Uno Scacchista

Annotazioni, Spigolature, Punti di vista e altro da un appassionato di cose scacchistiche

Ströbeck, un luogo da scoprire

(Massimo Cecchini)
Ci sono molti luoghi abbinati agli scacchi, come ad esempio Marostica, dove ogni due anni, a settembre, si svolge la famosa partita a scacchi vivente, oppure Hastings in Inghilterra, dove nel periodo di capodanno si tiene dal 1920 un importante torneo, o l’olandese Wijk aan Zee, sede di uno dei più longevi tornei internazionali, o altri ancora.

Ma forse non avrete mai sentito nominare Ströbeck, un piccolo villaggio tedesco, che fa parte della città di Halberstadt, a circa 8 km a ovest del centro città, nel distretto dei monti Harz, nello stato federale della Sassonia-Anhalt.

Ciò che rende questo villaggio un po’ particolare, un po’ diverso da qualsiasi altro posto al mondo, è la sua antica e profonda tradizione scacchistica. A Ströbeck, è normale vedere il mondo in bianco e nero. Tutto in questo villaggio è dedicato al nobile gioco: l’insegna è una scacchiera, raffigurata nello stemma del paese. La scacchiera simbolica è quasi onnipresente nel piccolo villaggio: le case e molti degli edifici più importanti ne esibiscono il simbolo, persino la piazza del paese, la Platz zum Schachspiel, è dominata da una grande scacchiera lastricata al centro e c’è pure una torre che, secondo la leggenda, ha avuto un ruolo importante nella storia di Ströbeck ed è ancora oggi una delle attrazioni del villaggio. Questa tradizione non è solo uno spettacolo, ma piuttosto uno stile di vita per gli abitanti del villaggio.

Lo stemma e la piazza del villaggio (link alla fonte)

Le notizie raccolte in rete fanno risalire la prima menzione storica di questo villaggio al 995, quando il re Ottone III di Germania concesse la tenuta di Strebechi alla sorella, la badessa Adelaide di Quedlinburg. Nel 1004, il successore di Ottone III, il re Enrico II di Baviera, la cedette all’abbazia di Drübeck; poi nel 1268 divenne proprietà del vescovado di Halberstadt, in seguito detenuto dalla casata di Regenstein e, dal 1343 dai conti di Wernigerode.

Secondo la leggenda locale, citata in un volumetto pubblicato dall’insegnante Karl Elis nel 1843 (in italiano, “Brevi resoconti storici di Ströbeck“), gli scacchi arrivarono a Ströbeck nel 1011, solo poco tempo dopo che il gioco giunse in Europa dall’India e dalla Persia. Si narra, infatti, che in quell’anno il vescovo Arnolfo di Halberstadt avesse ordinato la cattura del conte Gunzelin di Kuckenburg, margravio di Meissen, che venne imprigionato nella Wartturm, una antica torre di pietra a tre piani costruita a Ströbeck a forma di granaio (oggi chiamata Torre degli Scacchi), e avesse imposto ai contadini locali di sorvegliarlo. A causa della noia nella sua prigione, Gunzelin, che era un uomo istruito, costruì una rozza scacchiera e intagliò i pezzi degli scacchi, un gioco che era solito fare a corte, chiamato Schach, il gioco aristocratico dell’epoca, e lo insegnò alle sue guardie. Naturalmente si trattava di una versione medievale del gioco, le cui regole differivano da quelle odierne. Gradualmente, tutti gli abitanti del villaggio si appassionarono a questo gioco, in parte perché ammiravano il talentuoso conte, in parte perché il gioco in sé era piuttosto attraente. Dopo essere stato rilasciato nel 1017, il conte Gunzelin ringraziò gli abitanti del villaggio esentandolo di alcune tasse per il gentile trattamento ricevuto durante la prigionia. In cambio gli abitanti del villaggio dovettero promettere di continuare a giocare a scacchi e di trasmetterlo di generazione in generazione. La notizia si diffuse ovunque e presto l’abilità scacchistica del villaggio raggiunse la capitale.

Alcune immagini della Torre (link alle fonti)

A Ströbeck il gioco fu menzionato per la prima volta in un atto del 1515, quando era ormai diventato una tradizione tra la popolazione locale, sebbene a quel tempo gli scacchi fossero praticati solo da nobili e ecclesiastici.

