Leone Tolstoj scacchista – PARTE SECONDA
(Adolivio Capece)
Gli articoli su Leone Tolstoj nelle riviste scacchistiche non sono necessariamente affidabili e per confermare la loro veridicità sono necessari riscontri.
Per esempio in una lettera del 1899 lo stesso Tolstoj scrisse che durante l’assedio di Sebastopoli (1854-55) aveva passato la quasi totalità del tempo a giocare a scacchi, a volte anche con ufficiali dell’esercito nemico.
In particolare aveva giocato (e perso) dozzine di partite con il principe Sergei S. Urusov, che era un ottimo giocatore.
Sulla base di questa lettera cominciò a girare un aneddoto che raccontava che era cosi appassionato che una volta venne punito per aver dimenticato di effettuare il turno di sentinella, in quanto impegnato in una partita.
“Quando Tolstoj era un giovane ufficiale nel Caucaso, fu proposto per la medaglia al valore di San Giorgio; ma proprio la sera precedente la consegna dell’onorificenza, Tolstoj venne sorpreso dal capoposto a giocare a scacchi invece di montare di guardia; fu pertanto messo agli arresti, cosicché il giorno dopo, mentre i suoi compagni venivano decorati, lui si trovava in cella…”
Vero o falso?
A conferma della veridicità dell’episodio ci volle la testimonianza di Aylmer Maude, che lo raccontò sul ‘Times Weekly Edition’ (3 maggio 1907).
Poi Maude in ‘The Life of Tolstoy First Fifty Years’ (primo di due volumi sulla vita del romanziere, Londra, 1908) aggiunse: “In seguito ebbe un’altra possibilità di ottenerla [la Croce di San Giorgio al valore], ma questa volta, assorto a giocare a scacchi fino a tarda notte, omise di presentarsi in servizio e il Comandante della Divisione, notando la sua assenza, annullò l’onorificenza che gli era già stata assegnata.”

Non trovò invece conferma il seguente paragrafo apparso sul British Chess Magazine del maggio 1897: “Si dice che il conte Tolstoj, che ora soggiorna a San Pietroburgo, si dedichi con entusiasmo allo studio degli scacchi. Si dice che lui, sua moglie e i suoi figli giochino come se la loro vita dipendesse dai risultati. I tavoli nelle varie stanze sono contrassegnati come scacchiere, e i cani e gli altri animali domestici prendono il nome dai pezzi degli scacchi.”
Un altro aneddoto che creò dubbi ed equivoci fu pubblicato sul “King, Queen and Knight” di N. Knight e W. Guy (Londra, 1975) affermando che era stato ripreso da Maude che a sua volta lo aveva ricavato da una lettera del gennaio 1899 di Tolstoj a un amico:
“Sapendo che gli piacevano gli scacchi, la contessa Tolstoj chiese a Ivan Turgenev di giocare una partita con il suo figlio maggiore, un ragazzo di 15 anni, dicendo: ‘Ricorderà per tutta la vita di aver giocato con Turgenev!’. Turgenev acconsentì con condiscendenza e iniziò una partita, continuando a parlare con noi. A Parigi giocava spesso a scacchi ed era considerato un buon giocatore. Ma ad un certo punto si trovò in difficoltà, così iniziò a giocare con cautela, e vinse la partita solo a fatica, perché il giovane Tolstoj giocava a scacchi in modo davvero eccellente.”
Il brano, come detto, ha generato un notevole equivoco quando è stato riportato, con il titolo “Gli scacchi di Tolstoj in gioventù” su “King, Queen and Knight”. I compilatori, Knight e Guy, infatti, non si sono resi conto che il testo non era opera di Maude ma era una citazione fatta da ‘una donna non identificata’ e che, soprattutto, il brano non riguardava Leone Tolstoj.
Fu Maude a chiarire che lo scacchista quindicenne a cui si faceva riferimento era Sergius (o Sergei) L. Tolstoj (nato nel 1863), il figlio maggiore di Lev Tolstoj.
In una nota a piè di pagina sulla stessa pagina, Maude ha scritto: “Negli ultimi anni, Sergius L. Tolstoj vinse una partita per corrispondenza contro Chigorin quando quest’ultimo era campione di scacchi russo”.
Dunque non solo Lev Tolstoj giocava a scacchi ma, come abbiamo accennato in precedenza, anche alcuni dei suoi figli ci giocavano.
