Uno Scacchista *Edizione 10 Anni*

Annotazioni, Spigolature, Punti di vista e altro da un appassionato di cose scacchistiche

Alessandro Colosimo con “La corrispondenza” vince il 4° Concorso letterario

(Carlo Alberto Cavazzoni)
Si è chiusa la quarta edizione del concorso letterario “L’Ultimo Scacco“, confermandosi una delle iniziative più originali e vivaci della cultura scacchistica italiana.
L’iniziativa indetta dall’a.p.s. “Le Pergamene di Melquiades” in collaborazione con “Scuola Filosofica“, è sbocciata il 9 marzo 2021 in occasione della ricorrenza della nascita del grande campione Robert James “Bobby” Fischer (9 marzo 1943).

Si tratta di una sfida letteraria riservata a racconti brevi e inediti aventi un’attinenza filosofica, concettuale, metaforica o di qualsiasi altra natura con il gioco degli Scacchi. Qui le precedenti edizioni:

L’obiettivo degli organizzatori è stato quello di indurre gli scrittori a parlare degli scacchi tralasciando gli aspetti tecnici dando voce alle inquietudini e alle speranze che accompagnano ogni essere umano.
Gli autori hanno così prodotto racconti di elevata qualità: intensi, sorprendentemente originali, divertenti, storici, filosofici e a volte surreali.
Racconti che si leggono senza mai staccare la spina e che lasciano un segno perché sono frammenti di umanità.

Il concorso rinnova così la sua più autentica vocazione, quella di essere un appuntamento culturale per studiosi di metafore scacchistiche e un progetto che testimonia come gli scacchi possano diventare specchio della vita e un teatro di significati più grandi del gioco stesso.

 

La sua importanza la si può comprendere anche dal ricevuto sostegno continuativo della Federazione Scacchistica Italiana che ha concesso ancora il proprio patrocinio, dalla partnership della casa editrice “LE DUE TORRI” e di “UNICHESS” che ha sostenuto il concorso contribuendo ai premi.

Un ringraziamento va anche alla giuria, di seguito riportata, per il rigore e l’attenzione con cui ha valutato ogni testo,

Presidente: Carlo Alberto Cavazzoni (Maestro di Scacchi, istruttore e scrittore).

Membri: Mario Boffo (autore del libro “Il cavaliero errante”), Paolo Ciancarini (Prof. Ordinario della Università di Bologna), Paolo Fiorelli (Giornalista e scrittore di “Scacco matto con delitto”), Glauco Senesi (Poeta), Anania Casale (Addetto stampa FSI), Manuela Ennas (Giornalista), Mario Leoncini (Coordinatore della Commissione Attività Culturali e Biblioteca FSI, Scrittore, divulgatore di scacchi), Eugenio Dessy (Segretario della Commissione Attività Culturali e Biblioteca FSI) Renata Ricci (Docente Università N. Ginzburg e Coordinatrice Artistica del concorso internazionale di poesia Adriano Fornacciari “Città di Vignola”).

Rilevante la collaborazione con il Blog UnoScacchista, costantemente sensibile all’aspetto culturale del “Nobil Giuoco”.

E ora una buona notizia: la casa editrice “LE DUE TORRI” ha annunciato che tutti i racconti della terza e della quarta edizione del concorso saranno pubblicati in un’antologia la quale racchiuderà anche le poesie del concorso “Desiderio di infinito” e le immagini della sezione fotografica sempre relative al gioco degli Scacchi.

L’uscita è programmata per la fine del 2026 e l’antologia si chiamerà “L’Ultimo scacco III”. Sarà un vero unicum mondiale risultando dunque un diamante della letteratura scacchistica contemporanea.


Di seguito la classifica dei primi cinque racconti classificati preceduti dal commento del poeta Glauco Senesi riguardante il racconto vincente.

Corrispondenza è un afflato mistico che lascia il lettore inebriato di sentimenti; è un dipinto dai colori caravaggeschi dove la scacchiera è il mezzo per trascendere dalla folle realtà“.

