Indagine su un set di pezzi Staunton
(Uberto Delprato)
Il fascino dei set di scacchi è innegabile e costante nei decenni. Più volte abbiamo parlato in questo blog di set storici e artistici, in particolare per le attività del gruppo Chess Collectors International, per la serie degli scacchi “Italia” e per il libro “Antichi scacchi italiani” di Massimiliano De Angelis. Oggi però vi parlo di una mia personale esperienza: la ricerca della data di produzione di un set di scacchi Staunton di proprietà del mio amico inglese Simon.
Lo spunto è semplice ma la mia personale “indagine” è diventata via via più appassionante e, novello Sherlock Holmes, mi ha fatto scoprire, grazie al prezioso supporto del mio personale “dr. Watson” Roberto Cassano, dettagli e fatti storici di un mondo di grande interesse culturale.
Antefatto
“Sai che ho ereditato da mio nonno un set di scacchi che deve essere molto vecchio?“, mi dice con nonchalance Simon durante una piacevole passeggiata ad Hastings. “Ma vecchio quanto, secondo te?” “Non saprei, ma almeno un secolo! Quando rientriamo a casa te lo mostro“.
Una conversazione senza particolari pretese ma che, poche ore dopo, mi ha trasportato indietro nel tempo. Il set di cui parla Simon ha veramente un aspetto “antico” e l’etichetta sulla scatola promette molte cose interessanti.
La scena dell’indagine

I pezzi sono tenuti benissimo e non hanno il classico peso alla base, ma si bilanciano perfettamente con il peso naturale del legno. Sono chiaramente di ottima manifattura, a metà tra il prodotto di serie e un prodotto artigianale, perché i Cavalli, i pezzi più complicati da produrre, non sono perfettamente uguali tra loro.
Per di più, una scritta poco chiara incisa sulla base dei due Re e un simbolo che assomiglia ad una corona rossa sulla sommità di un Cavallo per colore conquistano definitivamente la mia curiosità. Contatto subito Roberto per avere come prima cosa la conferma che sia un set di interesse e non un prodotto da bancarella che solo un ignorante in fatto di collezioni come me può ritenere tale e che, forse, ad essere fortunati, potrebbe trovarsi in un mercatino di cose vecchie di Londra poichè proprio lì ne furono prodotti in grande quantità.
Gli strumenti per l’indagine
La risposta di Roberto non fa altro che accrescere la mia curiosità: “E’ sicuramente un set ‘Jaques Staunton’. Per capire il periodo, mandami una foto dei Cavalli, in modo da vederne la dentatura“. La dentatura? “Ma stiamo scherzando?” penso mentre scatto le foto e le mando a Roberto. L’etichetta sulla scatola e le foto che ho mandato a Roberto gli fanno supporre un set a cavallo tra fine 1800 e inizio 1900 (!) e mi consiglia di recuperare e studiare il libretto di Alan Fersht “JAQUES STAUNTON, CHESS SETS 1849-1939 – A Collectors Guide”.

A questo punto sono “in caccia” e decido di buttarmi in questa indagine che per me (e per Simon) ha il piacere della scoperta. Non saprei da che parte cominciare per capire il periodo di produzione, ma per fortuna Alan Fersht, di cui ho rapidamente recuperato il libro (potete trovare un riassunto con immagini in questa pagina), è chiarissimo e propone una serie di verifiche sui pezzi, sull’etichetta e sulla scatola, che promette un lavoro ben guidato.
L’indagine
A questo punto, ho cominciato a esaminare i vari elementi identificati da Fersht come utili per la datazione dei pezzi. Andiamo con ordine.

Etichetta:
Sulla scatola si legge “JAQUES & SON, LONDON”, quindi è posteriore al 1860 (fino a quella data il nome della soietà non includeva il figlio) e anteriore al 1900, quando la società divenne una Ltd (con relativa citazione nell’etichetta).
Inoltre, vengono citate le medaglie vinte nel 1862, quindi il range si stringe a 1862-1900.
Fersht scrive anche che “le etichette tra il 1862 e circa il 1880 hanno una cornice di linee intrecciate”, quindi l’etichetta non è di quel periodo.
Infine, l’etichetta riporta la scritta “Chessmen” e non “Chess-men” come fino al 1880.
Conclusione: l’etichetta suggerisce una produzione nel periodo tra il 1880 e il 1900.

Scatola:
Le scatole di mogano avevano coperchi incernierati, ma fin da metà dell’800 furono vendute anche scatole col coperchio a scorrimento (come quella di Simon) per i pezzi senza pesi e in bosso ed ebano (come quelli di Simon). L’etichetta era sul coperchio a scorrimento (come nel nostro caso).
All’inizio del XX secolo fu inserita una divisione tra i pezzi bianchi e i pezzi neri. Non è questo il caso, quindi secondo Fersht la scatola è di produzione anteriore al 1900.