La particolarità di Ströbeck fu descritta anche dal Duca Augusto di Brunswick-Luneburg, alias Gustavo Seleno, nel suo libro “Bucher von Schach und Königs-Spiel”, pubblicato a Lipsia nel 1616 (in italiano è tradotto “Scacchi o il gioco del re“). Il libro è degno di nota come il primo libro di scacchi scritto in tedesco, per il suo commento al Gambetto di Re e per il resoconto di come giocavano a scacchi nel villaggio di Ströbeck. Il manuale di Seleno descrisse per la prima volta una variante degli scacchi di Ströbeck, che si giocava su una scacchiera speciale con 96 caselle, invece delle solite 64 (una scacchiera 12×8), e prevedeva un gruppo aggiuntivo di figure note come “consiglieri”, “vecchi” e “corrieri”. Conosciuti anche come “scacchi dei corrieri”, le regole includevano una mossa speciale nota come “salto di gioia di Ströbeck”, in base alla quale un pedone doveva tornare alla sua posizione iniziale prima di poter essere trasformato in un nuovo pezzo. La variante di Ströbeck è menzionata anche nell’opera di H. J. R. Murray del 1913, “Storia degli Scacchi“.

Il seguente dipinto di Lucas von Leyden del 1520 mostra più chiaramente il Gioco del corriere.

La tradizione narra anche che ogni anno i funzionari dell’Elettorato di Brandeburgo si recavano a Ströbeck per sfidare a scacchi gli abitanti del villaggio per il pagamento delle tasse statali, ma regolarmente soccombevano. Il Grande Elettore Federico Guglielmo di Brandeburgo si stupì che i suoi funzionari perdessero regolarmente e per tale ragione, durante un viaggio, visitò il piccolo villaggio e, amante degli scacchi, sfidò il sindaco del villaggio a una partita a scacchi.

La scacchiera, dono di Federico Guglielmo (link alla fonte)

La cronaca riporta che quell’incontro avvenne il 13 maggio 1651. L’ambizione degli abitanti del villaggio fu stimolata da questa visita reale tanto che si rifiutarono di cedere anche davanti al loro sovrano. La partita si concluse a loro favore. In segno di riconoscenza, il Principe donò loro un prezioso set di scacchi e una scacchiera in avorio, oggi esposta nel museo locale, mentre i pezzi sono andati perduti. Sul bordo della scacchiera si nota un’iscrizione con lo stemma dell’Elettorato di Brandeburgo, intarsiato al centro della cornice, che, tradotta in italiano, recita così: “Con la presente si conferma e si registra per sempre che in questo giorno 13 maggio 1651, Sua Maestà l’Elettore di Brandeburgo e Principe di Halberstadt, Federico Guglielmo, ha, nella sua clemenza, donato questo set di scacchi e corriere al piccolo villaggio di Ströbeck e ha promesso di proteggere il villaggio, a perpetuo ricordo”.

Il Grande Elettore ordinò che ogni anno un emissario venisse inviato al villaggio per giocare una partita nella piazza pubblica con il giocatore più forte del villaggio. Se l’emissario avesse perso la partita, il villaggio sarebbe stato esentato dalle tasse per quell’anno.  Da allora, ogni casa del villaggio ha una scacchiera pronta ad accogliere gli ospiti per giocare.

Risale al 1688 la consuetudine che, durante le cerimonie di incoronazione e le feste, il villaggio organizzi partite di scacchi con personaggi viventi nei giardini del villaggio. I pezzi degli scacchi erano persone che indossavano costumi ispirati ai nomi dei pezzi: il Re indossava una tunica reale, la Regina una corona, i Pedoni erano guerrieri elegantemente vestiti con spade al fianco. Gli scacchi divennero quindi un gioco tradizionale per gli abitanti del villaggio, di generazione in generazione, indipendentemente dall’età o dal sesso. Ancora oggi è un’attrazione per le feste scacchistiche e folkloristiche: ogni anno in primavera (ultimo fine settimana di maggio) si tiene a Ströbeck un festival scacchistico, solitamente accompagnato da una rappresentazione teatrale e da una partita dal vivo. I pezzi sono bambini che, nel corso degli anni, si evolvono da semplici pedoni a pezzi, minori e maggiori, fino a re e regina. Si sono esibiti persino a Lipsia durante le Olimpiadi di Scacchi del 1960.

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Un’altra usanza pittoresca ebbe inizio quando gli Ströbecker inviarono una delegazione al duca Ludovico Rodolfo di Braunschweig, che amava organizzare feste durante le quali i contadini potevano sposarsi. La delegazione avanzò l’insolita richiesta che gli scacchi prendessero parte alle loro festività. Da allora nacque l’usanza, che non si è conservata, che lo sposo dovesse giocare per la sposa, ovvero doveva giocare una partita a scacchi contro un giocatore scelto, solitamente il sindaco del villaggio. In caso di sconfitta, lo sposo doveva versare una multa nella cassa del villaggio. In tempi più recenti, Jens Müller, sindaco del villaggio eletto nel 2010, ha affermato in un’intervista di non aver dovuto giocare una partita a scacchi contro qualcuno desideroso di sposare una donna del posto dal 2011, quando vinse la partita ma lasciò andare lo sposo in cambio di una donazione di 70 euro al club di scacchi !!