Oltre al racconto vincitore La Corrispondenza di Alessandro Colosimo, siamo lieti di presentare gli altri premiati:

  • 1° cl. La corrispondenza, di Alessandro Colosimo da Viareggio (LU)
  • 2° cl. La partita della vita, di Aventino Meloni da Assemini (CA)
  • 3° cl. L’amico Sergey, di Antonello Mecali da Anguillara Sabazia (RM)
  • 4° cl. Ultima Cena, di Sergio Pagano da Manziana (RM)
  • 5° cl. Il corsaro Niacin, di Carlo Manchetti da Seravezza (LU)

“La Corrispondenza”
di Alessandro Colosimo

Yuri è abituato a scrivere mail a casa. Sono due anni che lo fa, con il suo cellulare, nei pochi momenti nei quali è possibile accenderlo senza rischiare di lasciare una traccia e consentire al nemico di individuare la sua posizione, soprattutto quando è sulla linea del fronte. Scrive mail a Natasha, la sua compagna, che è a casa con Viorika, la sua piccola di dieci anni. Scrive soprattutto la sera.

Nasconde loro tutte le difficoltà quotidiane: i rischi enormi, la morte fisica che lo sfiora e quella che segna la sua anima. Nessuna video-chiamata, o meglio, loro provano ma lui risponde spegnendo la telecamera, dice che lo fa per sicurezza, ma in realtà è perché non vuole mostrare il suo viso stravolto, emaciato, quasi irriconoscibile anche a se stesso, nelle rare volte che si fa la barba. Dopo quelle telefonate serali, brevi come da ordini, attende il sonno giocando a Scacchi, la sua grande passione in tempo di pace, quando rientrando dal turno pomeridiano in fabbrica si fermava al Circolo a giocare qualche partita prima di tornare a casa. Da qualche tempo gioca per corrispondenza, tramite una piattaforma internazionale, oppure via mail con qualche giocatore conosciuto nelle app del cellulare dedicate al gioco on line.

È sera ed è sdraiato sul suo letto, nel palazzo requisito dove il suo plotone dorme quando non è in prima linea, e sta giocando a Scacchi con il cellulare. Una serata come un’altra, ma con la prospettiva di dormire lontano dalle granate e dai droni.

È appena uscito da un’apertura complicata in un blitz con un giocatore con più di 2000 punti di elo che, a fianco al suo avatar “Kingofchess”, ha una bandiera armena, come quella del suo grande mito Tigran Vartanovich Petrosian, quando vede l’invito a giocare una partita da parte di un tale Igor. Igor però gli dice in chat di non poter giocare on line perché si trova al fronte, in guerra, ma che gli sarebbe piaciuto giocare via mail qualche partita con lui, visto che ha notato alcune sue partite sulla piattaforma. Lascia l’indirizzo.

Yuri è sempre attento a questi nuovi contatti, il Comando è stato molto chiaro su internet e tutti sono molto rigorosi, ma Igor sembra come lui un uomo in guerra e un appassionato di Scacchi. Sembra. È sospettoso, scrive nella sua lingua che quella non è la sua guerra e l’altro risponde subito nella stessa lingua, non ci sono rischi, ed è abbastanza per provare a giocare via mail e magari scambiare qualche battuta. Igor gli scrive che anche lui si trova nella sua stessa condizione precaria di soldato. Si accordano, sul loro onore, di non usare alcun computer, e l’onore in guerra è tutto. Igor ha il bianco: “1. e4” e Yuri risponde subito con una Siciliana 1…c5.

Igor è andato in Italia cinque o sei anni fa, con Daryna, quella che allora era la sua fidanzata, visto che poco prima di essere arruolato a forza decisero di sposarsi. Naturalmente, non ha figli, come gli ha scritto rispondendo subito: “2. Cf3. Chi se la sente a metter sù famiglia per poi non avere il tempo di veder crescere un figlio e morire per un drone nemico senza vederlo neppure in faccia, il nemico”. In Sicilia è andato a trovare una parente che fa la badante ad una signora anziata. Un’estate bellissima e caldissima, mai avrebbe pensato che ci potessero essere posti così belli al Mondo.

2…e6”, Yuri gli confida di non essere mai stato in Italia e forse proprio per questo ama giocare la Siciliana “LOL”. Gli sarebbe piaciuto, anzi lo aveva progettato con Natasha, prima della nascita di Viorika, infatti aveva fatto qualche ricerca su internet e si era convinto che la Sicilia è più alla portata delle sue tasche rispetto al resto d’Italia.

