e occasionalmente qualche Super-GM.
Questo aprile del 2025 si chiude con una striscia impressionante di vittorie per Vasyl, come ho anticipato all’inizio di questo post. Non crediate che siano state 27 partite facili: 12 GM e 9 IM, includendo nomi importanti come Maghsoodloo e Sarin, oltre a giovani talenti come Faustino Oro.

Questa l’ultima partita del torneo di Minorca, che gli ha fatto vincere il torneo da solo. Il suo avversario, il diciannovenne Pranesh Munirethinam, è uno dei tanti e temibili GM indiani. Ivanchuk sembra giocare con leggerezza e visione, trasformando un’apertura inusuale in un mediogioco pari e poi, con un ispirato sacrificio di qualità, in un finale vinto.

Cosa dire? E’ un vero piacere tornare a vedere Ivanchuk vincere mostrando sprazzi della sua classe. Da suo grande tifoso da sempre, ho avuto poche occasioni di scrivere di lui nei 10 anni del blog e, a memoria, credo di aver commentato estesamente solo una sua partita nel post “Il piano inclinato“. Decisamente troppo poco e dovremo trovare il modo di “metterci una pezza”.
Nel frattempo, bentornato “Chucky”!