Un’altra leggenda tramanda il resoconto di come nacque un’espressione legata alla storia di questo villaggio, “Vadder mit Rat!“: nel 1721, il duca Ludovico Rodolfo di Brunswick e la duchessa mandarono a chiamare il vecchio sindaco del villaggio, Söllig, e suo figlio Valentin, di otto anni, e li invitarono a giocare a scacchi. Il ragazzo osservò attentamente la partita tra i due uomini e, quando suo padre stava per fare una mossa imprudente, gli diede un colpetto sulla spalla e gridò “Vadder mit Rat!” (che nel dialetto locale significa “Padre, stai attento”), come era usanza a Ströbeck, esortandolo a ripensarci. Il sindaco del villaggio riconsiderò la mossa, alla fine ne trovò una migliore e vinse la partita. In seguito, il ragazzo spiegò al duca quali sarebbero state le conseguenze negative della mossa voluta dal padre, dimostrando una profonda conoscenza del gioco. Il ragazzo si guadagnò così il favore del duca, che lo nominò suo protetto e ne finanziò gli studi ecclesiastici, divenendo prima diacono di corte e poi predicatore a Hasselfelde nel 1749.

Vadder mit Rat! (link alla fonte)

Anche l’introduzione degli scacchi come materia scolastica obbligatoria dal 1823 ebbe un impatto positivo sul mantenimento della tradizione.

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Da 200 anni gli scacchi vengono insegnati ininterrottamente come materia scolastica presso la scuola elementare di Ströbeck, che prende il nome di “Dr. Emanuel Lasker” in onore del campione mondiale di scacchi tedesco.

 

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Inoltre, nel 1886 è stato fondato a Ströbeck il primo club scacchistico femminile della Germania.

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Negli ultimi cento anni gli scacchi sono diventati il simbolo dell’identità di Ströbeck: agli inizi del XX secolo, per fronteggiare la grave crisi economica che esplose nell’iperinflazione tedesca dei primi anni Venti, il villaggio emise delle banconote d’emergenza per la circolazione locale (chiamate Notgeld), con motivi scacchistici. Nel museo scacchistico del villaggio (inaugurato nel maggio 1991) si possono osservare alcuni esempi, come una banconota, intitolata “Matto del matto”, che mostra il presidente degli Stati Uniti Woodrow Wilson che dà metaforicamente scacco matto alla Germania con il discorso dei “14 punti” che divenne la base del trattato di Versailles.

I Notgeld di Ströbeck (link alla fonte)

Dopo la seconda guerra mondiale, quando Ströbeck si trovò sul lato orientale del nuovo confine che divideva la Germania, la tradizione scacchistica del villaggio ricevette un ulteriore impulso grazie alla competenza dell’Unione Sovietica. Il successo tangibile, tuttavia, rimase limitato. Alla fine degli anni ’80 il villaggio ottenne il suo primo e, pare, unico trofeo degno di nota quando uno dei suoi residenti vinse il campionato rapid di scacchi della DDR.

Il torneo di scacchi a Ströbeck, Disegno di H.Lüders (link alla fonte)

Con la caduta del Muro di Berlino e con esso del vecchio ordine politico, fu la tradizione scacchistica di Ströbeck a dimostrarsi l’istituzione civica più stabile: alle prime elezioni libere del consiglio comunale dopo la riunificazione, il club scacchistico locale ottenne la maggioranza dei voti, superando il partito cristiano-democratico.

Ancora oggi, anche se la diminuzione della popolazione ha minacciato di porre fine alle sue tradizioni, la storia del villaggio è strettamente legata agli scacchi, e gli scacchi sono ancora presenti nella vita quotidiana del villaggio. Dal 1991, dopo la caduta del comunismo, il villaggio si chiama ufficialmente “Schachdorf (che in tedesco significa “villaggio degli scacchi”) Ströbeck, o Ströbeck, il Villaggio degli Scacchi, e conta poco più di 1.100 abitanti.

Nel 2016, la tradizione scacchistica del villaggio scacchistico di Ströbeck è stata inserita nell’elenco nazionale del patrimonio culturale immateriale dell’UNESCO.

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Molte attività legate agli scacchi sono rimaste invariate. Anche dopo oltre mille anni, il villaggio di Ströbeck è ancora una leggendaria terra promessa per qualsiasi giocatore di scacchi del mondo.

Per concludere, dato che siamo nel periodo estivo, se passate da quelle parti, quest’anno sono in programma, nella settimana di ferragosto, i festeggiamenti per ricordare i 1030 anni dalla prima notizia certa di questo luogo.

Questo il programma (in tedesco  – per la versione in inglese, cliccate qui):


Massimo Cecchini è nato a Vigevano (PV) nel 1966. Dopo il conseguimento della laurea magistrale in Economia, ha ripreso a cimentarsi nei tornei e al termine del 2008 ha conseguito la 1^ categoria nazionale. Istruttore FSI dal 2006, ha insegnato e insegna il gioco alle giovani generazioni. Da sempre appassionato della storia di questo gioco.

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