3. d4. È vero! Sono stato là per quasi un mese e ho potuto permettermi di affittare un piccolo appartamento vicino al mare. Il sole caldo e il profumo del mare sono i ricordi più belli di quella vacanza con Daryna…subito dopo il cibo. LOL.

Nell’ultima mail di quella sera, gli spiega che Anna, la loro amica, era libera il giovedì e andavano per tutto il giorno al mare e la sera, dopo una doccia, si ritrovavano in una piccola trattoria, a mangiare il pesce fresco. Anna aveva conosciuto un italiano, Antonio, che aveva una piccola impresa edile. Loro quattro avevano passato insieme momenti bellissimi.

Yuri pensa di giocare la Variante Kan: “3…cxd. Non potrò rispondere per un po’, vado laggiù. Forse un giorno ci incontreremo, magari siamo più vicini di quanto pensiamo. Ma non voglio saperlo!”.

4. Cxd. Va bene, appena puoi rispondi, non farmi stare in ansia. Naturalmente anche io non ti dico dove mi trovo. Buona fortuna! ”.

Due giorni dopo una nuova mail di Yuri:

4…a6. Tutto bene. Un altro piccolo passo verso la libertà! Prima di scrivere alla famiglia ho voluto fare la mossa”.

Igor risponde immediatamente: “5. c4. Mi fa piacere che sei rientrato. Finalmente!”

“Certo ti piace attaccare! – risponde Yuri – La Variante Maroczy. Non sarà stata la guerra, per caso, che ti ha reso così aggressivo, Igor? LOL”.

Yuri pensa ad uno spostamento repentino della sua Donna. In quella sera così fredda, rannicchiato in un angolo di quel rudere che prima era una casa, in attesa di ordini. Quella Donna che sta per muovere gli ricorda Natasha che lo aspetta a casa, che gestisce tutta la famiglia, anche quella di origine dei suoi vecchi, continuando il suo lavoro malgrado la situazione difficile e le bombe. Tira fuori dal portafoglio la sua foto e, come sempre, l’accarezza con un dito. Con lo stesso dito muove la Regina sulla scacchiera dell’app che usa per memorizzare la partita, come per farla spostare vicina a sé. Poi, il sonno invincibile.

La mattina lo sorprende con il pensiero alla partita e la fotografia in mano: “Non ricordo il seguito della variante e non posso usare il computer. Certo se gioco “5…Dc7”, ho il controllo della casa “e5”, ma devo pensare al rischio dell’inchiodatura della Donna con la “Tc1”, devo giocare “Cc6”? Devo pensare e stare attento!“.

Deve stare attento e pensare ma non solo perché non ricorda la variante. “Devo stare attento! Non è il momento degli Scacchi, non è il momento per nessuno. Devo stare attento per Natasha e Viorika.

Igor resta in attesa della mail che stranamente non arriva. Da giorni gli attacchi nemici sul confine sud sono aumentati considerevolmente e anche lui ha poco tempo per distrarsi con gli Scacchi.

Yuri è ormai convinto che anche Igor si trova sulla linea del fronte. Ogni tanto pensa alla risposta da inviare a Igor alla sua “5. c4”. Decide: “5…Dc7”. Dopo poco arriva una mail di risposta, ma senza mossa: “Scusami, ma siamo in un avanzamento importante e non sempre riesco a scrivere. Ho difficoltà anche a scrivere alla mia Daryna. Ho paura di morire in questo momento, so che potrebbe accadere da un momento all’altro e non è giusto. Sono giovane.

Il giorno dopo, ecco un’altra mail. È domenica, è appena rientrato nelle retrovie. Svegliandosi sente distintamente i rintocchi di una campana e questo lo rassicura. Avrebbe chiamato Natasha. La mail di Igor è breve, solo un saluto e la mossa “6. Cc3. Ciao siamo impegnati quaggiù…

Yuri non risponde. Igor attende inutilmente tre giorni. Riprova con un’altra mail, senza alcuna mossa: “Insomma, come va? Tutto bene?”. Ancora tre giorni. Nessuna risposta.

