It ain’t over till it’s over

Come disse il mitico Yogi Berra: “Non è finita finché non è finita”. E questo si deve essere detto Shakhriyar Mamedyarov guardando il tabellone del  “Terzo Memorial Gashimov” a Shamkir (Azerbaijan) alla fine del sesto turno.

Il torneo ha una sua importanza simbolica, specialmente per chi ha conosciuto ed ha voluto bene a Vugar Gashimov, ma questa volta in palio c’è anche qualcosa di più, visto che non partecipa Carlsen, vincitore delle due prime edizioni. Sarà Caruana a rafforzare il suo ruolo di sfidante in pectore o sarà Giri a vincere finalmente un supertorneo? Oppure Karjakin riuscirà a onorare il suo ruolo di sfidante al titolo di Campione del Mondo con una vittoria alla sua prima uscita in torneo individuale dopo la vittoria nel Torneo dei Candidati?

A tre turni dalla fine del torneo, l’idolo di casa Mamedyarov si ritrova col 50% dei punti, appaiato con l’indiano Harikrishna a ben due punti di distacco dal leader Caruana (fino a quel momento a +4 e in forma smagliante), a un punto e mezzo da Giri (imbattuto, come sempre, ma che incredibilmente ha vinto ben tre partite) e anche dietro di messo punto allo sfidante al titolo di Campione del Mondo Karjakin. Unica nota positiva, per un combattente come lui, il fatto che nelle tre partite mancanti deve giocare in ordine prima con il connazionale Safarli e poi proprio con Caruana e Giri.

Come primo passo deve battere Safarli, giocatore sulla carta a lui inferiore, ma … fino al sesto turno tutti gli incontri tra giocatori azeri sono finiti con una patta. Mamedyarov non se lo può permettere e riesce ad arrivare in una posizione vinta, per poi rischiare di gettarla via con quella che qualcuno ha definito “una svista in zeitnot”. Peccato che l’inaspettata risorsa che permetterebbe a Safarli di organizzare un incredibile scacco perpetuo è talmente innaturale che non viene giocata: Mamaedyarov non sbaglia più e alla fine del turno ha affiancato Karjakin e accorciato le distanze di mezzo punto dai primi due, che hanno pattato in una posizione nella quale secondo il computer (ma solo secondo lui) Caruana aveva la possibilità di andare in un vantaggio praticamente decisivo.

Caruana-Giri (analisi)
Caruana-Giri (analisi): Rh2 è la mossa (unica) per andare in vantaggio

Nell’ottavo e penultimo turno i pianeti cominciano ad allinearsi in favore di Shak: Giri non va oltre la patta con Hou Yifan (contro la quale non ha mai vinto nelle sette partite giocate e, anzi, ha perso due volte) e la partita con Caruana, interessante e dinamicamente equilibrata, arriva a un finale di Donne nel quale Caruana perde il filo e infine perde. In termini di classifica, Mame ha quasi chiuso il gap: lasciatosi alle spalle Karjakin, è a mezzo punto da Caruana e Giri, affiancati in testa con 5 punti e mezzo, ma adesso ha, come si dice in gergo sportivo “l’inerzia dalla sua parte”.

All’inizio dell’ultimo turno, tutto è ancora possibile, anche perchè per decidere il vincitore in caso di parità, le regole del torneo (ispirato alla massima combattività) prevedono un match di spareggio. Caruana gioca contro Karjakin (con il Nero), mentre Giri, sempre con il Nero, affronta Mamedyarov. L’azero ha ancora qualche speranza di vittoria ma per lui c’è un solo risultato utile: deve battere Giri. Poi si vedrà se Caruana sarà stato in grado di battere Karjakin (e vincere così il torneo da solo) o avrà pattato (forzando così lo spareggio): in caso l’ex italiano perda, sarebbe addirittura una vittoria assoluta per Mamedyarov!

Alla prova della scacchiera, Caruana non forza e patta abbastanza agevolmente con Karjakin, giocando la variante aperta della Spagnola (che recentemente sta avendo un evidente ritorno in auge). Mamedyarov, invece, gioca una partita strategicamente e tecnicamente di alto livello, sconfiggendo Giri in un finale di Torri che non sembrava così perso come si è rivelato.

Dopo un inizio sfavillante (quattro vittorie e una patta nelle prime cinque partite) Caruana si trova quindi obbligato a sconfiggere il temibile azero in un mini-match di spareggio se vuole portara a casa il torneo. Dopo le prime due partite da 10 minuti + incremento la situazione è ancora equilibrata, con Caruana ha sprecato posizioni favorevoli in entrambe le partite. Nel secondo mini-match di spareggio, con partite da 5 minuti + incremento, la maggiore abilità di Shak nelle partite a cadenza rapida si fa sentire e (grazie di nuovo ad un finale di Torri nella prima e ad una posizione superiore non sfruttata da Caruana nella seconda partita) lo spareggio viene vinto da Mamedyarov, che così si aggiudica il torneo.

Memorial Gashimov - Premiazione
Source: Shamkir Chess 2016

Arrivati fino a qui? Bene. Allora, ricapitoliamo cosa serve per vincere un torneo di questo livello:

  1. far giocare i primi due in classifica che patteranno tra di loro mentre voi batterete un vostro connazionale;
  2. battere il leader della classifica (e temporaneo numero 2 al mondo) con il Nero;
  3. battere poi l’altro leader della classifica (al momento numero 5 al mondo) con il Bianco;
  4. pareggiare un match di spareggio con cadenza 10 minuti + incremento;
  5. infine vincere lo spareggio a cadenza più rapida.

Facile no? Basta sempre ricordarsi che “Non è finita finché non è finita”. Ah, e sperare che Gashimov, da lassù, vi guardi e vi sorrida.

Gashimov
MindGames 2011, Pechino – Fonte: FIDE

 

 

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