Uno Scacchista

Annotazioni, Spigolature, Punti di vista e altro da un appassionato di cose scacchistiche

Due miniature di Machgielis Euwe

Max Euwe nel 1935

(Riccardo Moneta)
Il 15 dicembre del 1935, (quasi) esattamente 90 anni fa, terminava patta a Zandvoort la trentesima partita del match per il titolo mondiale fra il detentore Alexander Alekhine e lo sfidante  Machgielis, detto Max, Euwe (20.5.1901 – 26.11.1981). Si giocava sulla distanza delle 30 partite ed Euwe ne vinse 9 contro le 8 del rivale russo, che pure era in vantaggio per 7 a 5 al termine della diciannovesima.

Euwe, che divenne così il quinto campione del mondo della storia degli scacchi, fu soprannominato “il campione gentiluomo”. E’ stato anche professore di matematica, prolifico autore di libri di scacchi (oltre 70 i suoi lavori) e soprattutto un ottimo Presidente della FIDE (1970-1978). Ma è stato altresì un ottimo pugile, nuotatore ed aviatore. Euwe, quando vinse il campionato del mondo, si definì infatti un dilettante.

Vinse 102 tornei e giocò per 35 anni alle Olimpiadi, sempre in prima scacchiera nella squadra olandese, dal 1927 al 1962. E’ stato uno dei pochi giocatori a vantare uno score non negativo con Robert Fischer (+1, =1, -1). Su di lui abbiamo già scritto, e molto, qua:

Insomma, stiamo parlando di un colosso, ma lo sapevate già. Non aggiungiamo altro in quanto parecchio di altro potrete trovarlo negli articoli anzidetti e non vorremmo troppo ripeterci.

L’unica cosa per la quale Euwe non risulta famoso sono le miniature, forse perché il suo stile classico e metodico, da ragioniere qual era, non si prestava per la ricerca di soluzioni arrembanti d’apertura, alla Bronstein o Tal. Ma lui certe occasioni non se le lasciava sfuggire. E allora qui oggi ve ne mostro comunque due di sue ‘miniature’, piuttosto simpatiche e interessanti per lo svolgimento dell’iniziativa del Bianco.

Max Euwe – Geza Maroczy
Amsterdam 1921


Max Euwe – Rudolf Loman
Scheveningen 1923

Un giovanissimo e scoppiettante Euwe versione 1921-1923!


Adesso, però, e mi rivolgo a quei nostri lettori dell’ultimo anno e che forse sono ancora dei principianti: non affrettatevi a cercare di imitare queste due partite di Euwe! Anzi, ascoltate il consiglio che ci dà proprio Max Euwe nel suo “Positionspel en Combinatiespel” (Amsterdam 1948, ed. italiana “Trattato di scacchi”, Mursia 1976, traduzione di P.Bagnoli), ovvero questo:

“… vorrei mettervi in guardia contro un errore diffuso che consiste nel credere all’assoluta necessità di concludere una partita mediante un attacco travolgente sull’ala di Re dell’avversario. … Non è affatto obbligatorio bruciare i vascelli dietro di sé: ciò non sarebbe che una tattica da disperati, mentre un attacco ben preparato contro il Re nemico non deve essere un atto disperato, ma dev’essere un anello logico nella catena delle nostre idee strategiche. Spesso abbiamo la possibilità di ottenere un durevole vantaggio con un attacco sull’ala di Re avversaria e di svolgere questo attacco in modo lento e ponderato con un gioco tranquillo e attento”.

E poi ancora, nel capitolo successivo:

Si ha l’abitudine di fare una netta distinzione fra il gioco di combinazione e il gioco di posizione. Si suppone che il gioco di combinazione non sia fatto che di attacchi folgoranti e che il giocatore dotato di uno stile ‘astuto’ non si interessi di altro che dei tranelli nei quali il suo avversario deve cadere. Il giocatore che ‘combina’ senza solida preparazione o senza attendere il momento propizio non può essere definito un giocatore di combinazione nel vero senso del termine. D’altra parte le combinazioni sono necessarie ad un giocatore di posizione perché senza combinazioni un vantaggio posizionale non potrà mai trasformarsi in vittoria definitiva. Riassumendo, dobbiamo dire che la combinazione è la conclusione naturale di ogni partita posizionale”.

Per meglio inquadrare il personaggio-Euwe, “gentiluomo della scacchiera”, basterebbe ricordare una sua affermazione dopo il match mondiale di rivincita con Alekhine, da lui perso nel 1937 per 6 vittorie contro 11: “Tenterò forse di riconquistare il titolo fra qualche anno, non subito in quanto per ora Alekhine è indiscutibilmente superiore a me”. Beh, trovatemi un altro Grande Maestro che …

Oggi ad Amsterdam il campione olandese è ricordato da un monumento posto al centro di una piazza che appunto è stata chiamata Max Euwe Plein.


P.S.: la foto sotto il titolo proviene dall’archivio della città di Amsterdam, Collezione Atelier J. Merkelbach.

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