Il corpo giaceva nell’erba bagnata. L’odore acre della guerra si mischiava al profumo dei campi una volta seminati a grano e questo a Igor fece per un attimo girare la testa. Cercava di capire se realmente quel corpo fosse senza vita. Doveva solo accertarsi della morte del nemico, uno dei tanti. Igor conosceva se stesso, le proprie sensazioni, e le braccia spalancate di quel corpo, che sembravano chiedere un ultimo ed inutile abbraccio, lo spinsero, oltre che a tastare la giugulare, a controllare all’interno della mimetica per dare un nome a quell’uomo. Trovò solo un cellulare in una tasca laterale. Era incredibilmente intatto. Senza lasciare il suo fucile, con la mano sinistra, fece scorrere il pollice sul display che si illuminò. Si accorse di una mail non ancora spedita. Cercò solo l’indirizzo, il nome. “6…Ab4 – lesse – chissà se un un giorno, tutto questo schifo finirà”. Questa volta lasciò cadere il fucile e si sedette affianco all’amico a compulsare quel cellulare, rileggere le mail, che conosceva bene, cercare le fotografie della famiglia di Yuri, poi ancora le mail e di nuovo le foto, con le lacrime agli occhi. Nel giaccone pesante trovò anche una piccola scacchiera magnetica che prese con sé.

Lascia perdere il cellulare di quel bastardo ed andiamo avanti…” – gli gridò il suo superiore.

Mise in tasca sia il cellulare che la scacchiera e continuò ad avanzare senza voltarsi indietro verso “quel bastardo”, sperando per un attimo che un altro bastardo regalasse al suo capo la stessa sorte di Yuri, ma sapeva che sarebbe stato troppo facile.

Una voce incomprensibile alla radio e ancora le urla del Capo:

Attenti, laggiù c’è una zona minata, state alla larga!

Dove, Capo?

Ma cosa cazzo hai, oggi Igor, laggiù a ore tre, a cinquanta metri sulla tua sinistra, dove c’è quella radura!

Grazie Capo!” – rispose con un sorriso.

Igor, torna qua, dove stai andando, ma che cazzo fai!

Igor aveva lasciato il fucile e l’elmetto ed ora andava verso la radura a passo sempre più veloce.

Dove vai Igor, torna indietro!

Fu detto a Daryna che era morto in battaglia, come un eroe, cercando un passaggio in un campo minato. Con l’importante onorificenza le furono consegnati alcuni effetti personali. In uno scomparto del portafoglio, sfuggito alle verifiche di qualche funzionario poco zelante, trovò un foglietto piegato:

Cara Daryna, se leggi queste righe è perché non ci sarò più. Sai come la penso su questa guerra rivolta verso fratelli che considero anche amici. Vorrei dirti che ne ho conosciuto uno con cui gioco a Scacchi e che non sa chi io sia realmente, mi crede suo compagno di guerra, ma credo che stia dall’altra parte. Ci siamo scritti molte mail perché giochiamo e mi ha raccontato della sua vita, che è uguale alla nostra vita, dei suoi progetti che sono i nostri progetti. Non credere che io sia un eroe, se lo fossi mi opporrei con tutte le mie forze a questo schifo, ma non lo faccio, nessuno di noi lo fa anche se questa guerra è per tutti una merda! Ricordalo sempre. Gens una sumus“.

Daryna, che aveva già pianto tutte le lacrime, si accarezzò delicatamente il ventre, con entrambe le mani, e guardando quella pancia appena accennata sussurrò: “Certo, lo ricorderò anche a lei!”.


Carlo Alberto Cavazzoni è nato a Carpi il 17 settembre del 1953. Diplomato nel 1972 in Perito Tecnico Industriale ha successivamente superato il biennio d’Ingegneria chimica. È Maestro di Scacchi ad honorem ed Istruttore della F.S.I. Autore di libri di buon successo come: “Il Castello degli Scacchi” (Ed. LE DUE TORRI 2008), “I segreti del Castello degli Scacchi” (in collaborazione con il Maestro Internazionale Roberto Messa Ed. LE DUE TORRI 2011 ), “Il piccolo Cavaliere del Re degli Scacchi” (Ed. La Fondazione di Vignola). Nel 2010 ha ricevuto il premio per il migliore istruttore del nord Italia 2009.

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