Uno Scacchista

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Antichi scacchi italiani. Le serie sette-ottocentesche da gioco nella storia e nell’arte

(Roberto Cassano)
L’autore di questo nuovo testo, ricco di splendide fotografie a colori, particolarmente curato nella veste tipografica e col testo italiano tradotto anche in inglese è Massimiliano De Angelis, noto collezionista di scacchi e Presidente della sezione italiana (CCI Italia) affiliata alla Chess Collector International.

Pubblicato nel settembre scorso ha voluto presentarlo nel tardo pomeriggio del 21 gennaio 2026 nella prestigiosa sede del  “Nuovo Circolo degli scacchi” all’interno di Palazzo Altieri di Piazza del Gesù n.49 in Roma.

Da sinistra: Luigi Maggi, Massimiliano De Angelis e Roberto Cassano

L’autore (al centro della fotografia) ha dialogato con il Presidente della Federazione Scacchistica Italiana Luigi Maggi e con Roberto Cassano della Commissione Cultura e Benemerenze della FSI e ha risposto alle domande del pubblico presente: oltre 60 persone compreso un buon numero di collezionisti italiani.

Copertina del libro “Antichi scacchi italiani” di Massimiliano De Angelis, Edizioni La Lepre 2025

Con questo suo secondo libro dal titolo “Antichi scacchi italiani” Le serie sette-ottocentesche da gioco nella storia e nell’arte (Edizioni La Lepre, 2025), a completamento del primo volume, approfondisce la crescente disponibilità dei pezzi in legno prodotti da abili maestri artigiani, incentivo alla diffusione del Nobil giuoco nella nostra penisola nei due secoli antecedenti il Novecento anche se in quell’epoca “Italia” ancora non lo era diventata.

Libro di Gianutio della Mantia, Torino 1597, p.9

Probabilmente non ci fu una rilevante produzione di serie dei pezzi degli scacchi come accadde in Francia (Régence, dall’inizio del XVIII sec.) e in Inghilterra (Staunton, dal 1849) ma i nostri pezzi, le cui principali caratteristiche ben corrispondono alle illustrazioni presenti nelle prime carte del più antico libro di scacchi italiano sulla teoria del gioco (Libro nel quale si tratta della Maniera di Giuocar’à Scacchi, con alcuni sottilissimi Partiti, Gianutio della Mantia, Torino 1597), sono da considerare, non soltanto coevi a quelli francesi e inglesi ma anche, indubbiamente, i più comuni per il gioco nostrano.

L’autore se ha avuto come obiettivo avvalorare questa ipotesi ci è riuscito perfettamente presentando le serie denominate “mazziniane”, “piemontesi” e le “Toscane classiche” e quelle, rarissime, con “gli alfieri con terminali formanti triangoli” (semplici e sovrapposti).

Serie ottocentesca “piemontese”

Inconfutabile testimonianza che queste serie venivano prodotte, diffuse e commercializzate in serie, nel periodo indicato e utilizzati nel gioco attivo questa immagine relativa al Torneo Nazionale di Milano del 1881 che nell’ingrandimento mostra posizionati sulla scacchiera proprio i pezzi “Piemontesi”.

Foto di gruppo dei partecipanti al Torneo Nazionale svoltosi a Milano nel 1881
Particolare ingrandito dei pezzi “piemontesi” sulla scacchiera nella foto di gruppo

Per richiedere il libro, scrivere direttamente a Massimiliano De Angelis (maxchess2001@yahoo.it).

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