Così, visto che non sembra proprio che Leone abbia mai fatto partite per corrispondenza, è forse possibile affermare che siano state giocate dal figlio Sergei L. Tolstoj due partite che si trovano nei database:
Lebedev contro L. Tolstoj (corrispondenza, Russia, 1900, partita iniziata con 1.d4 d5 2.c4 dxc4 3.Cf3 Cf6 4.e3 Ag4 5.Axc4 e6 e vinta dal Nero alla mossa 39) e L. Tolstoj contro A. Romashkevich (corrispondenza, Russia, 1901, partita iniziata con 1.e4 e5 2.Cf3 Cc6 3.c3 d5 4.Da4 f6 5.Ab5 Cge7 vinta dal Bianco alla mossa 60).
Le partite di Tolstoj? Un vero caos!
E proprio a proposito delle partite, il celebre storico Edward Winter ha affermato: “Chiunque faccia una ricerca delle partite di Lev Tolstoj si ritrova nel caos.”
Per esempio il primo caso di una partita di Tolstoj sembra essere quella pubblicata in un articolo del “Rigaer Tageblatt”, successivamente riprodotto sul “Deutsche Schachzeitung” del maggio 1907 e in un articolo intitolato “Tolstoj als Schachspieler” dello “Schachjahrbuch für 1907”.
Poi su “Şah Cartea de Aur” di Constantin Ştefaniu (Bucarest, 1982) è riportata una partita iniziata con 1.e4 e5 2.f4 exf4 3.Cf3 g5 4.Ac4 g4 5.Ce5 Dh4+ e vinta dal Bianco in 21 mosse e registrata come “Lev Tolstoj – E. Mood, Iasnaia Poliana, 1908”.
Per entrambe sono disponibili le mosse complete, ma non c’è una conferma da una fonte affidabile.
Stessa cosa per diverse altre partite pubblicate dopo la morte di Tolstoj affermando che erano state da lui giocate.
Vediamo comunque queste partite, ma resta da chiedersi: sono autentiche? La partita contro il principe Ivkoff era un’invenzione? E cosa si può dire sulle partite giocate da Lev Tolstoj contro Fritz Kuhler? Che abbia giocato con Goldenweiser è certamente possibile ma anche in questo caso siamo sicuri che le mosse siano autentiche?
L’American Chess Bulletin pubblicò una delle partite giocate dal conte Tolstoj contro Fritz Kuhler, “un dilettante tedesco”:
Leone Tolstoj – Fritz Kuhler
Il Bulletin affermò di essere “debitore al Manchester Evening News per le mosse“, ma non è ancora stata trovata una conferma attendibile, né è stata rintracciata nessuna delle altre (tre) partite presumibilmente giocate tra Tolstoj e Kuhler.
Il libro di Gerhard Henschel del 1959, “Freude am Schach“, riporta una partita vinta da Tolstoj contro un avversario definito ‘di lignaggio reale’ ovvero il principe Ivkoff.
Leone Tolstoj – Ivkoff
Infine c’è un’ultima partita di Tolstoj, che sarebbe stata giocata poco prima della sua morte; potrebbe non essere un falso, dato che l’avversario, allora trentatreenne, era un compositore e pianista russo che lavorava con lo scrittore. Da notare che la figura di Goldenweiser, interpretato dall’attore Nikolai Yeremenko jr, la ritroviamo nel film del 1984 “Lev Tolstoj” di Sergey Gerasimov.
Leone Tolstoj – Alexander Goldenweiser
1910.08.04
Un altro Tolstoj scacchista …
Invece ha suscitato una certa sorpresa tra vari biografi il fatto che non si trova alcun riferimento agli scacchi in “Reminiscenze di Tolstoj” scritto da un altro suo figlio, Ilya.
Sorpresa dovuta al fatto che, dunque, anche Ilya Tolstoj giocava a scacchi e sembra si possa dire che giocasse abbastanza bene.
Stralciamo da “The Gambit”, gennaio 1929:
“Il conte Ilya Tolstoj, secondogenito (in realtà era il terzo figlio, NdA) del famoso scrittore e romanziere russo, giocò una partita di scacchi di esibizione il 10 gennaio 1929 con J.A. Anderson, campione cittadino di scacchi, dopo una conferenza alla Downtown YMCA di St. Louis, Missouri. … Il conte Ilya Tolstoj ha giocato con scacchisti di tutto il mondo e conosce personalmente giocatori come Alekhine, Capablanca, Lasker e Bogoljubow. ”
James Allen Anderson – Ilya Tolstoy
St. Louis (USA), 10 gennaio 1929
Le mosse furono pubblicate sul fascicolo di Febbraio 1929 dell’American Chess Bulletin.