Uno Scacchista

Annotazioni, Spigolature, Punti di vista e altro da un appassionato di cose scacchistiche

J. Přibyl da torre subisce, poi di torre colpisce

(Riccardo Moneta)
Gli anni immediatamente successivi al ‘match del secolo’, cioè al 1972, sono stati un’esplosione di tornei un po’ ovunque in Europa, di ogni livello, in specie nelle regioni orientali europee.

Del M.I. Josef Pribyl, che è nato il 12 ottobre del 1947 a Praga, ho alcuni ricordi perché nel 1974 giunse secondo alle spalle di Mikhail Tal nel torneo di Lublino e perché ebbi modo di seguire nel 1976 (per quanto fosse possibile a quei tempi) i due tornei di Amsterdam: nel torneo ‘B’ vi giocavano, con Pribyl, anche l’ex campionessa del mondo Gaprindashvili, il nostro Stefano Tatai e l’ex campione juniores statunitense (nel 1967) Sal Matera, grande promessa non propriamente mantenuta ma personaggio di spessore ancor oggi attivissimo negli ambienti scacchistici nordamericani. Tatai, che era di 9 anni meno giovane di Pribyl, e Pribyl vinsero a pari merito quel torneo.

Questa fu la classifica finale:

Amsterdam B (1976)

Tatai e Pribyl furono accomunati da un destino che permise loro solo di sfiorare quel massimo titolo FIDE che entrambi avrebbero probabilmente meritato (e credo che ai nostri giorni lo avrebbero raggiunto con irrisoria facilità).

Nella carriera di molti GM vediamo strani alti e bassi, ma sono proprio quegli “alti” che spesso consentono di agguantare il massimo titolo. Pribyl (come in parte, ma un po’ meno, anche Tatai) fu invece di una regolarità incredibile, giungendo negli anni ’70 almeno 20 volte tra i primi 3 o 4 di ogni torneo cui partecipava, ma quasi mai riuscì ad esprimere acuti vittoriosi. Eppure non si può dire che il suo stile, al contrario di numerosi giocatori dell’Europa orientale di quel tempo, fosse troppo calcolatore e guardingo. Volle così, appunto, il destino.

Pribyl si mise per la prima volta in evidenza nel 1965, vincendo con 1,5 punti di vantaggio il torneo di Trenčianské Teplice; i suoi anni migliori furono quelli fra il 1974 e il 1976; basti guardare quest’altra classifica, quando lui, con un ottimo secondo posto, si lasciò dietro un bel numero di celebrati Grandi Maestri.

Majdanpek 1976

1. Matulovič 8,5, 2. Přibyl 8,0, 3. Rajkovič 7,5, 4.6. Ivkov, Velimirovič e Honfi 7,0, 7.9. Padevski, Kneževič e Rajčevič 6,5, 10.11. Janoševič e Benko 6,0, 12.13. Planinc e Tarjan 5,5, 14. Stevič 3,5.

Pribyl Giocò in tre edizioni olimpiche, dove non brillò particolarmente: Siegen, Skoplje e Nizza (1970, 1972 e 1974), con un risultato complessivo di 17,5/31. Nel 1991 fondò una sezione di scacchi presso l’Accademia Jan Ámos Komenský di Praga e dal 1992 al 1999 collaborò con il periodico specializzato Československý šach. Grande esperto della difesa Pirc, nei suoi seminari ha potuto trasmettere molto della sua esperienza a tanti grandi maestri, fra i quali Smejkal, Jansa, Shirov, Navara e la vicecampionessa mondiale Nana Joseliani. Negli anni ’70 affiancò spesso anche Hort. Gli scacchi non lo abbandonano neppure a casa, dal momento che il figlio Martin, nato nel 1974, è maestro Fide e che giocano a scacchi anche il genero  František Rous e il nipote Martin Rous.

Pribyl ha tuttavia diradato abbastanza presto, intorno al 1983, le sue partecipazioni alle competizioni più impegnative. Il motivo lo descrisse parecchi anni fa allorché confessò così:

Purtroppo gli anni non possono essere fermati, oggi si gioca a ritmi pazzeschi ed io ho iniziato ad avere anche dei problemi con la pressione alta; sono stato due settimane in ospedale e i medici mi hanno sconsigliato di giocare a scacchi ai massimi livelli; dovrei evitare gli stress, e invece mi trovo in difficoltà con l’orologio praticamente sempre dopo metà partita …”.

Non ho trovato traccia di sue partecipazioni a tornei in Italia, ma forse qualche lettore ci potrà dare una mano su questo particolare.

E qui finisce il nostro post di oggi … Vi diamo appuntamento a domani … Ah! Come dite? Cosa ci azzecca quel titolo? Beh, sì, dimenticavo, per dirla con lo scrittore Andrea Camilleri:

I tri quarti di quelli che accattano i giornali, si leggino sulo i titoli che spisso, e questa è ’na bella usanza tutta taliàna, dicino ’na cosa opposta a quello che dici l’articolo.” (Andrea Camilleri, “Una voce di notte”, 2012, ed. Sellerio)

Naturalmente scherziamo. Ecco allora qua apparire le torri del titolo di oggi e vediamo come Pribyl cadde vittima di un sacrificio di qualità contro il tedesco dell’Est Wolfgang Uhlmann (1935-2020):

Pribyl – Uhlmann
Brno 1975
(commenti tecnici di Pribyl)


Ed ecco qua come, poche settimane dopo, Pribyl si vendicò in bello stile, con altro sacrificio di qualità, contro un connazionale di Uhlmann, il M.I. Lothar Zinn (1938-1980):

Pribyl – Zinn
Decin 1975
(commenti tecnici di Pribyl)

Adesso ho finito veramente.


P.S.: La foto sotto il titolo è di Petr Novotny

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