La scatola è rivestita internamente di un panno di colore rosso, cosa che indica la produzione più antica, perché le scatole del XX secolo avevano invece un rivestimento di panno verde.
Tutto ciò porta a identificare una produzione della scatola prima del 1900, senza un’indicazione precisa sulla decade.
Re:
Entrambi i re (alti 3,5 pollici) recano sulla base una stampigliatura in rosso che inizialmente non sono riuscito ad interpretare. Con l’aiuto del libro sono poi riuscito a riconoscere la scritta “JAQUES LONDON”, cosa che li fa collocare dopo il 1885, perché prima di quella data era incisa la dicitura “J.JAQUES LONDON” e fino al 1885 l’incisione era eseguita solo sul Re bianco.
Cavalli:
Come anticipato da Roberto, il Cavallo è il pezzo più caratteristico di queste serie di pezzi ed ha una lunga storia di modifiche, dovute anche alla difficoltà di realizzazione. L’ispirazione per le prime teste sono stati i cosiddetti “marmi di Elgin”, ovvero i marmi del Partenone che all’inizio del 1800 furono portati via da Atene e trasportati nel British Museum, dove sono tutt’ora. Una storia particolare, che arricchisce il fascino di questi pezzi.

Frank A. Camaratta Jr. classificò 17 diversi modelli di Cavallo nelle serie Staunton, diverse sia per forma che per tecnica realizzativa: dagli inizi in cui erano tutto realizzati a mano con grande variabilità tra i pezzi prodotti anche negli stessi anni, dal 1885 in poi furono adottati accorgimenti sulla qualità, con conseguente maggior costanza su forma e rifiniture dei pezzi prodotti.
Controllando sul libri di Fersht il profilo e la forma dei pezzi, la serie che assomiglia di più a quella di Simon è la “Hartston”, datata 1890-1900.

Alfieri:
La forma del pomello sulla cima del pezzo e del taglio della mitria è cambiata nel tempo, con alcuni piccoli dettagli che ne consentono la datazione. Negli anni, il pomello è diventato più grande e regolare, ed il taglio più sottile: verificando con la serie storica fotografata nel libro di Fersht, anche l’Alfiere appartiene al periodo 1890-1900.

Torri:
Le Torri sono rimaste molto simili nel tempo e le maggiori distinzioni si notano nella merlatura della sommità. Inizialmente bassi e irregolari, i merli sono poi diventati sempre più profondi ed equamente distanziati. A giudicare dalle foto del libro, quella che si avvicina di più è quella datata 1885, ma essendo il successivo pezzo fotografato del 1935 (e diverso da quello del set di Simon), c’è ampio margine per una datazione in una decade successiva.
Stampigliature sulla sommità di Torre e Cavallo del lato di Re:
Una caratteristica dei pezzi Jaques Staunton è stata sempre la stampigliatura di una piccola corona rossa sulla sommità di una coppia di Torri e di Cavalli sia bianchi che neri (quindi in totale 4 pezzi). Questi pezzi ad inizio partita andavano messi dal lato di Re.
La forma, il colore e il posizionamento non sono mai cambiati per i pezzi in legno quindi la loro presenza non aiuta la datazione.
Donne:
La forma della Donna è variata in disegno della corona laterale e “bombatura” della sommità, ma le foto mostrate nel libro di Fersht passano dal 1855 al 1925 e non mi è stato possibile trovare una corrispondenza precisa.

Nessun aiuto per l’indagine.
Pedoni:
I pedoni sono cambiati di forma dalle prime serie, principalmente per renderli più robusti ed evitare la loro “decapitazione” a causa di un collegamento troppo delicato tra sommità sferica e collare del corpo. Ho notato che tra fine ‘800 e primi ‘900 è cambiata anche la forma della base, che è diventata di diametro inferiore e altezza maggiore.

Tra quelli riportati nel libro, ci sono similitudini tra il set di Simon quelli dei periodi 1880-1885 e 1885-1890. Si può comunque concludere che il periodo di produzione è certamente 1880-1890.
Set completo:
Dal raffronto tra il set completo di Simon e quelli mostrati nel libro di Fersht, il set che più si avvicina per proporzione e profilo dei pezzi è quello identificato come “1890-1900 3,5” boxwood in mahogany box, Jaques and Son London”, denominato Hartston.

Il verdetto
In conclusione, tutti gli indizi raccolti durante l’indagine, appassionante e divertente, mi hanno portato a dire a Simon che è l’orgoglioso proprietario di un set originale JAQUES STAUNTON, serie “Hartston”, fabbricato nel periodo tra il 1890 e il 1900.

Pur senza essere un collezionista (e, anzi, mi scuso con i veri collezionisti se ho usato termini talvolta impropri), devo dire che questo tipo di ricerca è stata a momenti entusiasmante: lo studio del libro, la ricerca dei dettagli e l’identificazione di ciò che suggerisce un particolare “indizio” sono stati estremamente piacevoli. Che infinita miniera di piacere che sono gli scacchi!




Sono perfettamente d’accordo con la tua finale esclamazione!